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Centri per l’impiego, aumenta il numero dei disoccupati iscritti

Provincia-BergamoI 10 Centri per l’impiego della Provincia di Bergamo (Albino, Bergamo, Clusone, Grumello del Monte, Lovere, Ponte San Pietro, Romano di Lombardia, Treviglio, Trescore Balneario, Zogno) hanno registrato negli ultimi anni una considerevole crescita di iscrizioni e re-iscrizioni alla banca dati e, in generale, di richieste di accesso ai servizi da parte di un numero sempre crescente di lavoratori in difficoltà occupazionale poiché espulsi dal mercato del lavoro o inseriti con forme contrattuali flessibili e precarie.

Nell’anno 2014 il numero di accessi agli sportelli dei Cpi da parte di inoccupati e/o disoccupati che hanno reso la propria disponibilità al lavoro è stato pari a 51.865 (dato amministrativo che non coincide con il numero di “teste”). I dati di flusso riferiti al numero annuale di iscrizioni/re-iscrizioni alla banca dati nell’ultimo quinquennio indicano un incremento del 43% (erano 36.189 nel 2010 e 49.838 nel 2013.

Nel corso dell’anno sono stati erogati 34.991 colloqui di accoglienza informativa, 1620 colloqui di orientamento individuale e circa 2.000 lavoratori sono stati coinvolti in colloqui di gruppo volti all’approfondimento delle tecniche di ricerca attiva del lavoro, con particolare riferimento ai lavoratori che si apprestano ad entrare a far parte delle liste di mobilità.

I servizi che vengono erogati dai Centri per l’impiego negli ultimi tempi hanno ampliato la gamma di interventi, cercando di rispondere alle esigenze della gente, dei lavoratori, dei giovani vista la “fame” di lavoro in continua crescita.

Nel 2014 sono stati preselezionati e segnalati circa 4.800 candidati a fronte di circa 800 offerte di lavoro presentate dalle aziende. Le assunzioni a seguito delle segnalazioni dei Cpi sono state quasi 400.

Parallelamente all’attività di incrocio domanda-offerta di lavoro i Centri per l’impiego sono da anni attivi nella promozione e nel tutoraggio di tirocini extracurriculari rivolti a soggetti inoccupati/disoccupati, con rilevanza numerica della fascia giovanile. Nel 2014 sono stati attivati 1.178 tirocini, di cui circa 400 sono stati nel corso dell’anno trasformati in assunzioni con contratto di lavoro subordinato e circa 600 sono tuttora in corso.

A partire dal 2013 i Centri per l’impiego hanno avviato il Progetto SAP – Servizi alla Persona, volto all’innalzamento dell’efficacia dell’incrocio domanda/offerta di lavoro in tema di assistenti familiari e svolto in collaborazione con i servizi sociali degli Ambiti territoriali, dei Comuni e con le realtà del privato-sociale e della cooperazione già attivi sui territori. In virtù di tale progettazione, i Cpi hanno erogato colloqui specialistici a circa 400 candidati/e assistenti familiari, allo scopo di analizzare le loro competenze e valutarne i requisiti professionali al fine dell’inserimento nell’elenco qualificato degli assistenti familiari della Provincia di Bergamo (istituito con Deliberazione di Giunta provinciale n. 214 del 18/06/2012). Si sono ricevute ed evase circa 120 richieste di assistenti familiari da parte delle famiglie e ciò ha portato all’inserimento lavorativo di circa 60 candidate.

Lavori socialmente utili

Particolarmente significativo l’incremento dei servizi per quanto riguarda l’attività di segnalazione alle Pubbliche amministrazioni richiedenti (per lo più Comuni e Istituzioni scolastiche) di lavoratori appartenenti alle liste di mobilità L. 223/91 per lo svolgimento di Lavori Socialmente Utili (LSU). Nel 2014 si sono ricevute circa 1.000 richieste per la copertura di 1.843 mansioni, che hanno dato luogo alla segnalazione a Comuni e scuole di circa 3.000 candidati e l’assegnazione definitiva di 1.660 lavoratori, che hanno contribuito a garantire l’erogazione di servizi ed attività di pubblica utilità.

