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La Fipe: “Il wi-fi libero un’occasione per il turismo

Il protocollo sottoscritto “Expo 2015 spa” e dalle organizzazioni sindacali  disciplina le modalità di assunzione e di impiego del personale durante l'esposizione universale. In particolare sono state concordate forme di flessibilità applicabili in riferimento all'apprendistato, al contratto a tempo determinato e allo stage.
“L’accordo  – afferma il presidente della Federazione Italiana Pubblici esercizi (Fipe), Lino Enrico Stoppani – segna un passo positivo verso l'idea che  all’emergenza occupazionale e di crescita che vive il Paese si possa rispondere con lo strumento della contrattazione in grado di conciliare contratti, diritti dei lavoratori ed esigenze delle imprese”.
L’intesa, che si limita a regolare più flessibilmente solo ottocento posti di lavoro, rappresenta un laboratorio per il Paese e un volano per la nostra economia. “Le previsioni di Unioncamere sui fabbisogni occupazionali per il 2013 sui dati Excelsior ci ricordano – continua il presidente Stoppani – che è l’Italia intera, ed in particolare il settore del Turismo e dei pubblici esercizi, ad avere bisogno di regole semplici, snelle e certe dei rapporti di lavoro, in modo che sia incoraggiata diffusamente la propensione ad intraprendere e ad assumere.
“Il progetto pilota milanese – puntualizza il presidente della Fipe – deve diventare modello da replicare in ambito nazionale, non solo per i Grandi Eventi, ma per tutto l'indotto dell'Esposizione universale al fine di rilanciare il settore del Turismo e per creare opportunità di occupazione e di reddito per decine di migliaia di lavoratori”.
La federazione aderente a Confcommercio accoglie con soddisfazione anche la liberalizzazione del wi-fi operata dal Governo, che ha respinto i tentativi di tornare ad una situazione di stretto controllo della rete, peraltro già superata dal 2011 con la modifica del Decreto Pisanu. “Questa disposizione conferma quanto sempre sostenuto dalla Fipe – ha dichiarato Stoppani – sulla necessità di consentire il libero accesso alla rete anche nei pubblici esercizi italiani. E’ una misura che, da un lato, diminuisce i costi per le imprese non più tenute ad effettuare registrazione degli utenti e, dall’altro, eleva la qualità dell’offerta turistica italiana consentendo a chiunque di sedersi in un bar e mettersi in contatto con il mondo, come avviene da tempo nella maggior parte dei Paesi. I pubblici esercizi sapranno fare la loro parte offrendo in modo capillare i collegamenti wi-fi e creando una rete diffusa su tutto il territorio”.