Quattro giornate di cinema, incontri, approfondimenti, degustazioni ed eventi speciali incentrati sulla cultura del cibo. Dal 19 al 22 agosto torna in Città Alta Food Film Fest, festival cinematografico internazionale, con 41 film selezionati tra oltre 600 opere candidate provenienti da 90 Paesi, suddivisi nelle categorie “Doc”, “Movie” e “Animation”. Le opere in gara accompagneranno l’intero programma, che inaugura martedì 19 agosto con Enzo Iacchetti e Icio De Romedis per presentare il cortometraggio “Oggi offro io”, fino alla serata finale di sabato 22 agosto, quando si terranno le premiazioni e saranno proclamati i vincitori di questa edizione.
Confcommercio Bergamo accompagna Food Film Fest fin dalla sua nascita, nel 2014, quando il Festival ha preso forma da un’idea condivisa con l’Associazione Culturale Art Maiora e la Camera di Commercio di Bergamo. Un legame che negli anni si è consolidato edizione dopo edizione, portando in Piazza Mascheroni non solo il cinema, ma anche il lavoro quotidiano di chi il cibo lo produce, lo trasforma e lo racconta attraverso il commercio di prossimità.
Per la XIIIa edizione, dal titolo “Metamorfosi”, Confcommercio Bergamo rinnova questa presenza con un programma di iniziative pensato per dare voce ai gastronomi e ai gelatieri del territorio, protagonisti di una filiera che unisce produzione, artigianato e vendita. Un ruolo che l’associazione considera strategico per il terziario, anello che connette chi coltiva e produce con chi consuma, custodendo al tempo stesso qualità, cultura e identità locale.
La giornata inaugurale di martedì 19 agosto è interamente dedicata a questo racconto. Gelatieri e gastronomi bergamaschi aderenti a Confcommercio Bergamo proporranno una selezione di eccellenze del territorio, attraverso degustazioni guidate, dalla semplicità di pane e salame a una selezione di gelati, affiancate da momenti di approfondimento sul valore del commercio come presidio di prossimità e sostenibilità.
Alle 20, lo spazio si apre a “Storie di commercio. Nuove sfide, grande passione”, un incontro che porta sul palco alcune delle voci più rappresentative dell’imprenditoria bergamasca. Interviene Oscar Fusini, direttore di Confcommercio Bergamo, insieme a Roberto Marchesi, titolare del Panificio Marchesi di Bergamo e produttore ufficiale del panettone dei Giochi Olimpici Milano Cortina 2026, a Mirko Alghisi, ambulante alimentare e a Romina Torzoni, barista. Un confronto tra generazioni e mestieri diversi, accomunati dalla stessa capacità di innovare restando fedeli al proprio territorio.
“Il tema di quest’anno, Metamorfosi, tocca da vicino il mondo del commercio, del turismo e dei servizi: settori in cui la capacità di evolversi non è un concetto astratto, ma una dinamica quotidiana”, ha dichiarato Luciano Patelli, presidente di Confcommercio Bergamo, nel suo saluto istituzionale durante la presentazione del festival. Patelli ha ricordato come il mercato viva da tempo una trasformazione profonda, tra filiere che cambiano, abitudini d’acquisto in evoluzione e nuove sensibilità dei consumatori, mentre restano costanti la professionalità e la passione delle imprese del territorio. “Attraverso i percorsi di degustazione e le testimonianze che porteremo, daremo voce a un terziario che è tassello fondamentale della filiera agroalimentare, capace di unire produzione e consumo”, ha aggiunto, sottolineando come per Confcommercio Bergamo la partecipazione al Festival confermi che le imprese non sono spettatrici del cambiamento, ma attori responsabili capaci di far dialogare identità e innovazione.
Un modo, per Confcommercio Bergamo, di ribadire come il commercio non sia soltanto distribuzione, ma parte viva della cultura gastronomica che il Festival celebra: un dialogo tra produttori, botteghe ed esercenti che continua a crescere insieme a Food Film Fest, guardando fin dalle sue origini al legame profondo tra cibo, cinema e comunità.
Metamorfosi, il tema di quest’anno
“Tutto si trasforma, nulla perisce”, scriveva Ovidio raccontando il continuo mutare delle forme e della vita. Una suggestione che richiama il tema della XIIIa edizione di Food Film Fest: “Metamorfosi”. Una parola che accompagna il cambiamento come parte essenziale dell’esistenza: un processo naturale, culturale e umano che coinvolge il cibo, il cinema e le storie che arrivano da tutto il mondo. “Ho visto nascere Food Film Fest e crescere fino a diventare un appuntamento capace di intrecciare due elementi identitari di Bergamo: il cinema e la cultura gastronomica, riconosciuta dall’UNESCO. Il Festival usa il grande schermo come strumento di inclusione, consapevolezza ed educazione, avvicinando pubblici diversi ai temi del cibo, dello spreco e delle scelte quotidiane. L’accesso gratuito e i laboratori a chilometro zero rafforzano una proposta che unisce territorio e apertura internazionale, coinvolgendo anche chi incontra il Festival passeggiando in Città Alta”, ha sottolineato Sergio Gandi, Assessore alla Cultura del Comune di Bergamo.
