La replica / Zenoni: “Sui diplay siamo in linea con le altre esperienze italiane ed estere”

Parcheggi displayEgregio Cesare Zapperi,

mi permetto di scriverLe in merito all’articolo “Belli i display, ma senza indirizzi è una caccia al tesoro” apparso qualche giorno fa su La Rassegna.it. Nel ringraziarLa per aver posto l’attenzione sul sistema di indirizzamento ai parcheggi in struttura della città, una significativa miglioria implementata da questa Amministrazione, Le vorrei dire che ho letto alcune considerazioni che richiedono chiarimenti da parte mia. Innanzitutto, mi pare emerga dal Suo testo una sensazione che non credo corrisponda alla realtà, ovvero che l’Amministrazione abbia inaugurato un sistema “immaturo”, imperfetto, tanto per fare alla svelta. Non è così e vengo spiegarmi. Il progetto del sistema di indirizzamento ai parcheggi é stato elaborato nel suo insieme e nei dettagli da professionisti del settore ed é stato oggetto di molti mesi di lavoro, senza alcuna fretta. La sensazione di “immaturità ” che Lei descrive pare derivare essenzialmente dall’assenza sui pannelli dell’indicazione dell’indirizzo dei parcheggi. Orbene, tale indicazione non è stata inserita consapevolmente dai progettisti e, non a caso, è assente in quasi tutti i sistemi di indirizzamento esistenti in Italia.

Le ragioni sono varie. Innanzitutto lo spazio sui cartelli é limitato e la dimensione del carattere non può scendere sotto certi limiti per ragioni di leggibilità. Le dizioni riportate sui cartelli non sono le ragioni sociali dei parcheggi, scelte in modo acritico dall’Amministrazione, ma invero sono le dizioni scelte dai parcheggiatori stessi, nei limiti dello spazio disponibile. Ogni gestore avrebbe potuto scegliere l’indirizzo al posto della ragione sociale, ma in piena autonomia ha scelto quello che oggi compare. Inoltre, i pannelli con le informazioni in tempo reale sono solo un tassello del sistema di segnaletica, poiché alle postazioni dinamiche seguono alcuni cartelli statici che guidano l’automobilista ai parcheggi. Anche su questa tipologia di segnali l’Amministrazione sta svolgendo un lavoro di riassetto per renderli più frequenti.

Infine, nei molti navigatori satellitari oggi disponibili, il nome ufficiale del parcheggio é quasi sempre indicizzato nel database, tanto quanto l’indirizzo. Alla luce di tutto questo, concluderei interpretando diversamente il riferimento del Sindaco all’assenza dell’indirizzo sui cartelli, pronunciato durante la conferenza stampa. Non si è trattato dell’autodenuncia di un “errore madornale”, quanto dell’invito a valutare la fattibilità di una miglioria per un servizio già oggi perfettamente in linea con le altre esperienze italiane ed estere. Inoltre, le mie parole su possibili miglioramenti in futuro, si riferivano essenzialmente alla possibilità di installare nel tempo nuovi pannelli dinamici su altre strade della città, con ulteriori investimenti.

La ringrazio e la saluto cordialmente.

Stefano Zenoni

Assessore alla Pianificazione territoriale e Mobilità del Comune di Bergamo

 

Caro assessore

anzitutto grazie per la cortesia e la puntualità della risposta, segno di attenzione non scontato. Le spiegazioni, tuttavia, ci convincono poco o nulla. Un punto, in particolare, risulta singolare: lei dice che le “dizioni riportate sui cartelli non sono le ragioni sociali dei parcheggi, scelte in modo acritico dall’Amministrazione, ma invero sono le dizioni scelte dai parcheggiatori stessi”. Ecco, è anche peggio di come paventavamo. Il Comune, o meglio l’Atb, scuce 200 mila euro ma la scelta del contenuto la delega al privato. Tutto legittimo, per carità, ma ci pare una procedura un po’ così… Giusto, poi, osservare che lo spazio a disposizione sui pannelli è limitato e quindi richiede una indicazione sintetica.

Ci permettiamo sommessamente di far osservare che per l’automobilista seguire, per esempio, la freccia “via Paleocapa” sia più agevole (e comprensibile) che quella che indica “Central parking”. Nessun dubbio, inoltre, che i database dei navigatori siano aggiornati su indirizzi e denominazioni sociali dei parcheggi, ma converrà, caro assessore, che non tutti sono dotati di tecnologia (o ne hanno dimestichezza) e che una richiesta volante per strada sull’ubicazione, per esempio del “car service fly”, riceverebbe come risposta una scena muta. Queste, almeno, sono le nostre perplessità, da uomini della strada. Se si riveleranno eccessive o infondate ne saremo solo lieti perché ciò che conta è la bontà del servizio.

È apprezzabile, infine, il tentativo di una interpretazione autentica, post conferenza stampa, delle parole del sindaco. Ma lei stesso conferma che auspicava una miglioria del servizio con l’aggiunta degli indirizzi. Ergo, non si vede dove stia l’equivoco. Ma tant’è. Pur da punti di vista diversi, condividiamo l’idea che sul fronte della viabilità sia necessario investire per mettere Bergamo al passo con le città più evolute. A differenza di qualche suo predecessore, lei sembra avere le idee più chiare, al di là di talune timidezze. Aggiustamenti e incidenti di percorso sono fisiologici, l’importante è andare avanti tenendo la barra dritta.

C.zap.

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