Spaccate e furti si confermano, anche a livello statistico e non sull’onda emotiva dell’escalation di reati di questi giorni, i fenomeni criminali che destano maggiore allarme tra gli imprenditori bergamaschi. Il dato complessivo legato al timore tra furti e spaccate raggiunge il 56% a Bergamo, ben al di sopra della media nazionale. Quasi sei imprenditori su dieci percepiscono questi fenomeni come la minaccia più concreta alla propria attività quotidiana. A livello nazionale, il 21,6% indica i furti come principale minaccia, seguito a stretto giro dalle spaccate (19,2%). La preoccupazione non riguarda solo il danno economico diretto (merce rubata, vetrine rotte, costi di ripristino, ore di chiusura forzate) ma anche il senso di vulnerabilità provato, che porta spesso a ulteriori investimenti in sicurezza. Quasi 1 imprenditore su 4 (24%) bergamasco riscontra effetti negativi legati a baby gang e malamovida.
Sono alcune tra le principali evidenze emerse dalla ricerca nazionale Confcommercio (con varie declinazioni territoriali per area) presentata durante la tredicesima edizione della Giornata nazionale “Legalità, ci piace!” con la partecipazione del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, del vicepresidente dell’Anci, Stefano Locatelli, della vicepresidente di Confcommercio con incarico per la Legalità e la Sicurezza, Patrizia Di Dio e del comandante provinciale Carabinieri di Roma, Marco Pecci. Nel corso dell’evento è stato consegnato il Premio Legalità al Procuratore Capo della Repubblica di Palermo, Maurizio De Lucia.
“La sensazione di vulnerabilità e timore è evidente tra gli imprenditori, anche alla luce dell’escalation di reati, nel cuore della città– commenta Luciano Patelli vicepresidente vicario Confcommercio Bergamo-. Quasi sei imprenditori su dieci temono per la sicurezza della loro attività, dei loro collaboratori e della loro persona. Il tema della sicurezza è cruciale e auspichiamo misure di prevenzione che coinvolgano in concerto a tutti i livelli istituzioni e autorità, Prefettura, sindaci e forze dell’ordine. Esiste un forte legame tra le difficoltà commerciali e la vivibilità delle città. Gli imprenditori indicano chiaramente che l’aumento del degrado urbano riduce le opportunità di lavoro e la crescita dell’insicurezza ha come conseguenza la chiusura dei negozi di quartiere. La presenza di negozi sfitti favorisce direttamente la diffusione di microcriminalità e il vandalismo e su questo occorre che lo Stato investa per mantenere vivo il commercio e la sensazione di vivibilità dei centri urbani”.
Percezione della sicurezza e crimini in aumento
Il 31% delle imprese del Nord Ovest segnala un peggioramento dei livelli di sicurezza, un dato leggermente superiore alla media nazionale del 29%. Solo un imprenditore su venti (5,0%) dichiara di aver registrato un miglioramento.
Questo peggioramento è avvertito in particolar modo nei grandi centri urbani (40,6%) sebbene sia molto forte 33,7% anche nei centri medi. Bergamo si pone leggermente meglio al dato nazionale dei grandi centri, ma peggio rispetto ai centri medi, con un 36% degli imprenditori che hanno colto un peggioramento negli ultimi tre anni.
Tra le imprese del Nord Ovest, i fenomeni criminali percepiti in maggiore crescita sono le truffe informatiche (26,1%) e le aggressioni fisiche e violenze (25,1%), entrambe con percentuali superiori ai valori nazionali.
Crimini che preoccupano di più
Furti e spaccate restano i reati che preoccupano di più gli imprenditori. A Bergamo la paura sale e interessa il 56% degli imprenditori, quasi 6 imprese su 10.
Il 24,5% delle imprese riferisce episodi legati alle “baby gang” nella propria zona (sopra la media italiana), e quasi la metà di chi le riscontra (49,7%) si dichiara preoccupato per le ripercussioni sulla propria attività. Inoltre, il 32,6% degli imprenditori teme il fenomeno della “mala movida”, soprattutto a causa dell’aumento dei rifiuti, del degrado urbano (46,4%) e degli atti di vandalismo alle strutture (51,0%). A Bergamo un imprenditore su quattro 24% ha riscontrato effetti di baby gang e mala movida.
