Mogli in affari: «Vi raccontiamo l’altra metà dell’impresa»

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Da sinistra, in senso orario: Luisella Traversi e Benito Guerra, Alessandro Panseri e Mirella Salvi, Pierino Persico e Isa Colombi

Spesso le imprese si identificano in un’unica persona, quella del fondatore, del capo, del volto pubblico – perlopiù maschile, ma vale anche il discorso contrario -, che illustra novità e progressi o denuncia problemi e criticità. In molti casi però l’impresa è una storia a due, che vede affiancati nella buona e nella cattiva sorte (pure aziendale) marito e moglie. Secondo una stima della Camera di Commercio di Monza e Brianza (che ha anche scelto di attribuire un riconoscimento ai “matrimoni d’impresa” più longevi del proprio territorio) in Italia sono quasi un milione (930mila) le coppie che condividono un progetto comune nella vita privata e lavorativa, essendo soci o collaboratori in azienda.

In periodi in cui tenere a galla un’impresa è difficile e i matrimoni si sfaldano come neve al sole, la rilevazione dice anche che si tratta di realtà solide, con una percentuale oltre il 90% (a Bergamo è la più alta, il 96%) di chi dichiara che la crisi non ha scalfito i rapporti e il 3,5% (a Bergamo il 2%) che afferma che si sono addirittura rafforzati.

Se nei negozi, nelle attività artigianali, in bar e ristoranti è molto più facile imbattersi in binomi di questo tipo e riconoscere la divisione dei compiti, meno evidenti sono il ruolo e il valore della coppia nelle realtà industriali.

Ecco allora le testimonianze di tre unioni di cuore e d’affari bergamasche, con il punto di vista dall’altra metà.

Isa Colombi (Persico)

«Parlavamo solo di lavoro, poi il figlio di sette anni ci ha fatto una domanda…»

Parla schietto Isa Colombi. Non colora di rosa il cammino che al fianco del marito Pierino Persico li ha visti passare dalla modelleria di legno in uno scantinato avviata ad Albino nel ’76 ad un’azienda conosciuta in tutto il mondo per gli stampi e i prodotti all’avanguardia nei settori automotive, nautico e con sistema rotazionale. Che ha fatto scoprire al patron di Luna Rossa Patrizio Bertelli, all’inventore di Skype Niklas Zennstrom e agli sceicchi del Bahrein che esistono la Valle Seriana e un paese chiamato Nembro.

«Per una moglie è pesante conciliare la famiglia con l’azienda e credo che sia ancor più difficile per il marito se, come accade più spesso oggi, è la moglie l’imprenditrice e la vita a due comincia quando l’attività è già avviata – afferma -. Per noi, forse, la partenza è stata agevolata dal fatto che eravamo già sposati da quattro anni, con una bimba (quasi due) e che eravamo stati entrambi operai con la “voglia di fare sempre per passione”. Questo ci ha spronato ad aiutarci. In mio marito vedevo tanta passione e una visione capace di individuare clienti e opportunità. Da parte mia ciò ho messo non poca tenacia nel sostenerlo accettando di occuparmi delle consegne dei prodotti finiti e della, allora poca, contabilità, senza mai lasciare la cura dei figli e senza aiuto in casa. Mi sono messa persino a studiare inglese perché avevamo cominciato a viaggiare e ci serviva. Avevo solo la terza media (tre anni serali) e lavoravo come camiciaia. Mi iscrissi allo Shenker Institute e arrivai a dare almeno 35 esami. Mi sarebbe piaciuto continuare almeno sino a 50, ma con tre bimbi, mi dovetti accontentare. Mi piace molto la lingua inglese!».

Il lavoro va bene e aumenta, ma all’alba degli anni Novanta una domanda del figlio di sette anni fa capire alla coppia che è necessaria una svolta. «Una sera a tavola – ricorda Isa Colombi – Marcello ci chiese: “Ma sul lavoro va tutto così male?”. Eravamo arrivati a parlare solo di lavoro e, naturalmente, non dei successi, ma di quello che andava storto e bisognava risolvere. Abbiamo realizzato che non era giusto che in casa si respirassero tante tensioni. Per noi la famiglia era il primo obiettivo e meritava più serenità. Ho scelto di tirarmi fuori, tanto più che ho sempre avuto la passione per la casa, i miei bambini, la buona cucina e i lavori di sartoria e camiceria». «Non sono mai stata quella che voleva apparire o occuparsi di tutto per il solo fatto di essere la moglie dell’imprenditore – rimarca -. Il passo è servito anche a farci comprendere che è importante fare spazio alle persone giuste e affidarsi a dei collaboratori che i problemi li risolvono. Credo che la Persico ne abbia guadagnato e anche la nostra famiglia».

La signora non si trincera comunque dietro i fornelli o la macchina per cucire e continua ad affiancare il marito nei viaggi all’estero. «Abbiamo ormai toccato quasi tutto il mondo, ma soprattutto abbiamo conosciuto tante persone che ci hanno permesso di allargare gli orizzonti – evidenzia -. Grazie a questi contatti i nostri figli hanno fatto presto esperienza negli Stati Uniti e si sono sempre più appassionati all’azienda assumendo man mano responsabilità».

La primogenita Claudia è a capo della divisione Rotazionale, Alessandra dell’Automotive e Marcello della Nautica. Se non più strettamente operativo, il ruolo di Isa Colombi resta di grande peso. E non mancano gli scontri tra il suo atteggiamento più pragmatico e la visione più d’istinto e creativa del marito. Come quando ha preteso che stipulassero un’assicurazione sulla vita: «Pensava che mi stessi già immaginando un futuro da vedova benestante – dice con naturalezza -, ma era semplicemente un modo per tutelare ciò che avevamo costruito».

Fondamentali anche il suo sostegno e incoraggiamento agli investimenti, a fare sempre un passo in avanti, anche quando Pierino si mostrava, per carattere, un po’ più dubbioso: «In pratica abbiamo sempre avuto debiti – ammette -, ma è indispensabile non rimanere fermi, cercare nuove idee, soluzioni. Se non l’avessimo fatto saremmo morti. Il lavoro di modellista oggi non esiste più, ma la Persico è conosciuta in tutto il mondo. Sono contenta che abbiamo sempre reinvestito, il nostro obiettivo non è il profitto a tutti i costi, tirare sui prezzi, ma fare le cose bene».

Sua anche la decisione di sottoscrivere un patto di famiglia (nel giorno del suo compleanno l’incontro con i consulenti) per gestire al meglio il passaggio generazionale e la continuità d’impresa, decidendo preventivamente le regole della successione. «Anche questo può sembrare un passo antipatico – rileva – per una famiglia e dei fratelli che vanno d’accordo. La capacità di resistere anche a momenti difficili è però data dall’integrazione dei tre diversi settori ed è importante e strategico salvaguardare nel tempo una visione unitaria dell’impresa. L’ho fatto pensando anche ai nipoti».

Alla fine ribadisce però il concetto iniziale. «Resto convinta che marito e moglie non debbano fare lo stesso lavoro insieme. Fortunatamente non ho mai capito niente di stampi, altrimenti non so come avremmo fatto, ognuno con le proprie idee, a spartirci le decisioni quotidiane. Credo che il mio apporto più importante sia stato spronare mio marito, credere in lui e fare in modo che non gli pesassero il mio lavoro in famiglia e con i bambini». E di un’altra cosa è certa: «Quel che abbiamo fatto, lo abbiamo sempre fatto volentieri e mettendocela tutta».

Luisella Traversi (Robur)

«La coppia rafforza l’azienda, ma bisogna sapersi aspettare»

Vita di coppia e d’azienda sono tutt’uno per Luisella Traversi Guerra, che con il marito Benito ha fatto crescere la Robur di Verdellino sino a renderla un autentico faro a livello mondiale per l’efficienza energetica dei sistemi di riscaldamento e condizionamento a gas.

