Sciopero all’ex Centax. “Poca chiarezza sul futuro di 90 persone”

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Sciopero alla ex Centax. Lo hanno deciso lavoratori e sindacati per protestare sulla situazione della Cofidis,  gruppo che ha assorbito il vecchio marchio nel servizio del credito al consumo e bancario. Oggi, dunque, dopo 11 mesi di trattative con la nuova proprietà, i 90 lavoratori della sede di via Pignolo incroceranno le braccia per tutto il giorno. Centax spa è attiva sul territorio bergamasco dal 1988. A marzo 2015, la famiglia Maffeis decide di vendere la società al gruppo francese Cofidis che punta con l’operazione a rafforzare la propria presenza sul mercato italiano.

“Dopo una serie di incontri iniziali – dichiarano Mario Colleoni e Diego Lorenzi, che per Filcams Cgil e Fisascat Cisl hanno seguito la vertenza, “l’azienda ci comunica la volontà di mantenere un’unica sede a Milano e ci conferma di voler rinforzare la società, garantendoci che ogni passaggio sarebbe stato fatto con l’obiettivo di far crescere l’attuale struttura e rassicurandoci del fatto che sarebbe di fatto stato reso sostenibile il passaggio dei lavoratori bergamaschi nella nuova sede di Lambrate. Questo – stando ai sindacati – a oggi non è ancor accaduto. Per mesi lavoratori e sindacati hanno discusso cercando di trovare un accordo, “ma troppi sono i punti poco chiari, soprattutto relativamente agli orari di lavoro. La società – spiegano ancora  i sindacati – chiede ai lavoratori del call center di recarsi presso la sede milanese con un orario che prevede una copertura su 24 ore senza alcuna flessibilità, mentre ai lavoratori degli uffici viene chiesto di ampliare la fascia oraria di disponibilità. Considerando l’incidenza della spesa legata allo spostamento e la parziale copertura che l’azienda sarebbe disponibile a riconoscere e considerando il fatto che molti sono i part time e molte le mamme , ci risulta evidente che l’operazione che Cofidis sta attuando è finalizzata a un obiettivo diverso da quello dichiarato”.

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