“Natta”, nuovi laboratori di chimica 
grazie al supporto di Sestini

“Natta”, nuovi laboratori di chimica grazie al supporto di Sestini

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Sono trascorsi sessant’anni ormai da quando i primi studenti del Natta di Bergamo iniziarono a dar vita ai loro timidi esperimenti nei laboratori dell’istituto, affascinati dall’alchimia di formule e provette. Ma oggi di quei vecchi banconi in amianto e dell’arredamento vetusto di quelle stanze resta soltanto un lontano ricordo. Già, perché grazie a una sinergia nata con l’imprenditoria bergamasca la storica scuola – che offre indirizzi in chimica, materiali e biotecnologie – negli ultimi tempi è riuscita ad ammodernare le sue strutture, offrendo strumenti all’avanguardia. E così il nuovo anno scolastico è iniziato sotto i migliori auspici per gli allievi dell’Isis che potranno ora svolgere i loro esperimenti in un ambiente completamente sicuro e rinnovato. La scorsa settimana è stato infatti inaugurato il nuovo dipartimento di analisi chimica. Il merito va al generoso apporto economico elargito dal Comitato per gli Istituti Paleocapa e Natta, presieduto da Roberto Sestini, che da tempo contribuisce al potenziamento e al rinnovamento delle dotazioni strumentali, didattico-scientifiche e di sicurezza degli ambienti di studio e di lavoro. Questa è la seconda tappa di un progetto ambizioso suddiviso in tre fasi che la dirigenza scolastica del Natta aveva iniziato a portare avanti tra il 2011e il 2012. Il notevole incremento del numero di allievi e la necessità di implementare i nuovi percorsi didattici previsti dalla recente riforma, aveva infatti sollevato la necessità di migliorare gli aspetti legati alla sicurezza, alla fruibilità e alla funzionalità dei laboratori. La priorità era ricaduta sull’ammodernamento delle aree di analisi chimica delle classi quarte e quinte (ala Paleocapa) realizzati tra gli anni ’50 e ’60 e, di conseguenza, ormai obsoleti e inadeguati. Nell’estate del 2013 l’istituto si era posto come primo obiettivo la sistemazione del laboratorio analisi delle quinte, al primo piano, con la sostituzione dei banconi, degli arredi tecnici e il potenziamento dei sistemi di aspirazione per la riduzione del rischio chimico. 
La seconda fase del piano di restyling del laboratorio di analisi chimica delle classi terze e quarte, realizzato in questi mesi e che ha visto la luce la scorsa settimana, ha richiesto una spesa complessiva di 76mila euro, di cui 16mila per lo smaltimento dell’amianto. Sono stati infatti rimossi e bonificati i vecchi arredi e tutti i manufatti contenenti questo materiale. Al primo piano è stato creato il dipartimento dei laboratori di analisi chimica del triennio superiore con spostamento in tali spazi delle attività didattiche di laboratorio delle classi terze. Grazie all’abbattimento di un muretto perimetrale è stato possibile realizzare uno spazio laboratoriale multifunzionale con open space che consente di effettuare attività didattiche, anche teoriche, nell’ambito delle discipline bio-microbiologiche e biotecnologiche, che coinvolgono sia l’indirizzo tecnico che quello liceale. Ci sono poi due spogliatoi separati dedicati ai laboratori bio-microbiologici per garantire una corretta applicazione delle misure di prevenzione dal rischio biologico.
E per il futuro sono in serbo altre novità. Nel corso dell’anno scolastico 2014/2015 verrà effettuato uno studio preliminare sullo stato dell’arte dei laboratori e le eventuali criticità residue per procedere poi all’adeguamento della parte didattica e strumentale e dei sistemi di aspirazione. “In questa proficua sinergia con l’imprenditoria bergamasca – ha detto Maria Amodeo, dirigente scolastica dell’Isis Giulio Natta – prende spunto anche la scelta d’intitolazione del nostro auditorium al professor Quirino Sestini, docente del primo corso chimico, che insieme al figlio Bernardo Sestini, ha realizzato un sogno imprenditoriale che è ancora un faro per l’industria chimica bergamasca: la SIAD spa. Tale legame si è consolidato nelle generazioni a venire grazie all’attenzione  dell’azienda verso il Natta e al continuo sostegno di Roberto Sestini, attuale presidente della SIAD, nipote del professor Quirino e figlio del dottor Bernardo. Le iniziative all’insegna del cambiamento intraprese in questi  anni, fondate sulle competenze dei docenti e dei tecnici che vi lavorano e sul responsabile utilizzo delle risorse pubbliche e private del territorio, rappresentano un progetto di scuola ambizioso che fornisce agli studenti concreti strumenti  per affrontare la difficile situazione economica e sociale del Paese e li aiuta a confrontarsi con le sfide del nostro tempo”.
La Fondazione Sestini è stata creata nel 1987, in occasione del 60esimo anniversario della nascita di SIAD. Negli anni questa istituzione si è dedicata all’organizzazione di manifestazioni culturali, al sostegno del mondo medico-scientifico, alla pubblicazione di materiale di studio e di divulgazione tecnico-scientifica e professionale, a corsi per tecnici e laureati e alla creazione di borse di studio.  
E all’inaugurazione della scorsa settimana non poteva certo mancare Roberto Sestini che da giovane studiò proprio in quei laboratori, seguendo le orme di suo padre Bernardo e suo nonno Quirino. Quel felice connubio tra volumetrie e luce che ancora oggi caratterizza le stanze adibite agli esperimenti chimici del Natta ebbe origine sessant’anni fa, grazie a un suo viaggio all’estero: “Io all’epoca ero giovane, facevo solo da autista – racconta Sestini -.– Era il 1954 e ricordo che io, mio padre, il preside e alcuni docenti dell’istituto Paleocapa andammo a visitare gli istituti tecnici e industriali e tessili di Germania e Francia per prendere spunto dai loro laboratori. Tornati dal viaggio, il preside del Paleocapa, il professor Guaitani, che era un uomo decisamente tosto, riuscì a portare avanti la sua idea e a farsi dare dal Ministero il denaro di cui aveva bisogno per far costruire un nuovo istituto che continua ancora oggi a forgiare studenti validi grazie ad attrezzature all’avanguardia. L’inaugurazione del nuovo laboratorio di analisi chimica del Natta rappresenta una componente importantissima per la formazione dei ragazzi e dimostra che finalmente la collaborazione tra il mondo imprenditoriale e il mondo della scuola sta tornando a rivestire un ruolo fondamentale”.

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