Come sarebbe andata lo si poteva probabilmente intuire già da quel viaggio di nozze, 51 anni fa: un mese in Europa sulle tracce di beccucci per il gas, per cogliere al volo le opportunità legate al passaggio dal “gas di città” al metano. Incontrati nell’albergo dei genitori di lei a Selvino, sposati dopo un anno, molto giovani – 19 e 24 anni -, non hanno avuto dubbi nel condividere da subito anche il percorso professionale. «Mio marito era un artigiano con la voglia di fare presto – racconta Luisella Guerra –. Avevamo lo stesso sogno, creare una bella famiglia e fare qualcosa di utile, questo ci ha unito. All’inizio, avendo trascorso nella mia infanzia un lungo periodo a Parigi, ero la “segretaria” che parlava francese, poi sono passata ad occuparmi di tutta la direzione del personale (oggi Robur ha circa 220 dipendenti nella sede di Verdellino ed è presente anche in Germania e negli Stati Uniti ndr.) ed ho seguito da vicino alcuni aspetti del marketing, in particolare quelli legati alla motivazione alla vendita e allo sviluppo delle idee. Da qualche anno sono “ufficialmente” in pensione, ma partecipo ai Consigli di amministrazione portando la mia esperienza e non posso certo dire di aver chiuso con l’azienda. È come un figlio, lo si ha finché si scampa perché in gioco ci sono responsabilità sociali».

Se per molte mogli il ruolo quasi automatico è quello della gestione contabile e finanziaria, Luisella Guerra ha fatto diventare il proprio interesse per la crescita personale e delle relazioni un valore fondante dell’impresa. «Dopo il diploma magistrale mi sarei iscritta a filosofia – ricorda -. Mio marito mi ha riconosciuto un cuore predisposto a creare gruppo, a capire e motivare le persone, a stimolarle nel tirare fuori il meglio di sé, a rispondere con creatività alle situazioni. Siamo complementari, se dovessi sintetizzare il mio apporto direi che sono stata il lievito per la sua visione, aiutandolo a capire per tempo il mercato ed i prodotti, e insieme un’ancora, uno spazio dove rifocalizzarsi e ripartire per fare ancora meglio». Questa predisposizione si è tradotta nell’adozione in azienda, a partire dagli anni Ottanta, dei principi della qualità totale, di cui Luisella Guerra è tecnica e formatrice, che ha la propria base nello sviluppo personale. «Bisogna partire dalle persone, non ci sono alternative – commenta -. Conoscendo se stessi si acquisisce la capacità di migliorare le proprie potenzialità grezze: è questo lo snodo fondamentale, trasversale ad ogni ambito, che si tratti di tecnologia, ricerca o mercato. I problemi tecnici sono giochetti che si risolvono, i problemi veri sono quelli nelle relazioni».

È anche il segreto che fa funzionare una coppia impegnata nella stessa sfida imprenditoriale? «Amore e fiducia sono indispensabili – osserva -, ma poi è molto importante che ognuno sia disposto ad aspettare l’altro. Capita infatti che le esperienze portino marito e moglie ad evoluzioni diverse ed è fondamentale non perdersi di vista e attendere che il partner cresca perché l’obiettivo torni ad essere di entrambi. È un concetto che andrebbe urlato agli artigiani: se c’è questa attenzione all’ascolto di se stessi e dell’altro, senza compromessi, la coppia moltiplica la forza dell’azienda. La coppia è un tesoro sociale, peccato non rendersene conto. Far crescere un rapporto significa lasciar perdere gli egoismi, le pretese, il potere e raggiungere una raffinatezza di espressione sempre maggiore». Non è facile, anzi. «I momenti di difficoltà non sono mancati neanche per noi – ammette -, soprattutto quando si trattava di fare un passo avanti, ma sono stati anche quelli che, illuminati dall’amore e del rispetto, hanno contribuito ad illimpidire il rapporto. Certo, poi c’è anche chi si accontenta dei gioielli o di andare alle terme con le amiche…», dice senza paura di colpire nel segno.

Del resto Luisella Guerra spazza via anche la convenzionale distinzione tra vita privata e lavorativa. «Che siano due cose diverse è una grossa bugia – afferma -. Se si è onesti con sé stessi in azienda lo si è anche nella vita. Personalmente ho coltivato tante dimensioni, quella di scrittrice di libri sul management, quella di pittrice con esposizioni in tutto il mondo, ma il processo di crescita è uno solo e si riversa su tutte le componenti, nel matrimonio, nel rapporto con i figli (sono cinque ndr.), in azienda, sul mercato».

È così che per settembre attende l’uscita del suo libro di fiabe per bambini, edito da Mondadori, mentre con un gruppo di “ragazze” sta preparando un manuale per l’autoformazione allo sviluppo della creatività nel mondo dell’impresa, sognando di dare vita di qui a cinque anni alla prima Università della Creatività d’Europa. Dopo l’impegno in azienda ora la volontà è di mettere a disposizione di altri la sua esperienza. Con una certezza su tutte: «Il bene grande che lega me e mio marito ci ha regalato questa bella storia».

Mirella Salvi (Rotolificio Bergamasco)

«È delle donne il ruolo chiave, devono tenere tutto in equilibrio»

«Sino ad ora i “rotolini” non ce li siamo mai tirati dietro». Scherza Alessando Panseri nel raccontare la storia d’amore (quest’anno festeggia il 45esimo di matrimonio) e d’impresa che condivide con la moglie Mirella Salvi. E dissolve in una battuta l’immagine che vuole per forza i coniugi sempre intenti a battibeccare.

I rotolini in questione sono quelli della Errebi – Rotolificio bergamasco di Gorle, che insieme hanno deciso di rilevare nel 1977 facendola diventare la prima azienda in Italia per fatturato e tra le prime in Europa nella produzione di carta in rotoli. Tradotto nella pratica, significa imbattersi quasi quotidianamente con uno dei loro prodotti, che si tratti di uno scontrino fiscale, di un ticket per il parcheggio o l’autostrada, della ricevuta di una giocata (sono i fornitori di Lottomatica e Sisal) o del bancomat, dei numerini per la coda o di quelli sui capi ritirati dalla lavanderia, ma anche delle maxi affissioni.

«Mio marito lavorava alla Pirelli e spesso era impegnato all’estero, io facevo la casalinga – racconta Mirella Salvi – e seguivo i bambini (Gianluca nato nel ‘70 e Cristiano nel ‘73, mentre nell’87 sarebbe arrivato Pierluigi, il “piccolo” della famiglia ndr.). Il titolare, ormai anziano, del rotolificio, che allora aveva sede a Redona, ci ha proposto di subentrare nell’attività. Ai tempi produceva i rotoli per le calcolatrici di due banche, ma nelle dimensioni ridotte e nella versatilità di questi articoli vedeva grandi prospettive. Abbiamo accettato. E da allora sono qui».

Data la precedente esperienza da impiegata nell’azienda di famiglia, per Mirella è stato scontato occuparsi della parte amministrativa, mentre il marito sviluppava quella tecnica. Alla signora spettano anche le relazioni e la partecipazione alla vita associativa. In Confindustria Bergamo è stata presidente del Gruppo Cartotecnici e fa parte del Consiglio direttivo della Piccola Industria. È anche tra i probiviri di Assografici, l’associazione nazionale del settore e partecipa al network mondiale di donne imprenditrici Aidda. «La divisione dei ruoli dipende più che altro da un fatto pratico, legato alle competenze, alle inclinazioni e al tempo a disposizione – rileva il marito -. Vale anche nell’assegnazione delle cariche. I soci siamo noi due, lei è l’amministratore perché può seguire meglio anche gli aspetti burocratici, io però ho la quota maggiore e posso revocarle l’incarico…», la provoca sorridendo.

Loro e l’azienda sono cresciuti con i propri dipendenti. Hanno infatti sempre assunto persone al primo impiego, un modo per dare fiducia e condividere un cammino. Lo conferma il fatto che solo quest’anno – in quasi 30 di attività – saluteranno il primo dipendente che ha raggiunto la pensione dei circa 70, impegnati tra Gorle e lo stabilimento di Majano, in Friuli, aperto nel 2000. «Teniamo ad ognuno di loro – sottolinea Panseri – e non siamo mai ricorsi alla cassa integrazione o alla mobilità, stringendo i denti nei momenti più difficili». E ce ne sono stati, non solo in questo ultimo periodo. «Mi dicevano, forse solo a mo’ di battuta, che era rischioso lavorare con mia moglie perché se le cose fossero andate male, sull’uno o sull’altro versane, ci avrebbero rimesso in ogni caso sia la famiglia sia l’attività. Posso dire che è l’esatto contrario. Essere impegnati entrambi in azienda significa non essere soli, avere qualcuno che comprende i problemi e su cui contare, ma anche avere la fortuna di passare molto più tempo insieme. La famiglia e l’impresa si rafforzano a vicenda, a patto ovviamente che siano la famiglia e il lavoro i valori in cui si crede», puntualizza.

