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«Sull’aeroporto la posizione del Comune è chiarissima»

Spett.le La Rassegna

Ho letto con attenzione e sostanziale dissenso l’articolo di Cesare Zapperi “L’aeroporto e le contraddizioni di Palazzo Frizzoni”. Vi chiedo ospitalità per potere precisare la posizione dell’Amministrazione comunale, che a me sembra chiarissima e molto giusta.
Essa è contenuta in una serie di ordini del giorno approvati all’unanimità dal Consiglio comunale del 22 luglio scorso. Il fatto che tutti gli eletti dai cittadini abbiano votato concordemente richiede una dovuta attenzione.
Esprimo ancora una volta e ancor più in dettaglio la posizione del Comune di Bergamo:
1. L’aeroporto di Orio è la più grossa impresa della bergamasca, produce il 7,1% del Pil provinciale, dà lavoro a circa 18.000 dipendenti, fornisce un servizio insostituibile al turismo e alle elettività produttive, ha da sempre un bilancio sano e in utile.
2. Le sue dimensioni attuali sono quelle massime compatibili con il territorio. La teoria secondo cui un’impresa se non cresce muore è assolutamente indimostrata. Le dimensioni attuali possono essere accompagnate da un determinante incremento dei servizi a favore dei viaggiatori (parcheggi, negozi, sostegni turistici).
3. I diritti a un’esistenza vivibile da parte dei cittadini di Colognola e degli altri paesi coinvolti è una realtà imprescindibile che non può essere ignorata in nome di pur rispettabili scelte di impresa, ma che deve essere opportunamente mediata.
4. Frattanto il Comune sta spingendo su Sacbo per ottenere una serie di importanti risultati, nell’ambito di un progetto aeroportuale complessivo del nord Italia di cui la Regione Lombardia può farsi protagonista:
– Collaborazione con gli altri aeroporti del nord Italia anche al fine di utilizzare al meglio le potenzialità di ciascuno (in tale ambito si inserisce l’obiettivo dell’eliminazione dei voli notturni sulla città, già oggi solo occasionali, e la riduzione di quelli a est).
– Partenza obbligatoria e sanzionata sempre da inizio pista, affinché gli aerei passino più alti sui centri abitati.
– Sperimentazione di nuove rotte, a partire da quella sull’autostrada che sembra davvero essere molto meno impattante.
– Utilizzo per l’insonorizzazione degli immobili degli oltre 22 milioni di euro accantonata da Sacbo su richiesta del Comune di Bergamo. Già sono state insonorizzate tutte le scuole. Purtroppo l’opposizione dei Comitati contro le curve isofoniche, accolta dal Tar, rende ora difficile individuare gli immobili che ne hanno diritto.
– Conferma e rafforzamento della trasparenza su tutti i dati aeroportuali, anche alla luce del funzionamento di nuove centraline di rilevazione della qualità dell’aria.
Riguardo al futuro, la prossima Amministrazione dovrà decidere se mantenere la quota comunale in Sacbo pari al 13% per potere positivamente condizionare la sua gestione oppure cederla – con prelazione ai soci bergamaschi come voluto dall’esistente Patto di Sindacato – per procurare mezzi finanziari per le opere pubbliche per cui la Città ha i progetti pronti, ma non può spendere i suoi soldi sequestrati a Roma dal Patto di Stabilità.
Frattanto però abbiamo la consapevolezza che la gestione imprenditoriale di Sacbo è molto positiva e probabilmente non ha bisogno necessariamente di angeli salvatori privati.
In conclusione, tutto il Consiglio comunale ha espresso una posizione chiarissima. Potrà non piacere ma è quella che – in buona fede, con conoscenza del problema e con profonda convinzione – hanno individuato tutti i 41 rappresentanti eletti dei Cittadini bergamaschi.

Il Sindaco
Franco Tentorio

Il problema non è il gradimento della posizione espressa dal Consiglio comunale. Nell’articolo che ha trovato il “sostanziale dissenso” del sindaco erano elencate alcune contraddizioni. A nessuna è stata data risposta nella cortese lettera di Tentorio che, bontà sua, si è preso la briga di parlare a nome di tutti. Nemmeno a quella che chiede come si concilia la battaglia per la permanenza di Dhl e l’ordine del giorno che vuole vietare i voli notturni. In politica, si sa, quasi tutto è possibile. Ma a far troppo gli equilibristi si corre il rischio di farsi del male. (c.zap.)