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Treviglio, «i commercianti non investono nel rilancio» 

Treviglio cerca di scongiurare un Natale a luci desolatamente spente e punta a riaccendere lo spirito di squadra tra i commercianti, per tirare le somme di quattro anni di lavoro del distretto urbano del commercio, nato nel 2009 grazie al primo bando regionale. La querelle sulle luminarie, che ha spinto il sindaco Giuseppe Pezzoni a “minacciare” di cancellare dal bilancio i 7.500 euro di contributi concessi dall’amministrazione per realizzare gli eventi del mercoledì sera, ha aperto una vera spaccatura nel mondo del piccolo commercio all’ombra del campanile. Sono solo 18 le adesioni finora raccolte, circa il 10% di quelle attese, un numero talmente esiguo da spegnere assieme alle luci le speranze di un rinnovato spirito corporativo tra i commercianti, incapaci di mettersi d’accordo neppure di fronte all’Avvento e al Natale.
Eppure le iniziative del distretto hanno dato risultati positivi, con un tangibile incremento delle vendite e della frequentazione delle vie del centro in concomitanza con gli appuntamenti organizzati: «Gli eventi appena conclusi dei mercoledì sera hanno avuto un successo mai riscontrato negli anni precedenti. È la dimostrazione più evidente dell’importanza del fare rete: quando si lavora insieme i risultati non mancano», sottolinea Max Vavassori, presidente dell’associazione Botteghe di Treviglio, che allarga le braccia di fronte al disinteresse e alla scarsa partecipazione dei commercianti. «Da sempre a Natale le vetrine e le vie si trasformano e anche i commercianti di Treviglio devono fare qualcosa. Di fronte all’immobilismo e alla scarsa partecipazione la Giunta ha minacciato di cancellare i contributi ad ogni iniziativa futura – ricorda il presidente delle Botteghe -. È avvilente vedere che solo pochi commercianti mettono in conto spesa 150 euro. Ho invitato a considerare che una spesa di nemmeno 3 euro al giorno, visto che l’accensione delle luminarie dura 45 giorni, è poca cosa se si considera di guadagnare anche solo 7 o 8 euro al giorno e sfido qualsiasi attività a non avere questi margini risicati. Nessuno nega che le difficoltà siano innumerevoli e che le tasse e gli aumenti siano insostenibili, ma 150 euro non bastano nemmeno per illuminare in modo degno il proprio negozio».
La scarsa partecipazione da parte dei commercianti si è resa evidente in occasione dell’ultima assemblea del distretto. «Se chi è coinvolto nel distretto non crede in prima persona nel vivacizzare le vie, chi ci deve credere? Bisognerebbe arrivare alla formalizzazione di una vera e propria tassa di scopo – continua Vavassori -. Se in un centro commerciale si organizza un’iniziativa ogni attività vi deve prender parte senza “se” e senza “ma”. La stessa cosa dovrebbe accadere con il distretto del commercio. È un peccato non avere la maturità e la volontà di darsi un’organizzazione da sé». La cifra richiesta è irrisoria, ma in ballo ci sono valori molto più grandi e preziosi, dallo spirito corporativo alla volontà di dare un segno alla città in un periodo di grande attesa come il Natale: «Non è possibile arrivare ogni anno alla rottura della cuffia per 50 centesimi al giorno – incalza -. I primi due anni dalla costituzione del distretto sono stati contraddistinti dall’entusiasmo e dal coraggio, ora perfino il contributo per illuminare a dovere la città sotto le feste sembra un balzello insopportabile. Urge un cambio di mentalità: bisogna fare rete per cercare di stimolare i consumi e riportare la gente nelle vie del centro. I commercianti non possono pensare che basti avere un negozio in centro per garantirsi una clientela affezionata». Se a Treviglio ognuno desse il proprio contributo basterebbe versare 70 euro per illuminare a festa il centro.
«La delusione più grande è vedere che gli sforzi non vengono ripagati. Sono stati spediti 250 inviti all’ultima riunione e sono stati contattati di vetrina in vetrina ben 150 commercianti, ma all’ultima assemblea hanno preso parte solo 18 imprenditori – rileva Gabriele Anghinoni, dell’angolo Verde, dal 1983 associato alle Botteghe, di cui è componente del consiglio -. Non si può andare avanti ad organizzare incontri ed eventi se le sale rimangono desolatamente vuote. Il contributo di tutti è importante, non è possibile che tutti facciano sentire la propria voce solo per lamentarsi quando non fanno nulla per cambiare le cose». La partecipazione alle iniziative del distretto arriva perfino da chi quattro anni fa ha scelto di non farne parte: «Il vero problema, spiace dirlo, sono i commercianti che criticano ogni iniziativa che viene fatta senza fare nulla. Pensano che il cliente entri nei loro negozi per volontà divina e anziché darsi da fare per tenerli stretti, criticano ogni iniziativa che invita frequentatori e cittadini a passeggiare sul territorio – sottolinea Luca Carioli, vicepresidente fino all’ultimo mandato delle Botteghe del Centro, titolare del negozio di calzature Kammi, che ha scelto di aderire alle iniziative del distretto senza farne parte -. Le luminarie sono solo la punta dell’iceberg, il problema prima di tutto è culturale. Rifiutando ogni evoluzione e cambiamento non si può combattere la crisi. Il distretto rappresenta la soluzione, ma non può funzionare se la base non ci mette del suo. Le associazioni stanno facendo un lavoro straordinario, ma ad un progetto fatto di sinergie e di impegno manca la convinzione della base».
Il presidente del distretto Roberto Ghidotti, che ha tenuto a battesimo i progetti di rivitalizzazione dei centri storici in città e provincia in rappresentanza dell’Ascom, richiama i commercianti alle “armi” per vincere la concorrenza con gli altri poli commerciali: «Non è possibile che un’iniziativa storica come l’illuminazione delle vie sotto Natale trovi i commercianti indifferenti, né è bene che molti vadano a rimorchio di tanti. Ognuno deve fare la sua parte. Le iniziative organizzate con gli sforzi e il contributo di molti, come le serate del mercoledì, hanno dato importanti riscontri, segno che quando si lavora per lo stesso obiettivo i risultati positivi non mancano». Per salvare il Natale e lasciarsi alle spalle questo momento di crisi per il distretto, bisogna attendere la fine del mese, termine ultimo per accendere assieme alle luci la speranza di un futuro luminoso per il distretto.