Secondo la consorte il buon funzionamento di un matrimonio d’impresa dipende comunque più dalle donne, chiamate ad un ruolo di “registe”. «È la donna che regge tutto, con la sua capacità di organizzare, di smussare, di tenere insieme ed in equilibrio, anche accettando di stare un po’ più defilata  – rileva -. Personalmente credo che a dare la linea in azienda debba essere uno solo e non ho mai contraddetto mio marito di fronte ai dipendenti. Certo le decisioni importanti poi le abbiamo sempre prese insieme». Sul conciliare gli impegni del lavoro con quelli della casa, tanto più nel suo caso con tre figli maschi, dice che fissando delle priorità e con un po’ di organizzazione e gioco di squadra si può fare. «Fin da piccoli anche i nostri figli hanno condiviso il nostro percorso, era inevitabile – ricorda mamma Mirella -, e mano mano è stato naturale per loro entrare in azienda e portare il proprio contributo in base alle proprie caratteristiche. Ora i consigli di amministrazione li facciamo la domenica a pranzo – dice per far capire il clima -. Ciò che ci unisce e fa andare d’accordo è, in fondo, semplice. Riconosciamo tutti che è l’azienda quella che ci dà da vivere e che fa stare bene noi ed i nostri dipendenti, per questo facciamo tutti del nostro meglio». O, come dice il primogenito Gianluca, «facciamo a gara a chi lavora di più».

La buona integrazione della nuova generazione e il rapporto creato con i dipendenti li fa guardare al futuro in chiave positiva. «Crediamo di avere messo buone basi per il passaggio del testimone – dicono – e non avremo difficoltà nel farci da parte. Ognuno ha il suo tempo da vivere e questa è la loro epoca». Già, ma c’è la crisi… «Chi ha visto trasformarsi un sogno in realtà come noi non può che continuare ad avere fiducia», concludono. Ecco, dentro quei rotolini di carta che poi arrivano in tutte le nostre tasche c’è questo sogno.


9coop,
l’impegno
per il sociale
va anche
“Oltre l’ostacolo”

La cooperativa di Morengo, impegnata nel settore dell’assistenza infermieristica, ha creatoun contenitore di iniziative in cui far incontrare solidarietà, beneficenza e temi sociali 

Batte forte il cuore sociale della cooperativa «9coop» di Morengo, una realtà ormai radicata sul territorio la cui attività principale va oltre la gestione diretta dell’assistenza infermieristica all’interno di strutture sanitarie della provincia. La cooperativa sociale, aderente a Confcooperative Bergamo, da tempo è infatti impegnata a portare avanti il progetto «Oltre l’ostacolo», un contenitore di iniziative in cui solidarietà, beneficenza e temi sociali si incontrano perfettamente come spiega il presidente Gianluca Solitro: «Da quando è stata fondata nel 2006 a oggi la nostra cooperativa è riuscita a realizzare numerose iniziative sociali e diversi progetti internazionali. Anche se operiamo in campo medico-sanitario, infatti, le nostre radici si fondano su uno spirito sociale e per questo nel 2010 abbiamo creato un contenitore di progetti per contribuire all’educazione sanitaria e per affrontare temi delicati della comunità».
Con «Oltre l’ostacolo» è così iniziata un’escalation di eventi teatrali, culturali, sportivi e scientifici con lo scopo di reperire risorse economiche per finanziare corsi di primo soccorso gratuiti nelle scuole di prima infanzia, educando le maestre e i genitori presenti sulle principali tecniche di rianimazione cardio-respiratoria e sulla disostruzione delle vie aeree. «Ad oggi abbiamo formato circa 22 asili e organizzato 10 eventi che ci hanno visto protagonisti nella sfera del sociale – continua il presidente -. Tutte iniziative che possono essere approfondite sul sito www.9coop.it e che rappresentano un valore aggiunto per la nostra cooperativa e per la comunità». Un impegno per il sociale che va oltre i confini provinciali e nazionali: «Con l'istituzione Sacra Famiglia abbiamo avviato una collaborazione solidale ai nostri principi etici e morali per portare avanti due progetti in Africa – spiega Solitro -. Il primo è “Uno sguardo verso il futuro", con cui ci impegniamo a donare visite oculistiche e occhiali ai bambini della scuola in Congo, mentre con il progetto “Goccia di vita” l’obiettivo è realizzare un pozzo d'acqua in Congo».
L’area infermieristica – Al sociale si affianca all’attività principale della cooperativa che interessa la professione infermieristica a trecentosessanta gradi, dalle prestazioni più specialistiche come quelle di sala operatoria ed emodinamica, a quelle di pura assistenza al paziente in case di riposo senza trascurare quelle della sicurezza sui luoghi di lavoro. L’attività di maggior risalto per la 9coop è la gestione infermieristica e socio assistenziale della Pma (Procreazione medicalmente assistita) presso la clinica Humanitas di Rozzano, dove la cooperativa coordina anche la gestione della sala operatoria di urologia. Dal 2009 la cooperativa ha avviato poi una collaborazione con la Fondazione Angelo Custode di Bergamo, coordinando il personale infermieristico presso la Residenza Sanitaria Disabili Michael di Bergamo. «La nostra espansione infermieristica ha trovato terreno fertile anche nell’area domiciliare con la gestione delle cure palliative in collaborazione con l’Ich di Rozzano – spiega Solitro -. Inoltre, negli ultimi anni, sempre all’Ich di Rozzano abbiamo iniziato l’esperienza di gestione diretta della terapia sub-intensiva postchirurgica di neurochirurgia. L’ultimo recente successo sul nostro territorio, infine, viene dalla gestione diretta del reparto di degenza del piede diabetico presso l’Ich Gavazzeni di Bergamo affiancata dall’unità operativa di emodinamica per la cura e il trattamento della stessa patologia».


Fimaa
Bergamo,
on line
il nuovo
portale

Rinnovato nella grafica e nei contenuti il sito degli immobiliaristi. Patelli: «Ottimizzato l’accesso a informazioni e aggiornamenti»

E' on line il nuovo portale degli immobiliaristi. Il sito associativo www.fimaabergamo.it rinnovato nella grafica e nei contenuti offre tutte le informazioni utili agli agenti immobiliari bergamaschi per esercitare al meglio la loro professione. “Il portale consente agli associati di avere aggiornamenti continui sulle ultime novità normative oltre che sulle convenzioni, sugli appuntamenti e le attività formative di Fimaa – commenta il presidente Luciano Patelli -.  Il sito ricalca nell’impostazione il portale nazionale e semplifica l’accesso ad informazioni e aggiornamenti utili per l’esercizio della professione”.
Un ulteriore passo avanti nel percorso che ha portato nei mesi scorsi  la Federazione provinciale a fare rete attraverso internet, ampliando il mercato e condividendo nella stessa banca dati immobili con altre agenzie grazie ad un’innovativa piattaforma informatica. Ora grazie al sito istituzionale, completamente rinnovato nel look, Fimaa si presenta al meglio sul web, rafforzando identità e spirito associativo e ponendosi come strumento fondamentale per ogni agente immobiliare. Il lancio del nuovo portale è stato accompagnato da un aperitivo offerto da Fimaa Bergamo in un locale del centro cittadino, momento che ha rappresentato un’ occasione di confronto tra gli operatori del settore all’insegna della convivialità.