Crisi aziendali

I Centri per l’impiego sono stati coinvolti, nel corso degli ultimi anni, nella pianificazione e nella realizzazione, di concerto con le Organizzazioni sindacali e datoriali e le Istituzioni pubbliche locali ed in partenariato con altri enti accreditati al lavoro, di misure di intervento per la presa in carico e il reinserimento occupazionale di lavoratori in esubero a causa di crisi aziendali e/o settoriali.

Sono stati attivati 6 Tavoli territoriali presso alcuni Centri per l’impiego (Bergamo, Albino, Ponte San Pietro, Grumello del Monte, Treviglio e Romano di Lombardia), tramite cui è stata realizzata la presa in carico di lavoratori percettori di sostegno al reddito da parte dei Cpi e degli enti accreditati al lavoro, anche favorendo l’accesso dei disoccupati alle misure di politica attiva del lavoro messe a disposizione dai dispositivi provinciali e dal sistema dotale lombardo.

Nell’ambito della riforma delle Province, il futuro dei Cpi, e di conseguenza dei dipendenti, è stato “congelato” in attesa di un riordino a livello statale di questa funzione, che dovrebbe seguire l’entrata in vigore del “Jobs Act”.Confido comunque che il riordino di tali funzioni preveda comunque un presidio locale delle politiche del lavoro e dei servizi per l’impiego – afferma il presidente della Provincia Matteo Rossi -. L’Ente, tramite il settore Istruzione, Formazione, Lavoro e Politiche sociali sta garantendo la piena funzionalità dei 10 Centri per l’Impiego, perché è un tema a cui teniamo molto. In questa fase complessa di riordino della materia lavoro è tutto più difficile perché oltre a presidiare le consuete attività amministrative, i Centri per l’Impiego sono chiamati a promuovere e sostenere attivamente iniziative di politica attiva del lavoro, garantendo la governance nelle aree territoriali maggiormente esposte agli effetti della crisi. Ciò si è concretizzato nella collaborazione con vari attori territoriali nella realizzazione di progetti di orientamento, riqualificazione professionale e scouting aziendale in corso in alcune aree, come la Bassa bergamasca, l’Isola bergamasca, la Valle Seriana, la Valle Brembana e la Valle Imagna, oltre all’area dell’Alto Sebino dove si stanno attivando iniziative analoghe”.

“I Centri per l’impiego, soprattutto nella difficile fase economica e sociale che stiamo vivendo, continuano ad essere il primo punto di riferimento al quale i disoccupati si rivolgono – spiega la coordinatrice dei Cpi, Elisabetta Donati -. Nel corso degli ultimi anni abbiamo lavorato in più direzioni, da un lato garantendo gli adempimenti amministrativi che la normativa prevede, da un lato stabilendo relazioni virtuose con le aziende del territorio e con le loro associazioni, e cercando anche di operare in sinergia con gli operatori privati, che vediamo come partner per il conseguimento dell’obiettivo comune dell’inserimento occupazionale di quanti più lavoratori possibili, garantendo la continuità e l’efficacia dei servizi erogati”.

Silvano Gherardi, dirigente del settore Istruzione, Formazione, Lavoro e Politiche sociali, sottolinea come “i Centri per l’impiego hanno mantenuto, in questi ultimi anni durante la crisi, un livello positivo di presenza e affidabilità anzi si sono rafforzati. I dati testimoniano che un numero significativo di cittadini ha comunque utilizzato la strumentazione pubblica. Va sottolineata la positiva collaborazione nella nostra realtà bergamasca dei Comuni, e del Terzo settore, e delle forze sociali. I Centri pubblici per l’impiego non sono lontanissimi dalle performance degli altri soggetti, tuttavia, poiché si tratta di centri pubblici, noi vogliamo fare del nostro meglio perché migliorino i servizi resi ai cittadini”.