Botti (Librai Ascom): “Ai bimbi bergamaschi piacciono storie di principi, castelli e letture interattive”

Botti (Librai Ascom): “Ai bimbi bergamaschi piacciono storie di principi, castelli e letture interattive”

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Cristian Botti
Cristian Botti

Se avvicinati alla lettura in modo corretto e con fantasia i bambini  possono diventare grandi lettori. Ne sono convinti i librai del Gruppo Ascom Bergamo, organizzatori della prima edizione di “Libri per sognare” – in programma nel fine settimana in Città Alta  – che ai più piccoli hanno deciso di dedicare un appuntamento tutto per loro. “I bambini sono indirizzati a letture standardizzate a volte ispirate ai cartoni animati come Geronimo Stilton, il Diario di una schiappa, Frozen e altri – dice Cristian Botti presidente dei librai Ascom – ma quando partecipano alle letture animate con gli scrittori si appassionano anche a testi diversi. La cosa importante è tenere alta la loro attenzione verso la lettura”.
“In generale – dice Botti – piacciono le storie di principi, castelli e avventure e i libri interattivi che danno al bambino la possibilità di indirizzare la storia verso un finale piuttosto che un altro e in questo modo stimolano la fantasia. I più piccoli che ancora non sanno leggere, invece, apprezzano ancora le fiabe classiche”.

Per Laura Togni della libreria Fantasia di Bergamo: “I piccoli ‘clienti’ possono essere divisi in due tipi: quelli che hanno iniziato a sviluppare l’amore per la lettura fin da piccoli grazie all’adulto che gli ha fatto leggere molti libri; e quelli meno abituati alla lettura, quindi più influenzati dai vari messaggi pubblicitari. I primi sono lettori onnivori a cui piace passare da un libro all’altro fin da piccolissimi. I secondi fanno scelte più standardizzate. Purtroppo la maggior parte dei bambini appartiene a questa seconda fascia”.
La responsabilità è anche delle grandi case editrici. “Gli editori minori e indipendenti – dice Togni – continuano a cercare sempre prodotti di qualità, non banali, volte ci riescono a volte no. Cercano messaggi di qualità scritti in modo buono perché oggi assistiamo a un decadimento della lingua italiana. Le grandi case editrici invece sono molto cambiate rispetto al passato, oggi puntano su un’offerta omologata. Ad esempio dopo il successo del “Diario di una schiappa” è tutta una invasione di libri simili, illustrati con contenuti superficiali. In realtà i bambini a undici anni non hanno bisogno di illustrazioni e sono pronti per contenuti più alti.  Da me vengono e non li trovano, ma non escono mai senza un libro”.
“L’amore per i libri dei bambini nasce dagli adulti – afferma  – C’è ancora molto da fare, sta agli adulti far appassionare i bambini alla lettura. Leggere loro la sera è un’abitudine molto bella che andrebbe mantenuta anche quando sono più grandi. Può essere un modo anche per affrontare le problematiche della crescita e dell’adolescenza. Ai ragazzi piace che ai nostri laboratori partecipino anche bimbi più grandi”.  In quanto alla scelta i piccoli lettori mostrano di essere infornati e decisi.
“I nostri piccoli clienti di norma non si fanno consigliare, preferiscono libri legati agli ultimi eventi cinematografici come il Gigante gentile oppure legati a serie televisive. Si passano parola tra loro e preferiscono andare davanti allo scaffale e sfogliarlo – rivela don Giambattista Boffi di Buona stampa a Bergamo – Sono gli adulti quando devono dare un regalo che si fanno consigliare”.

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