Albini: «Il tessile
reagisce
alla crisi,
ma è decisivo
fare squadra»

nella foto: Silvio Albini

Bene l’export nel primo trimestre (+6%). Forte il traino del mercato europeo

Nell’ambito della presentazione di Milano Unica, il Salone italiano del tessile di qualità che aprirà il prossimo 9 settembre, il presidente Silvio Albini ha ribadito che “il concetto di sinergia tra i vari  attori del Made in Italy d’eccellenza è determinante. Fare squadra è la costante con cui ho cercato di caratterizzare il mio mandato di presidente di Milano Unica – ha detto Albini – e i risultati di questa edizione ne sono una ulteriore, confortante, dimostrazione. In quest’anno di crisi – ha aggiunto – il settore tessile ha reagito innovando e investendo, riuscendo così a limitare le perdite di fatturato complessivo e ad aumentare in maniera significativa il valore totale delle esportazioni”.
Esportazioni che, nel primo trimestre del 2014, sono complessivamente cresciute del 6%, con l’Europa che fa segnare un +10,4%, mentre l’export verso i Paesi extra Ue si attesta sull’1,1%. Un dato frutto della crescita di tutti i comparti merceologici che compongono la tessitura italiana, ad eccezione dei tessuti di cotone (-1,0%). All’interno del mercato europeo risultano in forte crescita le esportazioni verso Romania (+20,2%), Spagna (+16,2%), Portogallo (+15,2%), Polonia (+25%) e Bulgaria (+20,5%), mentre, tranne la Gran Bretagna (+5,1%), si registra un andamento piatto verso i nostri più tradizionali riferimenti, Germania e Francia in testa, che restano comunque molto importanti per i volumi e il valore dei loro acquisti. Tra i Paesi extra Ue le buone notizie provengono praticamente solo dagli USA (+16%), mentre presentano un segno meno la Repubblica Popolare Cinese (-5,5%) e Hong Kong (-3,3%) che nel corso di questi anni hanno fatto da parziale camera di compensazione rispetto al crollo dei nostri mercati più tradizionali. Andamento negativo che si accompagna a quello del Giappone (-11,1%). Da segnalare, poi, anche la crescita delle importazioni (+10%), che indicherebbero anche una qualche ripresa della domanda interna. In testa, troviamo: Cina (+6,6%) e Turchia (+15,3%), che da sole arrivano al 50% dell’intero valore delle importazioni nel periodo considerato.


Commercio e turismo, lo sviluppo
ora passa dai Distretti dell’Attrattività

Commercio e turismo alleati per vincere la sfida dell’Expo, ma anche quella di stabilizzarne le ricadute dopo l’esposizione universale. Sull’integrazione delle azioni di sviluppo dei due settori si basa il bando per i “Distretti dell’Attrattività” (pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Lombardia n. 29 del 17 luglio) che mette a disposizione 7 milioni di euro.  Se, infatti, il turismo viene riconosciuto come un fattore strategico di crescita per l’economia regionale, il commercio è considerato il suo naturale compagno in chiave di attrazione e fruibilità del territorio, sostegno alla qualità e alla vivacità del tessuto urbano. Il bando vuole dunque incrementare l’attrattività turistica e commerciale e la competitività delle imprese di entrambi i comparti, promuovendo l’innovazione dei sistemi di offerta e la valorizzazione delle eccellenze architettoniche, artistiche, commerciali, enogastronomiche e storiche locali. Per farlo chiede agli operatori di aderire ad una visione strategica e di investimento comune, che deve muovere dal territorio e dai soggetti impegnati nello sviluppo locale.
Nascono così i Distretti dell’Attrattività, partnership tra pubblico e privato che devono necessariamente comprendere una delle Associazioni di rappresentanza delle micro, piccole e medie imprese del settore commerciale e turistico presenti nel “Patto per lo Sviluppo” e almeno sette Comuni (oppure un’aggregazione con una popolazione residente di 70.000 abitanti) tra loro contermini e costituenti un’area omogenea. Dal bando sono esclusi i Comuni capoluogo di provincia ai quali è destinata una linea apposita (A) con una dotazione di 4 milioni di euro, operativa dallo scorso 8 aprile.
La fase di costruzione del partenariato deve essere formalizzata con la sottoscrizione dell’accordo di distretto dell’Attrattività che definisce il crono programma e gli impegni economici del Distretto. La Regione concorre al cofinanziamento del programma di intervento con un contributo a fondo perduto per un importo massimo pari al 50% (e comunque nel limite massimo di 360.000 euro) e i Comuni beneficiari devono cofinanziare il programma di intervento almeno in uguale misura rispetto alle risorse regionali.
«I Distretti dell’Attrattività sono un’evoluzione dei Distretti del Commercio – spiega Roberto Ghidotti, che per l’Ascom di Bergamo segue i Distretti del Commercio -. Introducono una visione più ampia che vuole creare sinergie tra due settori strettamente legati quando si parla di attrattività di un territorio, come commercio e turismo. Il bando rinnova perciò la sfida a dare vita a progetti capaci di accendere l’interesse dei visitatori nei confronti dei territori e come Ascom siamo pronti a dare il nostro contributo nell’individuazione e valorizzazione delle eccellenze e delle vocazioni locali. In alcuni casi sarà necessario ampliare le partnership rispetto a quanto già avviene nei Distretti, ribadendo il valore dell’integrazione delle risorse economiche, sociali, ricreative e imprenditoriali delle aree».
La richiesta di contributo di un Distretto dell'Attrattività deve essere sottoscritta, presentata e inviata on line esclusivamente dal Capofila a partire dalle ore 9 del 29 settembre e fino alle ore 12 del 30 ottobre 2014.


Bergamo, ritornano nelle librerie
i testi per la scuola primaria

I testi per la scuola primaria tornano anche quest’anno nelle librerie e cartolibrerie di quartiere, grazie al rinnovo dell’accordo siglato l’anno scorso con l’Amministrazione comunale che ha permesso alle insegne indipendenti di tornare a gestire il servizio di distribuzione dei libri scolastici dopo l’amara parentesi dell’affidamento ad un unico soggetto.
Il lavoro congiunto delle due Associazioni di categoria provinciali dei librai riporta i ragazzi e le loro famiglie in libreria, restituendo il piacere alla nuova generazione di piccoli studenti di ritirare sottocasa i libri che li accompagneranno a scoprire nuovi mondi e a sostenere le prime prove. La gestione del servizio è resa più agevole da una piattaforma informatica che mette in rete le scuole, i punti vendita e il Comune. Le prenotazioni si gestiscono con un click: le scuole caricano i dati degli alunni aventi diritto ai testi e al libraio non resta che verificare la presenza del nominativo, attraverso il codice fiscale, di ogni piccolo studente che richieda il servizio. Il programma stampa la cedola con i titoli dei libri assegnati e basta una firma del genitore per avviare la procedura di ordine e fornitura.
La gestione digitale accelera i tempi di consegna e semplifica la rendicontazione al Comune grazie al costante aggiornamento e riepilogo delle operazioni effettuate che non richiedono la vecchia conta delle cedole accumulate. Oltre a semplificare il processo e a valorizzare le librerie e le cartolerie – in accordo con i programmi di tutela e rilancio dei negozi di vicinato intrapresi dall’Amministrazione – il protocollo assicura un risparmio al Comune dell’8% sul prezzo ministeriale (comprensivo del già previsto sconto dello 0,25% stabilito dal Miur), soddisfacendo il requisito del contenimento dei costi ormai imprescindibile per gli enti pubblici. I librai si impegnano a garantire al Comune lo sconto concordato, mentre l’amministrazione assicura il rispetto dei tempi di pagamento delle fatture, che devono essere saldate entro 60 giorni a partire dal 22 settembre 2014.
L’adesione al progetto rappresenta l’occasione di riportare in libreria le famiglie e i lettori di domani. «Dopo il successo dello scorso anno abbiamo rinnovato l’accordo per offrire un’opportunità ai nostri associati, riportando i punti vendita al centro della distribuzione dei testi scolastici – sottolinea il presidente del Gruppo Librai e Cartolibrerie dell’Ascom, Cristian Botti -. Le adesioni confermano una maggiore concentrazione in città, ma l’intenzione è quella di estendere il servizio in tutta la provincia». La nuova gestione è apprezzata dalle librerie alle prese con il servizio di prenotazione dei libri prima della partenza delle famiglie per le vacanze estive. E se è ancora presto per un bilancio, i commenti sono comunque positivi. «La sensazione è che le prenotazioni siano in crescita. Il programma funziona alla perfezione e senza intoppi, rendendo senza dubbio più agevole la gestione del servizio in ogni aspetto – spiega Mariangela Marinelli della Libreria Buona Stampa -. Sul fronte della rendicontazione i vantaggi sono davvero molti, a partire dal risparmio di tempo e dall’aggiornamento costante delle cedole virtuali. Da parte dell’Ufficio Scolastico ci sono la massima disponibilità e supporto. L’anno scorso i tempi di pagamento del Comune sono stati addirittura in leggero anticipo rispetto alla data concordata e la speranza è che anche quest’anno si attengano al 2013, anche perché i margini sono davvero risicati e il lavoro richiesto è molto». L’accordo non sembra aver ancora portato grandi risultati in termini di vendite: «Senza dubbio ha portato molte famiglie in libreria, dove abbiamo una sezione dedicata ai più piccoli con tanto di area gioco, e questo è senza dubbio un dato positivo – continuano dalla Buona Stampa -. La speranza è che si riesca a fidelizzare la clientela che per ora si limita ad ordinare i libri di scuola».
Positivo anche il commento di Norma Rossi della Cartolibreria Matisse del Villaggio degli Sposi: «La scuola di quartiere ha ricordato nelle note di fine anno alle famiglie di rivolgersi in libreria per prenotare, come lo scorso anno, i libri di testo. Grazie anche al passaparola fra le mamme ho ricevuto molte prenotazioni, al momento, più dello scorso anno. È un servizio apprezzato dalle famiglie che consente di ristabilire un legame con le insegne di vicinato e di accompagnare i più piccoli nel loro percorso scolastico». Le prenotazioni sono continue anche alla Cartolibreria Block Notes, che Paolo Sorbera ha inaugurato l’anno scorso con la moglie Laura in via Radini Tedeschi a Redona, reinventandosi dopo esperienze lavorative diverse, lui nell’informatica, lei nell’industria. «Il servizio è apprezzato dalla clientela e abbiamo già raccolto un buon numero di prenotazioni – osserva -. La speranza è che questo primo contatto con nuovi clienti possa portare a frequentare il nostro punto vendita, cui ci si può rivolgere per servizio fotocopie, fax, articoli di cancelleria e tante idee per la scuola. Lo sconto concesso all’Amministrazione è elevato e la speranza è che sia l’occasione per fare conoscere la nostra attività e fidelizzare la clientela».


