Settembre è cominciato e, puntuale come ogni anno, è tornato l’allarme sul “caro scuola”. Anche quest’anno la cifra che circola è 1.300 euro a studente. Lo stesso identico importo dei due anni precedenti. Un numero tondo, ripetuto tre volte di fila, che Federcartolai Confcommercio ha deciso di mettere alla prova dei fatti. L’associazione ha lanciato nei giorni scorsi una rilevazione su tutto il territorio nazionale, alla quale hanno già risposto centinaia di cartolai.
Il quadro che ne emerge è molto diverso da quello denunciato in questi giorni, voce per voce. Uno zaino base, non griffato, costa tra 40 e 50 euro nel 70% dei negozi; un astuccio a tre zip tra 19 e 29 euro, uno semplice tra 5 e 15 euro; un diario tra 16 e 25 euro; il set completo di quaderni e copertine tra 12 e 20 euro; una calcolatrice scientifica fino a 18 euro. Per la cancelleria completa si spendono fino a 14 euro. La voce più onerosa e variabile resta quella dei libri di testo, che in prima media possono arrivare fino a 350 euro. Per toccare quota 1.300 euro, osserva Federcartolai, bisognerebbe “ fare acquisti in boutique, non in cartoleria”. Sul tema interviene il presidente del Gruppo Librai e Cartolibrai Confcommercio Bergamo Cristian Botti, componente della Giunta nazionale Federcartolai, oltre che vicepresidente vicario Confcommercio Bergamo: “Noi come tutti i commercianti i conti li facciamo ogni giorno, non li inventiamo a tavolino a fine estate. Numeri gonfiati come quelli che circolano non sono un dettaglio: fanno un danno enorme a un settore fatto di negozi di prossimità, di persone che conoscono i loro clienti per nome e offrono un servizio che dura tutto l’anno, non solo a settembre per fare notizia. Va ricordato anche che la fornitura dei libri scolastici per le primarie, a carico dei Comuni, viene garantita solo dalle cartolerie, perché alla grande distribuzione non conviene: un servizio spesso gratuito, mai valorizzato. Lavoriamo da tempo insieme ad altri sindacati di categoria per una battaglia concreta, la detraibilità fiscale delle spese scolastiche, come già avviene per quelle mediche o sportive. E c’è già uno strumento che aiuta le famiglie e di cui nessuno parla: la Carta dello Studente, che dà diritto a uno sconto del 10% su tutta la cancelleria”.
I numeri del resto, raccontano un’altra scuola rispetto a quella degli allarmi in vista del suono delle prime campanelle: gli aumenti per il 2026/2027 si collocano tra il +2% e il +4% su cancelleria e materiale scolastico, e al +1,8% sui libri di testo. Cifre distanti da quelle che si leggono in questi giorni. Federcartolai proseguirà la raccolta dati su tutto il territorio nazionale e continuerà a essere presente sulla stampa nazionale e locale con i numeri alla mano, perché le famiglie meritano fatti, non titoli riciclati.