Le contromisure: investimenti e presidio
Di fronte a questi rischi, le imprese non restano immobili: il 90% ha investito in misure di sicurezza negli ultimi anni (sopra la media nazionale dell’87,3%), dotandosi prevalentemente di sistemi di videosorveglianza (84,1%) e dispositivi antitaccheggio (83,2%).Una percentuale ancora più alta a Bergamo, dove ad investire in misure extra di sicurezza sono il 92% degli imprenditori. C’è inoltre una forte richiesta di protezione attiva sul territorio: ben l’80,2% delle imprese del Nord Ovest chiede allo Stato di istituire presidi di sicurezza, come la polizia di quartiere, nelle zone a rischio. Anche a Bergamo la soglia è alta, intorno al 75%.
L’IMPEGNO DI CONFCOMMERCIO

Legalità e Sicurezza costituiscono il fondamento essenziale per lo sviluppo del sistema economico e rappresentano le condizioni imprescindibili per la tutela delle imprese, la salvaguardia dei cittadini e la piena vivibilità delle città. Per Confcommercio, esse non si esauriscono nel solo contrasto alla criminalità, ma si realizzano compiutamente nella rimozione degli ostacoli che limitano la libertà d’impresa e ne minano la competitività. L’impegno confederale si articola, dunque, lungo una duplice direttrice strategica: prevenire le infiltrazioni criminali che alterano il mercato e, parallelamente, agire sul piano culturale per radicare i valori del rispetto delle regole.
La consapevolezza che la Legalità e la Sicurezza sono valori sociali indissolubilmente legati alla responsabilità dell’agire economico, ha spinto la Confederazione a delineare un modello di sviluppo più evoluto, dove il rigore delle regole incontra la responsabilità della scelta. Il 2025 ha segnato, dunque, una tappa evolutiva fondamentale attraverso l’integrazione dell’Etica d’Impresa all’interno della delega Legalità e Sicurezza.
In tale prospettiva, in continuità con i progetti realizzati nel biennio 2023-2024 sui temi della compliance, della reputazione e degli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili, la Confederazione ha promosso, in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, il corso di formazione “L’etica per le imprese del terziario: una leva strategica di competitività”. L’iniziativa ha inteso fornire al Sistema strumenti operativi adeguati alle piccole e medie imprese per tradurre il patrimonio di integrità ed etica, già insito nel vissuto quotidiano di molti imprenditori, in efficienza gestionale e vantaggio competitivo concreto.
Confcommercio ha inoltre realizzato, in collaborazione con il Censis, il progetto “Il valore del commercio per la sicurezza delle città”. Lo studio è volto ad approfondire ed analizzare l’evoluzione della criminalità urbana — con particolare attenzione alla microcriminalità e ai reati ai danni delle imprese — per verificare il valore sociale degli esercizi di prossimità nelle città. La ricerca mira a comprendere l’impatto reale dell’insicurezza sulle attività economiche in termini di costi, chiusure e mancati investimenti, definendo al contempo il ruolo proattivo che negozi, pubblici esercizi e strutture turistiche possono svolgere nelle politiche di rigenerazione e sicurezza urbana. L’obiettivo è dimostrare che un negozio aperto non è solo un presidio economico, ma un elemento essenziale per la vivibilità delle città, capace di rispondere alle aspettative di sicurezza di cittadini e imprenditori.
L’impegno di Confcommercio per la legalità si è ulteriormente consolidato attraverso iniziative di impatto simbolico e culturale. Tra queste spicca il progetto itinerante “L’Albero dei Tutti”, realizzato in collaborazione con la Fondazione Falcone, che ha previsto l’esposizione dell’opera dell’artista Gregor Prugger: un’installazione composta da sculture realizzate in memoria delle vittime della criminalità organizzata. Con le tappe di Bolzano e Bergamo, Confcommercio, in sinergia con le articolazioni territoriali, ha inteso diffondere il messaggio della lotta alle mafie attraverso il linguaggio universale e potente dell’arte.
La collaborazione con la Fondazione Falcone si inserisce in un quadro più ampio di partnership strategiche volte a radicare la memoria collettiva, specialmente tra le giovani generazioni. In tal senso, nel corso del 2025, la Confederazione ha partecipato attivamente alla commemorazione della strage di Capaci e sostenuto il progetto del “Museo del Presente” a Palermo, uno spazio vivo dedicato a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
L’azione confederale è proseguita inoltre con il rinnovato sostegno a premi di alto valore etico e civile, come il Premio “Giorgio Ambrosoli”, che celebra la cooperazione per il rafforzamento dello Stato di diritto, il Premio “Pina e Libero Grassi”, volto a promuovere tra i giovani la coraggiosa lotta alla criminalità e il Festival “Trame”, evento culturale incentrato sul dibattito civile e istituzionale sui temi delle illegalità.