Progetti Territoriali,
una leva per le imprese

Bergamo Sviluppo, grazie al finanziamento della Camera di Commercio, e in collaborazione con tutte Organizzazioni di categoria del territorio, sta realizzando l’iniziativa “Progetti Territoriali”, finalizzata a favorire lo sviluppo del sistema produttivo ed economico provinciale, in particolare di quello dei territori della Pianura Bergamasca, della Valle Seriana, della Valle Brembana e della Valle Imagna. “Il progetto, che rispetto allo scorso anno coinvolge anche la Valle Brembana – sottolinea il Presidente di Bergamo Sviluppo Angelo Carrara -, ha un duplice obiettivo: supportare un campione di imprese attive nei territori coinvolti, attraverso consulenze personalizzate gratuite o iniziative di tipo seminariale, e favorire la creazione d’impresa, perché su tutti i 4 territori sono previste attività formative per aspiranti imprenditori. Questa iniziativa, che ci porta al contatto diretto con i territori, può aiutare le imprese, in un momento che continua ad essere di difficoltà, ad intraprendere percorsi di sviluppo e/o di rilancio competitivo”. E il progetto sembra essere andato incontro proprio alle esigenze delle imprese. “Infatti – prosegue Maria Teresa Azzola, delegata all’innovazione per Bergamo Sviluppo – si prevedeva di poter assegnare ore di consulenza a 57 imprese dei 4 territori, ma le 101 domande pervenute ci hanno portato a richiedere alla Camera di Commercio fondi integrativi per riuscire a seguirne un numero maggiore, 71, selezionate rispettando i principi di eterogeneità dei settori, dimensione e forme giuridiche diverse, così da avere aziende rappresentative del territorio”. “Questo è un progetto – prosegue il direttore dell’Azienda Speciale Cristiano Arrigoni – che ci occupa tutto l’anno: abbiamo iniziato l’animazione sui 4 territori tra febbraio e marzo, realizzando 6 focus group propedeutici alle attività successive. Dopo la selezione delle 71 imprese sono stati realizzati i relativi check-up, per definire gli ambiti di consulenza da assegnare a ciascuna e poter quindi individuare i consulenti da coinvolgere. Adesso il progetto sta procedendo in modo parallelo: svolgimento delle attività seminariali/formative sui diversi territori, destinate sia ad aziende sia ad aspiranti imprenditori, ed erogazione delle consulenze mirate alle 71 imprese selezionate, che entro la fine dell’anno beneficeranno di 1775 ore di consulenza, in media 25 per ognuna”.

Sant’Omobono Terme
Jolly Market, l’“arte” di fidelizzare i clienti

I negozi di vicinato hanno la capacità di presidiare il territorio e assicurare la fornitura di un servizio che, oltre a fare mercato, risulta fondamentale per armonizzare il tessuto socioeconomico locale. Alda Locatelli si divide tra il supermercato Jolly Market "Fresco Mio" di Sant’Omobono Terme e il minimarket che serve la zona di Selino Alto, unico punto di acquisto e riferimento della frazione che conta 500 abitanti. Proprio questo piccolo negozio è censito come attività storica e apparirà in un volume dedicato all'economia locale che la Regione sta approntando per Expo 2015 nell’ambito del progetto di rilancio dei negozi storici lombardi.
“L’attività esiste dal 1927, ed è stata fondata da mio zio. Vi ho lavorato come commessa e poi sono subentrata nel 1997 rilevandola – racconta la titolare -. Ho aperto il secondo punto vendita "Fresco Mio" nel 2009 con la collaborazione di mio marito, per anni venditore ambulante di oggetti artigianali in legno. La nostra è una clientela fidelizzata, potendo offrire anche il servizio a domicilio, utile soprattutto alle persone anziane. Ho partecipato al seminario sulle ricerche di mercato e identificazione dei clienti, tenutosi a Sant’Omobono Terme, perché mi piace tenermi aggiornata e anche perché incuriosita dalla tematica. Sono a conoscenza di strumenti nuovi per promuoversi sul mercato, come i social network. Per quanto mi riguarda, la sola presenza sul portale vallimagna.com vale come indicazione e promozione. Un turista può collegarsi a internet e arrivare facilmente a noi. Nel seminario si è parlato di tanti aspetti legati alla tecnica per richiamare l’attenzione dei clienti e fidelizzarli. Per quanto riguarda i nostri clienti, la prima regola è trattarli bene, con gentilezza e pazienza”.
Il market di Sant’Omobono sfrutta bene la posizione e d’estate richiama clientela turistica. Oltre a prodotti freschi, alimentari in genere e prodotti per la casa, si vendono anche sali e tabacchi, ricariche telefoniche, gratta e vinci. Occupa tre commesse. Due invece quelle occupate a Selino Alto. “Non c’è solo il cliente a cui badare. Bisogna prestare attenzione alla ricerca del fornitore, che deve offrire le dovute garanzie di qualità, genuinità, freschezza e puntualità. Mi riferisco soprattutto a salumi, formaggi, frutta e verdura. Qualcuno si serve da noi da vent’anni e possiamo quindi considerarlo fidelizzato” – conclude la signora Alda, che ha portato al seminario territoriale di Bergamo Sviluppo anche un po’ della sua esperienza.

Canonica d’Adda
TibiBio, ecco i ganci biodegradabili per vitigni

A Nicola Tibaldi, titolare insieme al fratello Dario della TibiBio di Canonica d’Adda, è bastato leggere la newsletter di Bergamo Sviluppo per capire che il seminario sull’innovazione sarebbe stata un’occasione per venire a conoscenza di qualche elemento di novità o semplicemente confrontarsi. La sua prima partecipazione a un evento del genere ha lasciato uno strascico positivo e motivante. Stiamo parlando di una figura imprenditoriale a capo di un’azienda giovane, specializzata nello stampaggio di materie plastiche. Laureato da poco più di un anno in Scienze Sociali per la Globalizzazione nell’ambito del corso accademico di Scienze Politiche, Nicola Tibaldi sa bene quanto sia importante non tralasciare le opportunità ogni qualvolta ci sia di mezzo il tema dell’innovazione.
“Nasciamo come branca dell’azienda di famiglia che fa capo a nostro padre e produce da contoterzista – spiega -. Siamo una piccola divisione, ma già consolidata. Acquistiamo la materia prima certificata dal Canada attraverso un fornitore italiano. I nostri articoli sono ecosostenibili e adatti a molteplici impieghi. Produciamo principalmente per il settore agricolo: siamo specializzati nella fabbricazione di ganci utilizzati nella viticoltura e nelle coltivazioni in serra. Impieghiamo materiale biodegradabile adattato alle esigenze dei nostri clienti. E’ naturale che la nostra azienda abbia a che fare con il discorso dell’innovazione. Dopo il percorso accademico ho colto la possibilità di partecipare a questo seminario, riscontrando l’ottima preparazione del docente e la sua capacità di comunicazione. Un’occasione di approfondimento breve, ma di cui fare tesoro. Siamo fornitori nel settore agricolo, in cui imperano i metodi tradizionali, ma comunque soggetto a margini di miglioramento e all’introduzione di nuove soluzioni”.
Nell’azienda, certificata Iso 9001-2008, insieme a Nicola operano il fratello Dario e quattro collaboratori. Lo stampaggio avviene con una dozzina di presse a iniezione, che vanno dalle 40 alle 220 tonnellate di potenza, da cui fuoriescono oggetti piccoli (i ganci per vitigni) o più grandi (come il classico portaoggetti). E per la vendita non c’è solo il mercato italiano. TibiBio esporta anche in Spagna e ha messo nel mirino il Cile e, recentemente, l’Australia, dopo aver partecipato alla missione imprenditoriale promossa dalla Camera di Commercio di Bergamo a Melbourne.

