Fusini: “Se il commercio arretra, arretra la città”

bergamo - negozi - xx settembreL’Ascom di Bergamo lancia il Patto per la città. Il direttore dell’Associazione commercianti, Oscar Fusini, intervenendo al convegno “Commercio: tra crisi e opportunità” promosso dall’Associazione Fare Città e svoltosi giovedì sera in Sala Galmozzi, a Bergamo, ha proposto un piano condiviso per il rilancio della città che deve coinvolgere tutti coloro che sono interessati al processo di rigenerazione urbano della città. Il progetto ricalca un protocollo che a livello nazionale Confcommercio imprese per l’Italia ha firmato con Ance, Unioncamere e il Consiglio nazionale degli architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. «Il patto che vogliamo proporre si articola su tre fattori: diminuzione della leva fiscale, introduzione della cedolare secca per calmierare gli affitti; e la possibilità di attingere ai bandi comunitari. Per un rilancio del terziario è inoltre necessario saper coinvolgere, grazie anche al contributo dell’Università, figure specifiche che si occupino di sviluppo urbano”. Per un processo di riqualificazione del centro, il direttore dell’ Ascom ha fatto riferimento anche al metodo dettato recentemente dallo studio Ocse, commissionato dalla Camera di Commercio: “Per il rilancio dell’economia bergamasca Ocse chiede di fare sistema e di avere una visione comune e azioni coordinante. Questo metodo non vale solo per il rilancio del manifatturiero ma anche per il terziario. Il Patto che proponiamo deve mettere al centro il vivere e l’abitare la città. Perché se il commercio arretra, arretra la città”.

Al convegno, moderato da Stefano Rovetta, presidente dell’Associazione Fare Città, erano presenti come relatori Filippo Caselli, vicedirettore di Confesercenti, Roberto Ghidotti, presidente del Distretto urbano del Commercio, e i consiglieri di minoranza Franco Tentorio, Danilo Minuti e Davide De Rosa. Sulla stessa lunghezza d’onda di Fusini anche il vicedirettore di Confesercenti Caselli. “Per dare slancio al commercio – ha sottolineato – è necessario ridisegnare lo spazio urbano, rivisitare il ruolo del turismo e dare valore al distretto urbano del commercio. Uno dei fattori per il piccolo commercio è la qualità urbanistica in cui il negozio è insediato. Bisogna guardare al tessuto urbano, comprenderne le peculiarità e attivare una serie di attività finalizzate ad una rigenerazione dell’area, che abbia il commercio come termine ultimo. Ci sono luoghi anche centrali della nostra città che hanno perso la loro capacità di attrazione, altri che garantiscono flussi di persone solo in alcuni momenti della giornata. I problemi sono quindi complessi e sono da affrontare tutti insieme. Così come è necessario rafforzate la domanda turistica e proporre un’offerta commerciale adeguata, anche attraverso nuovi percorsi turistici con progetti di differenziazione commerciale”.

Durante l’incontro si è delineato in modo chiaro anche il ruolo fondamentale del Distretto urbano del commercio: “Il DUC è la sede in cui si discute della politica del commercio della città – ha affermato il presidente Ghidotti -.  E’ lo strumento che deve dare all’amministrazione gli elementi più significativi per ridisegnare la città ed andare oltre la semplice animazione. Per sostenere questo lavoro ci vuole passione, volontà di fare insieme e discutere con un unico linguaggio. Il Distretto deve diventare la casa di tutti i commercianti. E’ necessario però innanzitutto per intraprendere un lavoro serio, riuscire a delineare quale sia la visone di commercio che abbiamo per la nostra città”. I temi trattati da Fusini, Caselli e Ghidotti hanno dato al via al dibattito, che ha toccato, grazie agli interventi dei consiglieri comunali e dei commercianti presenti, alcuni temi cruciali come il piano mobilità, il collegamento con Orio, la questione di Borgo Santa Caterina, la mancanza di un assessore al commercio, argomento sul quale sono uscite posizione diverse. Non sono mancati i racconti di esperienze virtuose, come l’iniziativa sui negozi sfitti che ha coinvolto Borgo Palazzo,  il lavoro instancabile delle associazioni di via e l’iniziativa estiva dei commercianti di Città alta.

Per tutti rimane vincente la proposta di coinvolgere le diverse parti in gioco per rafforzare il commercio . “Dedicare una sera di gennaio a parlare di commercio mi pare che sia un grande segno di maturità – ha esordito Franco Tentorio facendo la sintesi dell’incontro -. Che il commercio sia importante nella nostra provincia è un dato di fatto. Nella Bergamasca ci sono un po’ meno di 100 mila partite Iva e la metà sono relative ad attività commerciale. E’ un dato importante che da lo spessore del comparto per la nostra economia. Per una rigenerazione del settore e per predisporre un piano serio del commercio è necessario il coinvolgimento di tutti. Per esempio, il bando sul centro storico è delicatissimo e lì tutti gli attori in gioco sono chiamati a confrontarsi. Così come per redigere i piani di via è necessario che ci sia l’impegno di tutti gli assessori. Terzo fattore fondamentale è la necessità di trovare fondi per aiutare ad investire nel commercio, ed ora con l’allentamento del patto di stabilità, l’amministrazione ha un po’ di soldi in più che potrebbe indirizzare a questo settore”.

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