Nel cibo la metamorfosi accade ogni giorno: un ingrediente muta forma, consistenza e sapore attraverso conoscenza, tecnica e creatività. Ma dietro ogni trasformazione si nasconde qualcosa di più profondo. Ogni piatto conserva il segno di incontri, culture, territori e generazioni, diventando uno specchio dell’evoluzione della società e un ponte tra memoria e futuro. “In agricoltura la metamorfosi è l’essenza stessa del lavoro: parte dalla terra, attraversa mani sapienti e unisce tradizione e innovazione. Oggi comprende anche il clima, la salute e il diritto a un cibo di qualità. Serve una metamorfosi dello sguardo, capace di vedere nell’agricoltura molto più della produzione: un legame tra chi coltiva, il territorio e le nostre tavole. Da qui nasce una responsabilità profonda per gli imprenditori agricoli”, ha dichiarato Erminia Comencini, direttore di Coldiretti Bergamo. Lo stesso accade nel cinema. Le immagini trasformano il reale in racconto, il vissuto in esperienza condivisa. Food Film Fest porta sul grande schermo comunità che evolvono, equilibri che cambiano e nuove possibilità che nascono, offrendo al pubblico prospettive diverse per leggere la complessità del presente. “Cibo e cinema hanno la capacità di parlare alle persone in modo diretto. Quando si incontrano, raccontano il lavoro, le tradizioni e la vita delle comunità, creando relazioni e rafforzando il legame con il territorio. Food Film Fest esprime così una dimensione sociale pienamente coerente con l’impegno della Fondazione”, ha affermato Giuseppe Maino, presidente di Fondazione BCC Milano. In un’epoca segnata da grandi mutamenti ambientali, sociali e produttivi, la metamorfosi è anche una responsabilità collettiva: la capacità di comprendere il cambiamento, accompagnarlo e immaginare nuove forme di futuro.
Dopo Visioni (2024), che ha invitato a osservare il presente, e Memoriae (2025), focalizzato sulle radici, sui ricordi e sulle eredità che ci definiscono, Metamorfosi rappresenta il momento del passaggio, il punto in cui ciò che è stato prende nuove forme e apre la strada a ciò che può diventare. “Food Film Fest incontra un pubblico eterogeneo, con tanti giovani capaci di fermarsi davanti allo schermo anche sotto la pioggia. Il suo carattere internazionale cresce attraverso film provenienti da tutto il mondo e partnership che si consolidano. Parlare di cibo significa parlare di politica, agricoltura, economia, paesaggio, salute, piacere e giustizia sociale: Metamorfosi racconta il passaggio che tutti stiamo vivendo”, ha spiegato Claudia Sartirani.
Il programma di quest’anno
Il viaggio nella XIIIa edizione prenderà vita attraverso quattro giornate di cinema, incontri, approfondimenti, degustazioni ed eventi speciali incentrati sulla cultura del cibo. Le opere in gara accompagneranno l’intero programma fino alla serata finale di sabato 22 agosto, quando si terranno le premiazioni e saranno proclamati i vincitori di questa edizione.
“Metamorfosi è la parola che meglio racconta questa edizione e, in fondo, l’idea che accompagna Food Film Fest fin dalla sua nascita. Il cibo nutre il corpo e l’anima, mentre il cinema alimenta la curiosità e ci permette di uscire da una sala con uno sguardo diverso, magari con una domanda in più. I 41 film in concorso attraversano terre vicine e lontane, prodotti, comunità e gesti quotidiani, mostrando quanto il cambiamento viva nelle persone, nei paesaggi e nelle storie. Anche gli incontri serali seguono questo filo, da Carlo Petrini a Totò, da Luigi Veronelli a Paolo Villaggio: figure che hanno trasformato il nostro modo di guardare il cibo, il cinema e la società”, ha affermato Luca Cavadini, direttore artistico dell’Associazione Culturale Art Maiora. Tra gli appuntamenti più attesi della prima serata quello con Enzo Iacchetti, uno dei volti più amati della televisione e dello spettacolo italiano, che sarà protagonista insieme a Icio De Romedis di un incontro dedicato al cortometraggio Oggi offro io. Un momento che unirà cinema e memorie personali, ripercorrendo la carriera del “battitore libero” della tv italiana per scoprire un’immagine più intima e inedita dell’artista. Un’occasione per portare sul palco anche il valore del progetto solidale promosso da Arca Onlus e Icio Onlus.