Leffe
Turismo, l’App che va oltre l’Expo

Giovane, neolaureata e intraprendente. Ma altrettanto attenta e prudente per essere sicura di fare le cose per bene. Ecco il profilo di Ilaria Pisoli, architetto attualmente al lavoro in uno studio di Milano, che ha partecipato al seminario promosso da Bergamo Sviluppo a Leffe per fornire un aiuto concreto a chi è interessato a “mettersi in proprio”. Un intervento orientativo dedicato ad aspiranti imprenditori.
“Ho aderito insieme alla mia amica Anna, anche lei architetto che lavora in un’agenzia di comunicazione ed eventi, con la quale condivido un progetto pratico e ambizioso che ci lega ad altre due coetanee, una laureata in storia dell’architettura, l’altra laureanda all’Università Cattolica di Milano – spiega Ilaria -. Vorremmo costituire una società di professionisti per dare corso alla nostra idea di sviluppare un’applicazione per il turismo. Per tale motivo abbiamo preso con noi un programmatore, che ha sviluppato una versione beta, ovvero il concept di tale applicazione. Ci siamo attivate partecipando a una serie di bandi e concorsi. Abbiamo ottenuto un periodo di tutoraggio dalla Cattolica per lo sviluppo del business plan e partecipato con PopApp Tour a Start-up live a Bergamo”.
L’opportunità si è presentata allo sportello camerale, che ha messo a conoscenza del seminario “Mettersi in Proprio”,  svoltosi il 10 maggio scorso. Ilaria e Anna hanno seguito l’intera giornata, dedicata nella prima parte al business plan e al business model e nella seconda alla costituzione di una società.
“Il seminario è stato molto utile: partivo da una conoscenza abbastanza limitata degli aspetti organizzativi e ho potuto trarre vantaggio in termini di nuove conoscenze e suggerimenti – riconosce Ilaria -. Si è trattato di un importante momento di confronto”.
“L’idea dell’applicazione è stata legata inizialmente all’architettura, con l’obiettivo di proporre tour virtuali dei monumenti più importanti delle città italiane. Poi abbiamo deviato su un’App più legata al turismo. Vorremmo sfruttare l’appuntamento di Expo 2015 per puntare alla valorizzazione del territorio di Bergamo, della cultura enogastronomica, del cibo e delle specialità locali. Siamo ancora in fase di studio, un vero e proprio work in progress. Siamo impegnate a reperire i contenuti da inserire nell’applicazione. L’auspicio è riuscire ad essere pronti prima di Expo. Il nostro obiettivo è rendere il format replicabile ovunque. Pensiamo che i ricavi possano derivare da banner pubblicitari, partnership con ristoratori, venditori e produttori di specialità gastronomiche locali”.


Ascom e Lia alleate,
più sostegno alle pmi

nella foto: La presentazione dell’accordo.
Da sinistra: Amigoni, Malvestiti, Paccani, Martinelli e Arrigoni 

Ascom e Lia rafforzano il sostegno al credito per le piccole e medie imprese bergamasche. Le due associazioni di categoria hanno dato vita alla collaborazione tra le cooperative di garanzia Fogalco, attraverso Asconfidi Lombardia, e Lia Eurofidi, che ha scelto di trasferire l’operatività al confidi regionale, iscritto tra gli organismi vigilati della Banca d’Italia, ex 107. La convenzione siglata nei giorni scorsi impegna Lia Eurofidi a collaborare nell’attività di rilascio di garanzie e controgaranzie di Asconfidi Lombardia, che mette a disposizione condizioni più agevoli per gli imprenditori del territorio.  Asconfidi Lombardia aggrega un terzo dei soggetti che operano in regione e sin dalla sua costituzione – promossa e fortemente voluta da Fogalco, tra i soci fondatori – rappresenta una struttura organizzativa competitiva. Il confidi di secondo grado mantiene infatti l’autonomia di ogni organismo di garanzia associato. Il presidio del territorio, lo sviluppo dei rapporti commerciali e la conoscenza delle imprese e del contesto economico locale restano appannaggio dei Confidi territoriali, mentre Asconfidi si occupa di dare maggior peso ad ogni singola richiesta, garantendo condizioni migliori e agevolando la concessione di finanziamenti alle aziende. Il bacino verso il quale si rivolge l'attività di Asconfidi Lombardia è formato dalle 54.000 micro e piccole e medie imprese socie dei confidi partecipanti al capitale sociale. Nel corso del 2013 Asconfidi Lombardia ha garantito 2.649 operazioni per un totale finanziato di 152.175.209 euro, di cui garantito pari a 82.573.450 euro.
«L’accordo rafforza la collaborazione tra Ascom e Lia e continua il percorso aggregativo intrapreso da Fogalco che ha promosso sin dall’inizio la costituzione del confidi regionale – commenta Paolo Malvestiti, presidente dell’Ascom e della Camera di Commercio -. L’apertura verso Lia ci permette di integrarci con una realtà associativa molto attiva sul territorio e trasversale a diversi settori produttivi, con una particolare vocazione verso l’artigianato». L’intesa rafforza il legame con il territorio: «Uniamo le forze per avere un peso maggiore nella sfida di garantire finanziamenti alle piccole imprese, agevolandone l’accesso al credito – commenta Marco Amigoni, presidente della Lia, Liberi imprenditori associati -. Dobbiamo condividere la profonda conoscenza di ogni impresa e di ogni progetto imprenditoriale per supportare ogni richiesta».
L’ingresso di Lia segna il primo passo nel percorso di aggregazione che impegnerà Asconfidi Lombardia nei prossimi mesi: «Lia Eurofidi ha già garantito, attraverso il Confidi regionale, alcuni finanziamenti a breve periodo ed è il primo Confidi ad entrare a far parte di Asconfidi, nel percorso che fino ad oggi ha interessato i 13 soci fondatori – rileva Riccardo Martinelli, presidente della Fogalco e componente del Consiglio di sorveglianza e del Comitato per il Controllo Interno di Asconfidi Lombardia – . Ora siamo pronti ad aprirci ad altre realtà consortili bergamasche, dai Confidi dell’artigianato a quelli dell’agricoltura».
Dal 2004 al 2013, il consorzio Lia Eurofidi, che conta 1.175 soci, ha assistito con la propria garanzia 1.962 finanziamenti per un totale di 170.669.000 euro, di cui 23.340.221 approvati nel 2013: «Siamo un Confidi giovane con un modo di operare che rispecchia gli obiettivi di Asconfidi – commenta Irene Paccani, presidente della Lia Eurofidi -. È una realtà caratterizzata da un modello di gestione innovativo, in linea con l’indirizzo di Regione Lombardia. Il percorso di selezione e razionalizzazione dei Confidi deve essere però accompagnato da una logica che premia le organizzazioni che hanno scelto di fare sistema. Le condizioni del credito sono fondamentali per le imprese e non sempre le banche garantiscono una riduzione dei costi, nemmeno per gli organismi vigilati ex 107. Ci batteremo per dare un maggiore supporto alle imprese attraverso il contenimento dei costi». Criticità e difficoltà continuano infatti ad accompagnare l’accesso al credito per le pmi: «A noi viene chiesto di crescere e di evolverci, mettendo in campo molte energie e risorse, ma il nostro ruolo non è ancora valorizzato appieno – aggiunge Antonio Arrigoni, direttore della Fogalco -. La politica non sta aiutando la garanzia consortile e gli stessi istituti di credito ricorrono al fondo centrale di garanzia scavalcando spesso il sistema dei confidi. Le banche devono valorizzare l’impegno del nostro sistema che si avvale del lavoro della propria associazione di riferimento per accompagnare e orientare l’imprenditore nelle quotidiane scelte finanziarie, oltre che nel fornire consulenza e supporto ad ogni esigenza imprenditoriale. Asconfidi non è solo un’aggregazione di numeri, ma anche e soprattutto di valori associativi». Gianluigi Maffeis, direttore di Lia Eurofidi, sottolinea la necessità che il sistema bancario fornisca risposte immediate alle diverse esigenze manifestate dalle piccole e medie imprese in un contesto di grande difficoltà. 


