Restauro della Torre dei Caduti / Zanetti: “Ecco perché è importante avere una banca con sede a Bergamo”

Restauro della Torre dei Caduti / Zanetti: “Ecco perché è importante avere una banca con sede a Bergamo”

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Lo scorso 24 maggio, nel giorno del centenario dell’ingresso dell’Italia nella Grande Guerra, la Torre dei Caduti, monumento simbolo del centro di Bergamo Bassa, ha riaperto per la prima volta al pubblico, dopo un restauro conservativo e la realizzazione all’interno di un percorso di storia, cultura e paesaggio che, incrociando immagini, suoni, oggetti, memoria e attualità, trasforma la Torre in un “osservatorio” permanente sulla storia, la socialità, l’evoluzione urbana della città.

Oltre 2mila i bergamaschi che si sono messi in coda per entrare nel monumento, salire i 6 piani e i 188 gradini fino alla terrazza panoramica per godere di un’inedita e affascinante veduta di Bergamo.

Il progetto, promosso e realizzato da Comune di Bergamo e Fondazione Bergamo nella storia onlus, con il sostegno della Fondazione Banca Popolare di Bergamo onlus e dalla Banca Popolare di Bergamo, ha previsto in primo luogo un intervento conservativo globale del monumento, che ha riguardato gli ambienti interni, il terrazzo panoramico, l’antico meccanismo dell’orologio, la valorizzazione del sacrario dei caduti e la realizzazione di un nuovo impianto di illuminazione a Led, che in parte resterà acceso anche di notte, a sottolineare come la Torre sia segno visibile del cuore vivo e pulsante della città.

“Vorrei sottolineare – dichiara Emilio Zanetti, presidente della Fondazione Banca Popolare di Bergamo Onlus – quanto sia importante avere una banca con sede a Bergamo e che da statuto vincoli una quota dell’utile netto per finalità sociali, culturali, artistiche, umanitarie, nonché una Fondazione, istituita nel 1991, che è diventata il braccio operativo della Banca stessa. Le finalità che la Fondazione BPB Onlus persegue sono la salvaguardia, la promozione e la valorizzazione della cultura, dell’arte e della storia locale nonché per tutti gli interventi con finalità benefiche e sociali e l’iniziativa del restauro della Torre dei Caduti ben si colloca in questo contesto”.

Per Giorgio Frigeri, che della Popolare è presidente, “la restituzione alla cittadinanza della Torre dei Caduti restaurata e valorizzata rientra nelle iniziative coraggiose e di grande respiro che si inseriscono nella volontà ricorrente e costante del nostro Istituto di raccogliere le istanze delle Istituzioni e delle Amministrazioni del territorio. Ne sono esempi concreti e recenti, il determinante sostegno all’opera di ristrutturazione e ammodernamento del Teatro Donizetti e l’evento Expogelato 2015, che rappresenta una ventata di novità ed innovazione a sostegno della filiera produttiva bergamasca del gelato, mettendo a disposizione il Chiostro di Santa Marta, autentico gioiello di architettura rinascimentale”.

Il monumento è stato restaurato su progetto di Studio Architecno, l’allestimento interno è pensato da Trussardi design, mentre il percorso espositivo è curato dallo staff della Fondazione Bergamo nella storia (Adriana Bortolotti con Silvana Agazzi, Lia Corna e Luna Riva), con la consulenza scientifica di Paolo Mazzariol, Lorenzo Pezzica, Monica Resmini. La Torre, da sempre elemento di riconoscimento del centro cittadino, nel progetto originale di Marcello Piacentini aveva solo funzione decorativa, ma durante i lavori di realizzazione del nuovo centro vive una radicale risignificazione: nel 1921, in relazione al conflitto appena concluso – che aveva fortemente segnato la città dal punto di vista delle risorse economiche e industriali, dell’uso di edifici pubblici e privati, della mobilitazione per l’assistenza e dei lutti famigliari – diviene monumento commemorativo ai caduti. Sin dalla inaugurazione, avvenuta il 27 ottobre 1924, nella percezione collettiva la Torre dei caduti è stata luogo di commemorazione, punto di riferimento per cerimonie e manifestazioni, elemento saliente di un’area vitale e moderna, in sostanza un protagonista e un testimone delle vicende politiche e sociali della città nel Novecento.

Oggi la Torre è visitabile e si arricchisce di nuovi significati, diventando “osservatorio” privilegiato per riflettere e interrogarsi sul presente e futuro della città, oltre ad essere un punto esclusivo per ammirare il paesaggio urbano. La Torre dei Caduti non è più dunque monumento silenzioso e inaccessibile, ma accoglie il pubblico per avvolgerlo di suggestioni.

L’itinerario prende il via dalla sala del Sacrario, con lapidi in marmo nero sulle quali sono incisi in oro i nomi di quasi mille caduti della città nella prima guerra mondiale. Il secondo piano rilegge le vicende de “La costruzione della Torre e la città nella Grande guerra”: lo spostamento del centro politico, amministrativo, finanziario e sociale di Bergamo dal colle all’abitato al piano, la vittoria del progetto “Panorama” di Marcello Piacentini e Giuseppe Quaroni al concorso indetto nel 1907 dal Comune per la «sistemazione edilizia dell’edificio della Fiera», le emergenze imposte dal conflitto negli anni 1915-1918, le modifiche di fisionomia e funzioni della Torre con la dedicazione alla memoria dei caduti e l’inaugurazione del 1924. Il terzo piano della Torre racconta “L’uso pubblico degli spazi del nuovo centro cittadino”, da subito proposto e percepito come emblema di modernità e attrattiva turistica, scelto dalle autorità del Fascismo per raduni e cerimonie in cui la Torre dei caduti era luogo sacro della memoria bellica e balcone da cui arringare la folla. Al quarto piano della Torre vengono esplorate, attraverso oggetti, fotografie e video, le “Forme di socialità nel nuovo centro cittadino”, palcoscenico di un’ intensa vita sociale: giovani e adulti, bergamaschi e turisti vi trascorrono le ore del tempo libero, passeggiando tra cinema, teatri, bar, ristoranti e chiacchiere all’aperto.

Si arriva al quinto piano, dove si può ammirare il grande e antico meccanismo dell’Orologio della Torre (192 cm di altezza, 155 cm di larghezza, 40 cm. di profondità), una “macchina del tempo” che – oggi superata dalla regolazione elettronica – torna a funzionare a fini didattici, consentendo ai visitatori di capire come operavano i suoi ingegnosi meccanismi, tra i quali la carica dei pesi automatica e gli alberi del movimento montati su cuscinetti a sfere. Il percorso sfocia infine sulla terrazza panoramica della Torre.

 

 

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