“L’incontro con Enzo Iacchetti e Icio De Romedis porterà il pubblico dal cinema a un tema sociale legato alla salute. Il cortometraggio diventerà l’occasione per raccontare il lavoro delle associazioni nella realizzazione di scuole e pozzi e il contributo del Festival alla costruzione di un pozzo in Kenya”, ha aggiunto Claudia Sartirani.
La giornata inaugurale renderà omaggio a Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e voce tra le più visionarie della cultura gastronomica contemporanea, scomparso quest’anno. Raoul Tiraboschi, coordinatore Food Policy Bergamo e Food Policy Advisor WFMC – Roma, ne ripercorrerà l’eredità: un pensiero pionieristico che ha restituito al cibo il suo profondo valore sociale, culturale e identitario.
“Il ricordo di Carlo Petrini attraversa questa edizione. Il suo pensiero continua a unire persone e territori in una rete globale di solidarietà, con un legame profondo anche con la terra bergamasca. I laboratori del gusto tradurranno questa eredità in un’esperienza sensoriale dedicata alla biodiversità e alla valorizzazione dei prodotti locali”, ha ricordato Enrico Radicchi, Slow Food Valli Orobiche Bassa Bergamasca.
Il tema di quest’anno prenderà forma con Totò. Metamorfosi di un principe, a cura di Luca Cavadini, direttore artistico di Food Film Fest. Aristocratico e popolano, affamato e signore, truffatore e poeta, maschera e uomo: Totò è il protagonista ideale di un racconto sul cambiamento, sui ruoli e sulle contraddizioni che hanno reso la sua comicità una forma irripetibile di libertà.
Nei giorni successivi, lo sguardo internazionale del Festival arriverà fino alla Bolivia, paese ospite di questa edizione, con due appuntamenti dedicati a Cochabamba, Città Creativa UNESCO per la Gastronomia e partner di Bergamo in un percorso di scambio culturale. Tra dialogo, cinema e degustazione a tema, il pubblico potrà entrare in contatto con tradizioni che raccontano il legame tra cibo e comunità.
“Bergamo ha vissuto una trasformazione profonda entrando nella rete internazionale delle Città Creative UNESCO. Il dialogo con Cochabamba apre nuove domande: come cambiano le tradizioni quando incontrano un altro territorio, quali radici conservano e quali sapori generano? La presenza di FAO Bolivia renderà il confronto ancora più ricco. Food Film Fest, già inserito tra le eccellenze della candidatura UNESCO, porta oggi questa esperienza nel mondo”, ha spiegato Claudio Cecchinelli, Focal Point del Servizio Cultura UNESCO – Bergamo Città Creativa UNESCO per la Gastronomia.
Il programma proseguirà con la presentazione di Indomite in cucina, insieme alle scrittrici Silvia Casini e Raffaella Fenoglio, che porteranno il pubblico nelle cucine di alcune grandi eroine del cinema e della letteratura. Da Hermione Granger a Katniss Everdeen e Lisbeth Salander, ricette e racconti saranno il punto di partenza per scoprire un lato nuovo di personaggi che hanno vissuto mondi fantastici, rivoluzioni e sfide personali, lasciando un segno nell’immaginario di generazioni diverse. Con Steve Della Casa il cinema tornerà a incontrare il cibo attraverso le sue scene più memorabili. Critico cinematografico, regista e divulgatore tra i più apprezzati in Italia, Della Casa accompagnerà il pubblico in una “grande abbuffata” di immagini, storie e personaggi, dal neorealismo alla commedia all’italiana, alla scoperta del gusto del cinema. La cultura gastronomica italiana troverà spazio in Metamorfosi del gusto. L’eredità di Luigi Veronelli, con Gigi Brozzoni, curatore della Guida Oro I Vini di Veronelli. Veronelli ha rivoluzionato il modo di leggere il cibo e il vino, riconoscendone il valore culturale, sociale e civile molto prima che diventassero fenomeno mediatico. Il suo lavoro ha dato voce ai produttori, ai territori e alle eccellenze italiane, contribuendo a costruire una nuova cultura della qualità e del gusto. La serata conclusiva porterà il pubblico nell’universo di Paolo Villaggio con Fantozzi solo contro tutti, spettacolo di Gianni Fantoni, per la regia di Massimo Navone. Un omaggio al ragionier Ugo Fantozzi e agli altri indimenticabili personaggi creati dall’attore genovese, genio del teatro e della comicità italiana.


