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Letto per voi / Al via i bonus fiscali per alberghi e imprese del turismo

Per gli alberghi e le imprese del turismo arriva una doppia boccata d’ossigeno. Dopo quasi un anno di attesa diventa operativo il credito d’imposta per la ristrutturazione degli alberghi di cui dovrebbe beneficiare – grazie ad un budget di 220 milioni in 5 anni – una platea di almeno 2mila strutture ricettive. Mercoledì scorso la Conferenza unificata ha infatti dato il via libera definitivo al provvedimento a firma del ministero dei Beni culturali e del turismo che attua con notevole ritardo quanto previsto dal decreto “Art bonus” del maggio 2014 che ha introdotto appunto un credito d’imposta del 30% (per un massimale di 200 mila euro) sulle spese sostenute dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2016 per gli interventi di riqualificazione delle strutture alberghiere. Ma i benefici per il settore del turismo, non finiscono qui. Nei giorni scorsi è infatti approdato in Gazzetta l’altro credito d’imposta (sempre del 30%) previsto da un altro decreto attuativo del Mibact questa volta rivolto alle spese sostenute dalle imprese del settore per la digitalizzazione dell’offerta (per un tetto di spesa massimo di 12.500 euro). Un’agevolazione, questa, destinata non solo agli alberghi, che mette sul piatto 75 milioni in 5 anni a cui potrebbero ricorrere più di 6 mila operatori.

n realtà per rendere davvero operativi i due bonus fiscali manca però ancora un’ultima tappa che dovrebbe concludersi in un paio di mesi. Il ministero dovrà infatti attivare le procedure telematiche con le modalità per presentare la domanda per accedere alle due tipologie di credito d’imposta.

Il beneficio fiscale per la riqualificazione delle strutture alberghiere potrà riguardare in particolare sia ristrutturazioni edilizie vere e proprio che l’eliminazione di barriere architettoniche, ma anche l’acquisto di mobili e componenti d’arredo. Questo bonus come detto sarà riconosciuto fino ad un massimo di 200 mila euro e sarà ripartito in tre quote annuali di pari importo.

Sul fronte degli incentivi al turismo digital il decreto pubblicato lo scorso 23 marzo in Gazzetta prevede dal 2015 al 2019 il riconoscimento alle imprese di un credito di imposta del 30% dei costi sostenuti per investimenti nella digitalizzazione dell’offerta. Potranno essere dedotte le spese (con un tetto di 12.500 euro in tre anni di imposta) per l’acquisto di siti e portali web e la loro ottimizzazione per i sistemi di comunicazione mobile. Ma anche spese per programmi di prenotazione e vendita on line di servizi e pernottamenti, oppure servizi di comunicazione e marketing digitale, spazi pubblicitari su piattaforme web specializzate, progettazione, realizzazione e promozione digitale di proposte di offerta innovativa in tema di inclusione e di ospitalità per persone con disabilità e di impianti wi-fi

(di Marzio Bartoloni – Da Il Sole 24 ore del 27 marzo 2015)