L’arte più preziosa è di scena in fiera

L’arte più preziosa è di scena in fiera

image_pdfEsporta in PDFimage_printStampa

Raccoglie l’eredità di BergamoAntiquaria, l’evento dedicato all’alto antiquariato che era giunto alle 12esima edizione, per ampliare orizzonte e ambizioni. Si chiama Italian Fine Art la nuova fiera di scena al polo di via Lunga da sabato 16 a domenica 24 gennaio, con 127 espositori provenienti da tutta Italia.

Organizzata dalla Promoberg, la mostra si rinnova per promuovere non tanto l’arte italiana, patrimonio indiscusso del nostro Paese, ma le potenzialità e la professionalità del mercato dell’arte in Italia. Per questo con le gallerie antiquarie sono presenti delle gallerie specializzate nel Novecento storicizzato, altre in Arte Orientale e alcune di Tribal Art. Obiettivo è attrarre l’attenzione del mondo internazionale – che guarda all’arte per passione, collezionismo o bene d’investimento – sulla potenzialità del nostro mercato antiquario, sulla professionalità di galleristi e antiquari e l’eccellenza delle loro proposte e delle loro competenze.

Percorrendo l’esposizione si possono quindi incontrare oggetti d’arte, sculture, maioliche, porcellane finissime, arredi e dipinti europei dal XIII secolo fino alla prima metà del Novecento, con incursioni nell’alto artigianato cinese e giapponese, passando anche per manufatti preziosi e unici di Arte Tribale.

Molte e ad ampio raggio sono le proposte degli espositori, a testimoniare l’eccellente selezione fatta dagli organizzatori e allo stesso tempo la vastità della ricerca storico-artistica intrapresa dai galleristi e dagli addetti ai lavori in Italia, frutto di passione, viaggi e scoperte che a volte hanno dell’eccezionale. È il caso dei bellissimi e inediti dipinti di Giacomo Francesco Cipper detto il Todeschini presentati in anteprima a IFA. I dipinti, che costituiscono una vera e propria “mostra nella mostra”, sono il frutto di un’attenta ricerca operata nel corso degli anni da un appassionato collezionista lombardo. Degli otto dipinti, che hanno avuto un ruolo chiave nella collezione privata lombarda, Il Baro, La Rissa e La lettura della mano hanno un’importanza particolare non solo per qualità, dimensioni e firma, ma perché insieme rappresentano un ciclo completo di uno degli argomenti più frequentemente trattati dal Todeschini: il gioco d’azzardo e le vicende di intrighi e imbrogli che inevitabilmente sfociano in rissa fra baro e la vittima.

Importante riscoperta è quella del Ritratto del Conte Carlo Albani, un’opera considerata dispersa e ritrovata poco più di un anno fa in una quadreria privata. Il dipinto, di cui si conosceva tutto tranne il luogo ove era custodito, è un significativo esempio delle qualità artistiche di Giovanni Raggi, uno dei più importanti rappresentanti della pittura bergamasca del Settecento, che si muove tra la tradizione ritrattistica lombarda e le moderne istanze lagunari di Fra’ Galgario e Giambattista Tiepolo.

Facendo un passo indietro nel tempo si può ammirare, tra gli altri, una Madonna con Bambino dell’ultimo quarto del XV secolo, una tempera su tavola eseguita nella Bottega di Lorenzo di Credi,
e La Visione di Sant’Eustachio, un olio su tela dal nitido disegno e dagli squillanti timbri cromatici, di Carlo Ceresa, massimo esponente della grande ritrattistica lombarda del Seicento. Di rilievo è anche La Visitazione del maestro toscano attivo nella seconda metà del Cinquecento Jacopo Coppi, detto “del Meglio”. E ancora, è della prima metà del Seicento il dipinto Rinaldo abbandona Armida del parmense Sisto Badalocchi, mentre è di pieno Settecento la Veduta della Chiesa degli Scalzi verso Santa Lucia del pittore, documentato a Londra tra il 1754 e il 1771, William James che Filippo
Pedrocco annovera a buon diritto tra ”i vedutisti veneziani”.

Ma sono solo alcuni esempi delle tante chicche, certificate dalla Commissione Vetting, costituita da indiscussi professionisti e studiosi dei differenti settori merceologici, che vaglia e certifica
tutte le opere esposte in mostra.

Anche il territorio bergamasco è coinvolto, a cominciare dalle banche – Credito Bergamasco e Banca Popolare di Bergamo – che oltre ad essere sponsor dell’evento sono presenti con una selezione di notevoli opere delle loro collezioni d’arte.

Nuova è anche l’ambientazione, con spazi studiati in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Bergamo, che prevedono anche una zona relax e incontro che ospiterà, durante la settimana, un concerto con aperitivo e una zona che sarà palcoscenico di alcune opere antiche ambientate o rilette con occhio contemporaneo.

image_pdfEsporta in PDFimage_printStampa