Alberghi, «ormai fuori controllo
il fenomeno B&B»

La stagione è partita con il piede giusto a giugno per poi zoppicare a luglio, mentre, con le prenotazioni che arrivano ormai all’ultimo minuto, agosto resta un’incognita. In montagna pioggia e temperature tutt’altro che estive hanno compromesso l’ultimo mese con un calo delle prenotazioni di appassionati di trekking e arrampicate, come delle famiglie in cerca di un po’ di sano relax. Anche sul lago il meteo ha tarpato le ali alla stagione, che si spera decolli di qui in agosto, da sempre il mese più atteso dagli albergatori del Sebino. In città il flusso di turisti non riesce ancora a bilanciare lo stop per le vacanze di congressi e incontri d’affari, ma l’aspettativa è di confermare il dato dell’anno scorso. Le visite alla città e al borgo storico infatti non mancano ed iniziano ad arrivare i primi gruppi di russi e perfino qualche americano. Nelle hall degli hotel si trovano sempre più frequentemente brochure anche in cirillico russo e kanji, anche se per ora i turisti giapponesi si fanno attendere. Tra gli stranieri prevalgono comunque tedeschi, svedesi, norvegesi e francesi. La sensazione è che, almeno in città, arrivino meno spagnoli, costretti a fare i conti con la crisi. Non mancano i turisti dello shopping, attratti dai saldi. «Stanno arrivando alcuni russi a caccia di affari, complici le vendite di fine stagione – sottolinea Giovanni Zambonelli, presidente del Gruppo Albergatori dell’Ascom -. Quanto all’andamento generale, se reggono le prenotazioni nel periodo di luglio e agosto ci sono buone possibilità di riconfermare la stagione dello scorso anno, anche se i ricavi medi sono scesi, portando ad un’inevitabile riduzione di marginalità. La speranza è che il maltempo abbia compromesso solo in parte l’estate in montagna e al lago e che si possa recuperare ad agosto».

IN CITTÀ
«B&B abusivi, un fenomeno ormai fuori controllo»

Luglio non è stato un gran mese in città e le prenotazioni procedono a rilento: «È il primo mese dell’anno a registrare presenze inferiori al 2013, salvo colpi di coda a fine mese – racconta Donato Anastasia, vicedirettore dell’Hotel San Marco –. Quest’anno, nonostante la chiusura di Orio a maggio, dal primo gennaio ad oggi abbiamo avuto una crescita del 3% delle prenotazioni. Iniziamo ad avere i primi gruppi di russi, oltre ai turisti da Paesi Bassi, Svizzera, Germania, Norvegia e Finlandia. C’è anche qualche americano, dai manager in viaggio d’affari agli “zii d’America” che vengono a trovare i parenti d’estate». Difficile fare previsioni con prenotazioni last-minute, per non dire last-second: «Le richieste sembrano in calo rispetto all’anno scorso – commentano dalla reception dell’Arli Hotel -. Agosto è ancora fermo mentre a luglio abbiamo lavorato con prenotazioni che arrivano all’ultimo momento. La nostra vocazione resta quella del turismo d’affari e congressuale, anche se abbiamo ospitato diversi stranieri in viaggio di piacere, soprattutto dai paesi del Nord, Svezia e Norvegia in testa. Sono diminuiti rispetto allo scorso anno i turisti spagnoli». In Città Alta, luglio e agosto sono al di sotto delle aspettative, anche se è presto per bilanci: «La stagione estiva era partita bene: a giugno, grazie alle numerose convention organizzate dagli enti pubblici è aumentata la clientela business anche in settimana ed abbiamo registrato un numero di prenotazioni superiore allo scorso anno – commenta Tiziana De Franceschi dell’Hotel Piazza Vecchia -. Luglio e agosto, mesi nei quali invece la città è visitata prettamente dai turisti, procedono a rilento. Città Alta è piena di stranieri ma negli ultimi anni la presenza di bed and breakfast e affittacamere non tutti regolari, con palazzi trasformati in alberghi a tutti gli effetti, sta mettendo a dura prova tutte le strutture alberghiere. La situazione è ormai fuori controllo – sottolinea -. Negli ultimi due anni il numero di strutture extralberghiere è cresciuto in modo esponenziale fino ad arrivare a 200 attività, che non hanno gli oneri burocratici e di sicurezza che comportano invece per noi enormi investimenti. Nella maggioranza dei casi non è un servizio di ospitalità reso da una famiglia, ma un vero e proprio business che crea concorrenza sleale».
 

IN MONTAGNA
«Il maltempo ha fatto crollare le prenotazioni»

La stagione all’ombra delle Prealpi procede con qualche difficoltà, legata soprattutto a pioggia e maltempo. «La stagione è tutt’altro che soddisfacente. Il settimo anno di crisi sommato al maltempo ha portato ad un crollo delle prenotazioni del 20% rispetto allo scorso anno – commenta Massimo Ferrari, Albergo Aurora di Castione della Presolana -. Peccato perché l’estate era partita col piede giusto a giugno, mese in cui abbiamo ospitato diversi gruppi per i ritiri sportivi. Agosto si preannuncia in linea con gli altri anni, mentre abbiamo già raccolto qualche prenotazione per settembre». Nonostante le difficoltà, c’è chi riesce ad avere la piena occupazione dell’albergo: «Dal 20 luglio al 20 agosto abbiamo per fortuna il tutto esaurito, dopo un avvio di stagione a rilento e disdette causa maltempo. Non è stato un anno facile, anche perché si avverte la mancanza di una promozione adeguata della nostra montagna per attrarre nuovi turisti» dice Fiorenzo Minelli dell’Hotel Europa di Clusone.
In Val Brembana il meteo ha disincentivato famiglie e sportivi. «Le prenotazioni estive sono calate di almeno il 20%. Le richieste fortunatamente ci sono ma per le conferme si attende l’ultimo minuto – spiega Gianfranco Invernizzi dell’Hotel Des Alpes di Foppolo -. L’interesse per il Sentiero delle Orobie, grazie alla promozione turistica e al passaparola, è in crescita ed è percorso in lungo e in largo da irlandesi, scozzesi e svizzeri. Anche la pista di downhill sta richiamando appassionati. Speriamo che l’ultimo scampolo di luglio e agosto risollevi le sorti di una stagione compromessa da piogge e temperature autunnali».

AL LAGO
In crescita gli arrivi dal Nord Europa

Il lago non perde il suo fascino ma il maltempo lo rende un po’ uggioso. «Giugno è andato decisamente meglio dell’anno scorso, grazie anche alle festività e ai ponti di Ascensione e Pentecoste che hanno portato molti turisti da tutta Europa. Il numero degli stranieri sul nostro lago è in crescita specialmente da Germania, Svezia, Norvegia e Danimarca – evidenzia Roberto Polini dell’Albergo Miranda di Riva di Solto -. Luglio invece, complice il tempo ballerino, è decisamente al di sotto delle aspettative. Speriamo di salvare la stagione estiva. Ad agosto l’hotel è occupato per il 70%, contiamo di raggiungere la piena occupazione». Anche a Sarnico la stagione fa un po’ le bizze: «È un’estate sottotono: si lavora con prenotazioni all’ultimo minuto e fare previsioni diventa davvero difficile. Anche ad agosto le conferme al momento sono al di sotto delle nostre attese – spiega Maurizio Marini del Cocca Hotel -. Quanto alla clientela, la maggior parte proviene dalla Lombardia o comunque da località a medio e corto raggio. Sono per lo più coppie in cerca di relax, ma non mancano piccoli gruppi e famiglie straniere, dai tedeschi appassionati di bicicletta, agli svedesi, ai russi».

