Sicurezza nei locali in primo piano, per tenere alta la guardia sulla tutela della salute, in particolare sulla prevenzione di incendi. Il convegno, promosso da Confcommercio Bergamo, con i vertici di Ats Bergamo e il Comando dei Vigili del Fuoco, rivolto ai pubblici esercizi, ha posto l’accento sulla normativa antincendio e sulla tutela della salute e della sicurezza del personale nei luoghi di lavoro. Nel dubbio, posto sin dal titolo emblematico dell’incontro “Il tuo locale è davvero sicuro?”, l’intento di volere fare chiarezza e tenere alta l’attenzione su un tema di fondamentale importanza e responsabilità come la tutela della sicurezza di dipendenti e clienti dei locali, dopo la tragedia di Capodanno in Svizzera, che ha innalzato la sensibilità. Un’occasione per approfondire il tema , con esperti e dati aggiornati, dare risposte e soluzioni concrete ai gestori di pubblici esercizi e rafforzare le misure preventive in materia di sicurezza. L’incontro, moderato dalla responsabile dell’Area Sicurezza Qualità Ambiente Confcommercio Bergamo Giulia Riccardi, si è aperto con i saluti di Giovanni Zambonelli, presidente Confcommercio Bergamo, che ha sottolineato l’importanza di investire nella formazione e prevenzione: “E’ una forma di tutela per le nostre aziende, i nostri collaboratori, i nostri clienti. Un atto di responsabilità individuale e collettiva. La sensibilizzazione e informazione su questi temi deve essere alta. La partecipazione di autorità come Ats e Vigili del Fuoco oggi intende chiarire dubbi e fare maggiore chiarezza su tutti gli aspetti della normativa”. Un’esigenza che era già emersa con urgenza dopo la tragedia di Crans Montana: “La Federazione Italiana Pubblici Esercizi Fipe Confcommercio aveva raccomandato di evitare l’uso di candele pirotecniche all’interno dei locali, e aveva chiesto al Governo di valutare l’introduzione di un esplicito divieto normativo del loro utilizzo” ha sottolineato Oscar Fusini, direttore Confcommercio Bergamo. Sul tema Fipe Confcommercio traccia una linea netta basata sulla legalità e sulla formazione ma anche sulla necessità di una diffusa cultura della sicurezza. La Federazione impegna le imprese associate ad attenersi rigorosamente alle autorizzazioni che regolano l’attività, con particolare riferimento al rispetto delle capienze e delle modalità di utilizzo degli spazi. Parallelamente, viene ribadita la volontà di assicurare una continua collaborazione con gli organi di controllo: l’obiettivo è che le ispezioni non abbiano solo fine sanzionatorio ma assumano un prevalente carattere preventivo e formativo, anticipando le criticità e migliorando la sicurezza in ogni situazione. Un approccio che va di pari passo con la ferma condanna dell’abusivismo, riconosciuto come fattore che alimenta il rischio per la sicurezza e mortifica le imprese che svolgono l’attività correttamente.
Vincenzo Giordano, comandante provinciale Vigili del Fuoco Bergamo, ha spiegato come il nostro Paese abbia alzato il livello d’attenzione 43 anni fa, quando il rogo al Cinema Statuto di Torino, con oltre 60 vittime, rese subito evidente l’esigenza di maggiori restrizioni e attenzioni. “La sensibilità sul tema è alta e dopo la tragedia di Capodanno l’attenzione è ancora maggiore, a partire dallo scongiurare qualsiasi forma possibile di innesco e propagazione di incendi. Nella nostra provincia le attività di pubblico spettacolo sono circa 100, di cui 25-30 di una certa dimensione e frequenza. Il pericolo però si nasconde soprattutto nelle attività che non sono strettamente soggette ai nostri controlli, ad esempio i ristoranti che vengono occasionalmente utilizzati anche per ballare. L’attenzione deve essere alta, dai materiali di arredo alla capienza alle uscite di sicurezza”. Massimo Giupponi, direttore generale di ATS Bergamo ha ribadito la centralità del tema, “andando oltre l’onda emotiva della tragedia dell’ultimo dell’anno”. “Noi effettuiamo i controlli- ha aggiunto- e solo nel 2025 ne abbiamo effettuati 42mila, con una media, in tutti i settori, tra documenti in ufficio e ispezioni esterne, di 160 al giorno. Qualche disattenzione e certificato mancante c’è, ma per essere attori e protagonisti del cambiamento serve investire in prevenzione, in educazione alla sicurezza. E il coinvolgimento e la collaborazione con le associazioni di categoria è fondamentale: lavoriamo insieme per la sicurezza e prevenzione, senza il timore delle ispezioni e sanzioni, un’attività sempre temuta. Nelle prossime settimane faremo una proposta a sindacati e associazioni datoriali per analizzare l’andamento dei controlli e degli incidenti, e soprattutto l’esito, le fragilità emerse, i rischi non calcolati, le sanzioni”.
