Turismo religioso, 
quella marcia in più per il territorio

Turismo religioso, quella marcia in più per il territorio

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Nell’Anno della fede il bilancio del turismo religioso è più che positivo in termini di presenze, grazie anche all'opera di riavvicinamento di Papa Francesco, ma l'ombra della crisi non risparmia i pellegrini, costretti a ridimensionare il proprio viaggio e a tagliare sulle spese non strettamente necessarie. Un itinerario religioso attraverso il territorio bergamasco non può non prevedere una sosta nel paese natale di Papa Giovanni XXIII, Papa di pace e di Concilio che, nel cinquantesimo anniversario dalla scomparsa, è ora in attesa della canonizzazione che avverrà entro l'anno, contestualmente a quella di Papa Giovanni Paolo II, che lo aveva beatificato. Oltre alla santificazione di Papa Roncalli, è attesa il 21 settembre la beatificazione di Fra Tommaso di Olera: nel piccolo comune la Parrocchia sta lavorando per portare all'antico splendore il borgo medievale. Ma la sfida da cogliere per attrarre nuovi turisti è l'Esposizione Universale: «La Diocesi sta portando avanti un progetto turistico legato all'Expo, articolato in un itinerario che celebra la figura di Papa Giovanni XXIII attraverso l'agricoltura e la cultura contadina, quegli stessi valori che hanno portato Angelo Roncalli al soglio di Pietro – anticipa don Gianluca Salvi, fresco di nomina a direttore dell'Ufficio della Pastorale del Turismo e del Tempo Libero, da anni direttore dell'Ufficio Pellegrinaggi della Diocesi -. L'itinerario parte dalla casa natale e dai luoghi giovannei per prendere la volta della Valle Imagna, passando per l'agro di Almenno e l'antenna del Romanico, raggiungere Roncaglia, paese di origine del casato del Papa, scoprire la ricchezza di prodotti poveri, come lo stracchino e altri prodotti tipici, e raggiungere il santuario della Cornabusa, luogo particolarmente caro al pontefice». L'attenzione è concentrata a Sotto il Monte: «Il paese si può dire che sia tutto un santuario – continua don Salvi -. Sono stati fatti investimenti importanti per valorizzare i luoghi cari a Papa Giovanni XXIII in vista del cinquantesimo anniversario della scomparsa. È stato dato grande impulso all'accoglienza con la Casa del Pellegrino, diventata il punto di riferimento per il visitatore, e alla scoperta dei luoghi giovannei dal museo di Ca’ Maitino al Santuario delle Caneve con la via mariana alla Cripta posta al di sotto della Cappella della Pace, dove sono stati posti il calco del viso e della mano di Papa Giovanni eseguiti dal Manzù dopo la morte, con termine del pellegrinaggio davanti al crocefisso». L'obiettivo della Diocesi è costruire – anche in sinergia con Turismo Bergamo – percorsi turistici sugli itinerari di fede dei pellegrini, accogliendo le sfide poste da Bergamo Capitale europea della cultura – su questo fronte è già stata avviata la partecipazione ai tavoli – e dall'Expo: «Le presenze sono in aumento, grazie anche alla riscoperta del valore religioso e della dimensione interiore in un riavvicinamento alla fede cui ha contribuito senza dubbio anche Papa Francesco – sottolinea don Salvi -, così come con Giovanni Paolo II si era avuto un rilancio degli itinerari mariani. Il turismo religioso si muove in giornata, ma l'occasione di visita per fede può portare alla scoperta del vasto patrimonio del territorio. Tra i numerosi progetti in cantiere, vi è la presentazione di un itinerario di “Bergamo come terra di santi e di fanti”. Un percorso religioso attraverso i santuari di Sotto il Monte, della Cornabusa e della Madonna dei Campi di Stezzano, con visita alle sagrestie del Fantoni ad Alzano ed un tour culturale e storico per castelli e nobili dimore sulle orme del condottiero Bartolomeo Colleoni». Sacro e profano possono quindi convivere? «Il percorso turistico e culturale – prosegue don Salvi – non può essere esclusivamente devozionale. Il turista entra in Chiesa spesso per ammirare un affresco o un'opera d'arte, ma ciò rappresenta sempre un'occasione di incontro con il Vangelo attraverso la dimensione universale e il valore immateriale del bello». Non manca un progetto che mira a coinvolgere altre province: «Si tratta di un grande tour nei territori dei pontefici del Novecento: Pio XI a Desio, Pio X a Riese, Giovanni XXIII a Sotto il Monte, Paolo VI a Brescia, Giovanni Paolo I a Forno di Canale». 

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