E sul Sebino gli stranieri comprano casa
Da località turistica a buen retiro dove trascorrere in tranquillità la pensione, a qualche ora di volo dal Paese di origine. Cresce il numero di stranieri che cercano casa sul Sebino, sponda bergamasca. La vista lago è un lusso irrinunciabile e poi non manca il fascino per edifici storici e vecchi casali da ristrutturare, veri e propri archetipi dell’Italian style. «Crescono le richieste da parte di svedesi, norvegesi e olandesi – conferma Simone Bonanomi dell’Agenzia Immobiliare Quinta Strada di Sarnico -. Ogni venti contatti, almeno uno o due provengono da stranieri, molti in vista della agognata pensione. Le tipologie di immobili variano come il budget a disposizione, dal rustico da sistemare alla villetta in riva al lago. La spesa in media va dai 200 ai 250mila euro e la compravendita si chiude senza mutui né finanziamenti». Anche gli immobili di lusso richiamano molti stranieri, anche se al momento le trattative non sono ancora entrate nel vivo. «Sono in crescita le richieste di olandesi e tedeschi per immobili di pregio, dalle ville con vista lago (con richiesta sui 700mila euro) ad altre soluzioni indipendenti, con almeno un giardino o una terrazza – rileva Marco Zoppini dell’Agenzia Engel & Volkers di Sarnico, specializzata in immobili di lusso con personale che parla olandese e russo -. L’incertezza di tassazione crea qualche perplessità tra gli acquirenti e al momento alcune trattative avviate sono in stallo».

LUOGHI DI FEDE
«Tanti i pellegrini, ma non soggiornano qui»

Il turismo religioso è in crescita, ma i pullman di fedeli in visita a Sotto il Monte nell’anno della canonizzazione di Papa Roncalli e in pellegrinaggio a Caravaggio si limitano ad una giornata di visita. Gli albergatori non riescono ad intercettare i gruppi di pellegrini che raggiungono da ogni angolo del mondo i nostri luoghi di fede. A Sotto il Monte manca una struttura alberghiera e la nuova Casa del Pellegrino rappresenta l’unica opzione per i fedeli in viaggio. Gli alberghi della zona si sono attivati per supportare l’afflusso record di turisti religiosi nei luoghi giovannei nell’anno della santificazione, ma i pellegrini in hotel devono ancora arrivare: «Ogni giorno vediamo passare pullman con gruppi di fedeli ma esaurita la visita a Sotto il Monte proseguono oltre o rientrano a casa – spiega Sofia Baggioni dell’Hotel Solaf di Medolago -. Anche se la nostra clientela di riferimento è quella d’affari, capita sempre più frequentemente di ospitare turisti che scelgono la nostra struttura per visitare poi la città e il territorio. La maggior parte proviene da Francia e Germania e si ferma solo una notte». Anche Caravaggio, che con due milioni di presenze annue si conferma il luogo di culto più visitato della regione, sembra faticare a trattenere anche solo per una notte i pellegrini. «La domenica mattina presto frotte di filippini raggiungono il Santuario per la Messa e il Sacro Fonte richiama turisti da tutta Europa. Si tratta però di pellegrinaggi di giornata o comunque lungo il tragitto verso altre destinazioni – commenta Emanuele Gatti dell’Hotel Villa Belvedere -. La nostra clientela di riferimento è quella business ma capita di ospitare olandesi appassionati di ciclismo e russi diretti a Milano». 


Pos, Ascom e Fogalco
abbassano i costi

La norma è in vigore, ma non ci sono sanzioni. Resta perciò ancora fluido lo scenario entro il quale si inserisce l’obbligo, scattato il 30 giugno scorso, per imprese e professionisti di accettare pagamenti con carta di debito per importi superiori a 30 euro. Il confronto sul provvedimento, quindi, prosegue. Accanto alle proteste degli operatori, che evidenziano come l’avvio, il mantenimento e le commissioni del Pos (point of sale) rappresentino un ulteriore aggravio sulle spalle di categorie imprenditoriali già pesantemente vessate, si è, ad esempio, schierato il Consiglio della Regione Lombardia che ha approvato una mozione per chiedere al Governo la sospensione dell’obbligo sino a quando i costi del servizio non saranno in linea con la media europea. Lo stesso ministero dello Sviluppo Economico ha avviato il 16 luglio un tavolo di confronto che coinvolge i soggetti interessati dal provvedimento (Banca d’Italia, Abi, Consorzio Bancomat e organizzazioni di categoria) con l’obiettivo, da un lato, di colmare il forte ritardo rispetto agli altri Paesi europei che l’Italia registra nell’uso della moneta elettronica e, dall’altro, di arrivare ad una riduzione dei costi di questa modalità di pagamento, attivando economie di scala, maggiore efficienza e concorrenza.
A Bergamo nel frattempo si sono attivate anche l’Ascom e la sua cooperativa di garanzia Fogalco, che a settembre presenteranno le nuove convenzioni stipulate con gli istituti di credito locali che abbasseranno per gli associati le commissioni per pagobancomat e carte di credito. «La riduzione dell’uso del contante e una più marcata diffusione della moneta elettronica rappresentano un obiettivo condiviso dai commercianti e dai consumatori – afferma Oscar Fusini, vicedirettore dell’Ascom -. Un obiettivo dai molteplici benefici per la collettività: maggiore sicurezza per gli esercenti, migliore propensione agli acquisti, la possibilità di tracciare tutti i movimenti, con evidente utilità nel contrasto dell’evasione fiscale. Ma oggi si impone una riflessione sulle modalità con cui questo processo debba avvenire perché i costi, sia fissi (installazione, canone, componente fissa cosiddetta flat fee) che variabili (legati al volume complessivo degli incassi tramite Pos), derivanti dall’uso di strumenti per l’utilizzo della moneta elettronica non possono ricadere esclusivamente sugli esercenti, come attualmente avviene. Come Associazione, e in stretta collaborazione con la nostra cooperativa di garanzia Fogalco, stiamo attivando delle nuove convenzioni con gli istituti bancari locali che prevedono un buon margine di risparmio sulle commissioni per pagobancomat e carte di credito».
Sul versante delle regole a livello nazionale, Confcommercio propone alcune misure concrete per rimuovere gli ostacoli alla diffusione della moneta elettronica che, in sintesi, prevedono: l’introduzione dei tetti massimi alle commissioni interbancarie in coerenza con quanto previsto dalla proposta di Regolamento della Commissione Ue sulle commissioni interbancarie del 24 luglio 2013; la ridefinizione della clausola cosiddetta di “non discrimination rule” per favorire l’utilizzo degli strumenti di pagamento più efficienti, in coerenza con quanto previsto anche dal Libro verde della Commissione europea del 2012 “Verso un mercato europeo integrato dei pagamenti”; la detraibilità fiscale di tutti gli oneri legati all’installazione e alla gestione del Pos.

In Germania meno terminali ma più bonifici

– In Italia sono istallati nei punti di vendita 1.501.600 terminali Pos, contro 1.834.000 della Francia e 720.000 della Germania. In Francia l’ammontare totale in euro delle transazioni è più del doppio (398 miliardi) rispetto alla Germania (174 miliardi) e all’Italia (160 miliardi).

– Per l’utilizzo dei bonifici, è invece la Germania (56.600 miliardi di euro) che supera di oltre il doppio la Francia (24.100 miliardi di euro) e di circa 7 volte l’Italia (7.800 miliardi di euro).

– Alla luce di questi dati, «il tema della diffusione della moneta elettronica va ripensato  – secondo Confcommercio – in termini ben più ampi e non può essere circoscritto ai pagamenti tramite carte di plastica introducendo, di fatto, nuovi oneri a carico di soggetti dotati di minore potere contrattuale nei confronti del sistema bancario».ù

Per i “piccoli” il servizio pesa di più

Più l’impresa è piccola, più pesa la moneta elettronica. Lo dice un’indagine di Confcommercio che evidenzia come l’incidenza percentuale dei costi legati agli incassi tramite Pos cresca al diminuire della dimensione aziendale, anche in relazione al minore potere contrattuale nei confronti del sistema bancario. 

 

Impresa A

Impresa B

Stima ammontare incassi tramite Pos

pari al 50% del totale

Canone annuale gestione

servizio Pos

Commissione media

Spese annue per chiusura

e accredito giornaliero Pos

Percentuale sul fatturato incassato

2,56%

3,12%