La progettazione antincendio deve essere estesa, a seconda del grado di rischio potenziale e della variabilità della capienza in casi particolari, a tutte le attività, dai ristoranti ai bar, ha ribadito il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco Vincenzo Giordano. “La sicurezza non è solo per i grandi eventi, dai Teatri all’arena allo stadio. Fino a 150 persone le uscite di sicurezza devono essere due, in posizione diversa per agevolare l’esodo in caso di emergenza. Sopra le 150 il numero sale a 3 e così in progressione. A settembre 2021 la normativa sui presidi antincendio e sulla gestione delle emergenze, con la redazione di un mini-codice per la sicurezza ha posto l’esigenza di un piano di emergenza per le attività con più di dieci dipendenti e aperte a più di 50 persone. Il rischio non va mai sottovalutato e la prevenzione non è mai troppa. Noi purtroppo , per quanto la nostra azione possa essere immediata e tempestiva, arriviamo sempre tardi, quando qualche danno c’è. E spesso ci troviamo in situazioni dove è in pericolo la stessa sicurezza dei soccorritori”. Giuliana Vitale, responsabile Struttura Semplice Sicurezza sul lavoro e Impiantistica – ATS Bergamo, ha focalizzato l’intervento sulla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e dei frequentatori dei locali. “Occorre partire dall’analisi dei luoghi di lavoro, delle attrezzature di lavoro, delle sostanze utilizzate, delle condizioni di lavoro. L’elaborazione di un efficace documento di valutazione dei rischi è fondamentale: non compilarlo, tra l’altro, comporta la sospensione dell’attività imprenditoriale. Il cosiddetto Dvr è fondamentale ed è il documento di riferimento per le misure da adottare e i corsi da seguire, per scongiurare che nessun aspetto vada trascurato”. Un indirizzo anche di legge, in base al nuovo accordo Stato-Regioni, che pone la sorveglianza sanitaria in stretto rapporto ai rischi dell’attività, anche in base ai picchi di lavoro. “è un documento personale, come personale è la responsabilità in capo al datore di lavoro. Il Dvr va rivisto ad ogni cambio di gestione, entro 90 giorni dall’avvio dell’attività. Il rischio di non essere in regola è alto e va dall’omessa valutazione dei rischi alla sospensione dell’attività, fino alla revoca della stessa licenza. Il Dvr deve essere sempre a disposizione e deve recare la firma del responsabile della sicurezza dei lavoratori, che spesso manca, ad esempio, oltre che del responsabile del servizio di prevenzione e protezione”. Oltre al Dvr non bisogna dimenticare il Duvri- Documento unico di valutazione dei rischi interferenziali, per tutte le attività che impieghino aziende di pulizie, manutentori impianti e altre tipologie di attività per più di 5 giorni l’anno in sede. Da non perdere di vista la scadenza della formazione per il datore di lavoro: “Entro il 23 maggio del 2027 i datori di lavoro dovranno avere completato la formazione obbligatoria. Ma la cultura della sicurezza deve essere svincolata da obblighi, adempimenti e controlli, a tutela di quello che è e resta il bene più prezioso: la salute e il benessere di tutti” conclude Vitale. E il supporto della consulenza delle associazioni di categoria, per una progettazione accurata e personalizzata in base al grado di rischio di ogni singola attività, si rivela fondamentale: “Siamo a disposizione dei nostri associati per un check- up dei documenti e per soluzioni su misura– ricorda Giulia Riccardi, responsabile Sicurezza di Confcommercio Bergamo – perché questo è un tema di estrema importanza. Perché in gioco c’è la salute e sicurezza di tutti. Che ha un valore inestimabile”.


