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Decreto Riaperture, dal Governo ci aspettiamo un vero “cambio di passo“ negli scritti prima ancora che negli orali

In Europa è tempo di pagelle per il nuovo Governo Draghi. Le agenzie di rating internazionali valuteranno il nostro Esecutivo alla luce delle politiche sullo scostamento di bilancio, deficit e Recovery fund. Per noi, e per quanto ci interessa, il giudizio è oggi negativo. È da bocciatura perché il modus operandi del Governo non è cambiato rispetto al precedente.

In primis, pensiamo che i provvedimenti, anche quando nascono dalla mediazione politica, devono essere sensati, altrimenti è meglio lasciar perdere e cercare nuovi equilibri di mediazione. La discussione sull’ “apro o chiudo in area bianca o gialla”, ne è un esempio. Deleteria è anche la decisione di consentire l’apertura dei ristoranti e dei bar solo all’aperto. Ad aprile? Ma non scherziamo! Meglio sarebbe stato allungare di due settimane il sacrificio per poi riaprire all’interno a pranzo e a cena.

Ma non è solo il termine dello scontro ad essere sbagliato. Continua ad essere seguita la strada sbagliata dell’asporto e del delivery, favorendo assembramenti in strada e nelle abitazioni private, anziché far accomodare le persone in luoghi definiti e facilmente controllabili.

Inoltre, come è possibile anticipare con conferenze stampa il contenuto di provvedimenti che impattano sulla vita e sul portafoglio di tanta gente, titolari e dipendenti di imprese della ristorazione e dei pubblici esercizi, senza fornire prima un testo del decreto e le sue specifiche? Forse si ignora che qualcuno sarà chiamato in queste ore a rispondere a tante brave persone che, per cercare di impostare il loro lavoro, devono capire se e come potranno lavorare nei prossimi giorni, fare rifornimento, richiamare i dipendenti dalla cassa Integrazione ecc. ecc. Non sarà solo una bocciatura per il comportamento del Governo ma anche per il rendimento.

Come può pensare di costringere la ristorazione a lavorare all’aperto nel mese di maggio e al chiuso per l’intero mese di giugno e luglio, senza pensare di distruggere decine di migliaia di imprese e centinaia di migliaia di posti di lavoro. Senza dimenticare lo strazio delle palestre e degli altri centri sportivi, dei parchi divertimenti costretti ad altri mesi di forzata chiusura. Senza pensare alle sorti dei centri commerciali, dei negozi presenti al loro interno, in cui il ricambio d’aria è assoluto e nei quali gli accessi possono essere tranquillamente contingentati. Come pensa questo Esecutivo di salvare la stagione turistica che parte già zoppa e che potrebbe decretare la fine della ricettività italiana?

Si tratta della vita e della morte economica di molte persone. Eppure quando il reddito è garantito sono tutti strenui difensori della priorità della salute pubblica. Perché il Governo non pensa ad una trattenuta della metà dello stipendio di chi l’ha garantito per darlo a chi è in difficoltà? Vedremo quanti tra i difensori e i consiglieri del Governo – così abili, come il suo Ministro della Sanità, a fronteggiare la pandemia con i sacrifici degli altri – ci sarebbero ancora in giro.

Caro Presidente Draghi siamo a fine aprile, c’è ancora tempo per rimediare, per essere promosso, o per andare almeno a settembre. Ci aspettiamo un vero “cambio di passo“ negli scritti prima ancora che negli orali.