Ecco come spendono le famiglie bergamasche

I Bergamaschi non si sbottonano di fronte ai piccoli segni di ripresa che l’economia sta dando. Continuano a tenere sott’occhio il bilancio e anche nel 2016 (pur se in misura minore rispetto al 2015) la parola d’ordine sarà “attenzione agli sprechi”. È quanto emerge dalla recente indagine “Famiglie e Fiducia” della Camera di Commercio di Monza e Brianza.

Se la maggior parte non cambierà la composizione del proprio paniere (il 79% afferma che continuerà ad acquistare i prodotti abituali, mentre il 12% si orienterà più volentieri sui prodotti in promozione, il 5% sui marchi di catena e il 4% sul primo prezzo, a scapito dei prodotti di marca), in una famiglia su due (55%) aumenterà l’attenzione agli sprechi, soprattutto alimentari. Per risparmiare i Bergamaschi hanno anche ridotto le uscite a cena, in pizzeria e le colazioni al bar (41%), trascorrendo il proprio tempo libero con più frequenza in casa o da amici e parenti (17%). Anche il risparmio sulle bollette non viene sottovalutato, con il 37% degli intervistati che si dice più attento ai consumi di luce, riscaldamento e telefono. Sulla stessa scia la scelta di ricorrere più spesso alle riparazioni di vestiti, elettrodomestici e mobili piuttosto che sostituirli, atteggiamento nel quale Bergamo è regina tra le province lombarde, con una percentuale del 16%, rispetto alla media del 9. Ciò che non è cambiato è l’uso dell’automobile. Solo il 5% lo ha ridotto (la media regionale è del 6%). A non aver modificato le proprie abitudini è invece il 18% dei Bergamaschi, valore che a Milano, invece, sale al 39%.

L’attenzione al portafoglio si evidenzia anche nelle modalità della spesa. Il 65% delle famiglie bergamasche utilizza diversi punti vendita per inseguire il risparmio, l’11% per avere più qualità dei prodotti, mentre il 24% acquista tutto in un unico punto vendita.

Le tendenze in terra orobica rispecchiano sostanzialmente il quadro regionale e segnalano comunque una cinghia un po’ meno stretta rispetto al passato. Se oggi è una famiglia lombarda su tre a controllare le bollette e a stare più attenta all’utilizzo di elettrodomestici e riscaldamento, lo scorso anno la soglia arrivava al 50%. Quasi dimezzati coloro che rinunciano all’automobile (nel 2015 erano il 10%, oggi il 6%), mentre è amentato (dal 33 al 39%) la fetta di chi dichiara di fare meno aperitivi e cene fuori.

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