Claudia Gambirasio, da Villongo alla costa spagnola  per sfidare a Gandia i migliori cocineros di fideuà

Claudia Gambirasio, da Villongo alla costa spagnola per sfidare a Gandia i migliori cocineros di fideuà

image_pdfEsporta in PDFimage_printStampa
Karlos Escoto e Claudia Gambirasio

A sfidare i migliori cocineros di fideuà è stata una chef bergamasca. Claudia Gambirasio, 31 anni, cuoca del ristorante Cadei di Villongo, è volata in Spagna per rappresentare l’Italia nell’edizione numero 44 del Concorso gastronomico internazionale organizzato da Cesar Garcia. La manifestazione folcloristica si è svolta oggi, martedì 5 giugno, a Gandia, cittadina di mare a sud di Valencia. Gli sfidanti erano 37, in gran parte della comunità valenciana. Claudia non ha vinto, ma ha dato il meglio di sé. “E’ stata un’esperienza entusiasmante, all’inizio è salita l’adrenalina, poi me ne sono dimenticata, come fosse uno show cooking qualsiasi – commenta, davanti alla paellera a due manici -. Avevo studiato il piatto, so che la pasta va cucinata nell’acqua salmastra e che avevo a disposizione la miglior materia prima: in mezz’ora di tempo ho fatto del mio meglio, ma la concorrenza era agguerrita”. Il piatto tipico della tradizione catalana è una variazione della paella: il riso è sostituito da una pasta sottile spezzata simile agli spaghetti, chiamati fideos, che si aggiunge a pesce fresco, come scorfano, cozze, vongole, gamberi e seppie, con pomodori e peperoni, rosmarino, scalogno e zafferano. L’aspetto è una festa di colori. A dare un giudizio è stato anche Francesco Tresoldi, pittore esperto di gastronomia, di Caravaggio, che fa parte della delegazione italiana. Secondo una leggenda la fideuà è stata creata nel 1915 dal cuoco di bordo Joan Batiste Pascual, originario di Safor, meglio conosciuto come Zabalo, per frenare l’ingordigia del suo capitano, talmente ghiotto di paella da lasciarne ben poca ai suoi marinai.
La miglior fideuà è stata quella preparata dal ristorante Miguel Y Juani di Valencia. Il secondo posto è andato al giapponese Ginza Vidrio di Tokyo; valenciano anche l’ultimo gradino del podio con la ricetta de La Granja. 
A creare un ponte tra la tradizione culinaria bergamasca e quella spagnola era stato il papà di Claudia, Roberto, vincitore del Cucchiaio d’oro, che ha gestito il ristorante Cadei dal 1994, scomparso nel 2013. Schivo di carattere, era aperto alle novità e, dopo i viaggi organizzati da Pino Capozzi, allora presidente dei ristoratori Ascom, aveva creato un gemellaggio con il ristorante La cuina de Karlos Escoto, tra i migliori del posto, che ha aiutato la chef bergamasca. Quattro anni fa è stata la signora Tarcisia, mamma di Claudia, a gareggiare. “A mio papà devo tutto, mi ha insegnato da bambina partendo dai compiti più elementari come caricare la lavastoviglie per imparare l’ordine e che tutto ha un suo posto, poi a pulire e a tagliare le verdure fresche e cotte, dopo sono passata alle zuppe – racconta Claudia -. Oggi amo sperimentare, la lonza per esempio non la cucino arrosto, ma con un sugo di latte e birra. Però guai a toccare la fideuà, la tradizione non si cambia”.

image_pdfEsporta in PDFimage_printStampa