Abbigliamento, negli ultimi 5 anni perse 403 insegne. Pedrali: “Fare gruppo è vitale”

Abbigliamento, negli ultimi 5 anni perse 403 insegne. Pedrali: “Fare gruppo è vitale”

image_pdfEsporta in PDFimage_printStampa

Riconferma per Pedrali e Rota come vice. In consiglio entrano Paola Morandi e Guido Rossi

Diego Pedrali, 71 anni, titolare de “L’uomo più” di Torre Boldone è stato confermato alla guida del Gruppo Abbigliamento, calzature e articoli sportivi Ascom Confcommercio Bergamo, carica che ricopre dal 2001. Lo affianca con il ruolo di vicepresidente Gianfranco Rota, 60 anni, di “Rota Calzature” a Valtesse.

Il direttivo, allargato, raccoglie tutti i settori merceologici rappresentati, dall’abbigliamento alle calzature, dagli articoli sportivi agli abiti da cerimonia. In consiglio: Marisa Gamba di “Pigal” Abbigliamento da cerimonia di Almè, Andrea Provenzi di “Provenzi store” di Trescore Balneario, Lodovico Ruggeri di “Via Roma 8” di Costa di Mezzate, Paola Morandi di “Atelier Emè” di Bergamo, Guido Rossi di “Guido Confezioni” di Clusone e Luciano Zenoni di “Calzature Franca” di Clusone.

“Spero di poter continuare a rappresentare al meglio la categoria, grazie anche alle informazioni che raccolgo in Federmoda Italia– commenta Diego Pedrali, che ricopre anche la carica di vicepresidente della Federazione nazionale-. Mai come in questi due anni difficili i continui stop e riaperture hanno rappresentato l’occasione di dare valore alle relazioni, tenendo noi commercianti in costante contatto Avere un’attività nell’immediata periferia della città mi ha sempre consentito di cogliere le problematiche vissute sia nella provincia che in centro, e mi ha portato a rinsaldare i legami costruiti in questi anni con i colleghi. La prima azione del Gruppo sarà quella di rafforzare la presenza sul territorio, anche grazie alle delegazioni Ascom, e di fare così sentire la nostra vicinanza ai singoli negozi”.

Negli ultimi anni il settore ha pagato alto il prezzo della crisi. Nel nostro territorio si sono spente 403 insegne (-18,7%) negli ultimi 5 anni, di cui 50 in città (-11,9%). Oggi i negozi di abbigliamento sono 1743, di cui 367 in città (dati Ascom IV trimestre 2021 su elaborazione dati camerali).

Stare aperti è già una sfida con i tempi che corrono– ha continuato Pedrali-. In questi anni abbiamo purtroppo assistito a troppe chiusure, che non hanno risparmiato nemmeno imprese storiche e prestigiose e nemmeno nel centro della città. Il nostro settore merita più attenzioni e portare avanti le nostre istanze in questi anni difficili è doveroso e importante”. Grazie all’azione a livello nazionale di Federmoda Confcommercio sono arrivati i primi importanti risultati: “Abbiamo ottenuto il credito d’imposta al 30% sulle rimanenze in questi due anni di pandemia, che prima della nostra azione sindacale era riservato solo alle aziende produttrici- continua Pedrali-. Ora intendiamo opporci con decisione alla liberalizzazione delle vendite promozionali e dei saldi che, sommate agli orari liberi e alle aperture domenicali, non possono che andare ad esclusivo beneficio delle medie e grandi strutture di vendita, mettendo ulteriormente in croce le piccole imprese familiari”.

image_pdfEsporta in PDFimage_printStampa