Bergamo, l’industria torna a crescere trainata dall’export. Commercio ancora in sofferenza

Bergamo, l’industria torna a crescere trainata dall’export. Commercio ancora in sofferenza

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cinese-shoppingLa produzione industriale di Bergamo cresce nel secondo trimestre dell’anno sia su base trimestrale (+0,7%) che nel confronto tendenziale (+2,4%). Il risultato del campione provinciale è allineato alla dinamica media dell’intera Lombardia (+0,8% nel trimestre, +2,2% sull’anno). La tenuta della fase di ripresa è confermata dall’aumento della quota di aziende in crescita rispetto a quelle in contrazione con un saldo positivo che supera i 20 punti percentuali. La crescita della produzione è molto marcata nelle imprese di maggiore dimensione ma comunque positiva in tutte le classi dimensionali. Il fatturato cresce del +1% nel trimestre e del +4% sull’ anno, con variazioni più brillanti per le vendite sui mercati esteri rispetto a quello nazionale. La quota dell’export sul fatturato totale raggiunge il massimo livello (41,5%) nella serie storica provinciale. Gli ordinativi sono in crescita nel trimestre ma, nel confronto tendenziale, al balzo di quelli dall’estero si contrappone una lieve flessione degli ordini interni. Sul versante occupazionale la variazione a saldo nel secondo trimestre dell’anno è positiva e in crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, e questo nonostante la riduzione degli incentivi fiscali alle assunzioni. Le previsioni delle imprese industriali per il prossimo trimestre restano sostanzialmente invariate e improntate all’ottimismo per quanto riguarda la produzione. Si delineano segni di peggioramento nelle attese su domanda interna e occupazione, che scivolano in territorio negativo, e di indebolimento della domanda estera. Va ricordato che l’indagine fa riferimento ai dati a consuntivo del trimestre aprile-giugno, ma è stata effettuata nelle prime settimane di luglio, nel pieno dell’incertezza sulla reazione dei mercati e delle istituzioni europee alla Brexit. L’artigianato manifatturiero registra una dinamica positiva analoga a quella dell’industria per quanto riguarda la produzione su base trimestrale (+0,7%) e annuale (+2,9%) e una crescita del fatturato. Gli addetti risultano invece in riduzione nel trimestre. 4 Segnali negativi vengono dal commercio al dettaglio con volumi d’affari in calo sia in Lombardia che a Bergamo. A Bergamo il volume d’affari dell’intero commercio al dettaglio scende su base annua del -1,7%, con una diminuzione delle vendite sia nel settore alimentare (-2,1%) che in quello non alimentare (-2,6%). Anche nel commercio non specializzato, che comprende la grande distribuzione, il giro d’affari è in flessione (-0,8%). L’andamento trova conferme in informazioni di altra fonte (IRI – Information Resources) secondo la quale volumi e valori delle vendite di prodotti del largo consumo confezionato in ipermercati e supermercati sono in calo tendenziale a Bergamo nel secondo trimestre dell’anno (e da tre trimestri consecutivi). Nel campione dell’indagine congiunturale, le imprese commerciali di Bergamo che segnalano una riduzione delle vendite prevalgono su quelle in ripresa con un saldo negativo consistente. Sostanzialmente invariata la dinamica del giro d’affari dei servizi a Bergamo, sia su base congiunturale che annuale, mentre l’andamento medio regionale è più marcatamente positivo, secondo una tendenza in corso da tempo e in accelerazione dal 2015. Le vendite a Bergamo crescono nel commercio all’ingrosso e nei servizi di alberghi e ristoranti e diminuiscono nei servizi alle persone e alle imprese. L’occupazione risulta in crescita nel trimestre, stagionalmente favorevole alle assunzioni, sia nel commercio che nei servizi. Infine, nelle costruzioni si segnala un calo del volume d’affari a livello regionale (-3,9% su base annua).

Il commercio al dettaglio

Il volume d’affari nel secondo trimestre dell’anno è in calo su base annua sia a Bergamo (-1,7%) che in Lombardia (-0,3%). La variazione destagionalizzata nel trimestre è negativa sia a Bergamo (-1,1% ) che in Lombardia (-0,6%) Le vendite nel settore alimentare tradizionale calano su base annua del -2,1% a Bergamo e del -0,9% in Lombardia. Nel non alimentare flessione del -2,6% a Bergamo e lieve aumento dello 0,4% in Lombardia. Il giro d’affari nel commercio al dettaglio non specializzato – che comprende anche, ma con insufficiente copertura campionaria, esercizi della grande o media distribuzione – è in calo a Bergamo (-0,8%) e in Lombardia (-1,1%). Il saldo percentuale tra variazioni di aumento e diminuzione su base annua delle vendite totali è negativo sia a Bergamo (-16,7 contro lo scorso +5,6) che in Lombardia (-11,8 contro il +4,4). In particolare, a Bergamo si osserva una netta riduzione (al 16,7%) delle imprese in espansione e un altrettanto netto aumento di quelle in fase di forte contrazione delle vendite, pari a un terzo del campione. I prezzi sono in aumento nel trimestre tanto in provincia (+0,5%) che nella media regionale (+0,8%). Gli addetti del commercio nel secondo trimestre del 2016, aumentano a Bergamo (+1% a saldo di un tasso d’ingresso del 3,2% e di un tasso di uscita del 2,2%) e del +0,7% in Lombardia. L’indice dell’occupazione, fatto 100 il livello medio del 2007, è a Bergamo a quota 88,6, mentre in Lombardia è al 93,8. Per quanto riguarda le prospettive per il trimestre successivo, il saldo tra segnalazioni di segno opposto registra un peggioramento e una prevalenza di attese negative sull’andamento di volume d’affari e occupazione.

I servizi

Il volume d’affari nell’insieme dei servizi indagati è invariato su base annua a Bergamo e in aumento in Lombardia (+1,4%). La variazione congiunturale, destagionalizzata, è positiva a Bergamo (+0,2%) e in Lombardia (+1%). L’indice di Bergamo (a quota 79,3 fatto 100 il livello del 2007) è lontano dal livello medio regionale (a quota 86,3) e, a differenza di quest’ultimo, non ha ancora recuperato la quota raggiunta nel corso del 2013. Per quanto riguarda i comparti dei servizi, la variazione tendenziale grezza del volume d’affari è del +1,5 % nel commercio all’ingrosso (in Lombardia: +2,8%), del – 2,7% per alberghi e ristoranti (in Lombardia: +3,4%), -0,7% nei servizi alle persone (in Lombardia: -0,1%) e -1,2% nei servizi alle imprese (+0,6% in Lombardia). I prezzi dei servizi risultano sostanzialmente stazionari nel trimestre a Bergamo (-0,1%) e in lieve risalita in Lombardia (+0,2%). L’occupazione nel complesso dei servizi è in aumento a Bergamo (+0,5%) a saldo di un tasso d’ingresso del 2,9 e di uscita del 2,4; in crescita ancor più marcata (+1,5%) in Lombardia. Le prospettive per il volume d’affari e l’occupazione nel trimestre successivo formulate dalle imprese di servizi di Bergamo sono in lieve ripiegamento ma con una ancora netta prevalenza di attese positive.

 

 

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