A Treviglio sbarca il primo 
negozio di streetwear

A Treviglio sbarca il primo negozio di streetwear

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Dario Lonati

A Treviglio, Limited Edition, il primo negozio di streetwear diventa in store di cultura e arte urbana. L'attività, gestita da Dario Lonati, 28enne di Calvenzano, non offre solo scarpe e abbigliamento, ma ospita artisti hip hop che presentano i loro album e possono incontrare i fan. Il primo ad arrivare, sabato scorso, è stato il rapper e attore Duke Montana, ex componente dei Truceklan, che ha pubblicato l'anno scorso “Black Barz Mixtape” sulla sua etichetta, la Golden Age label, seguito da  “Grind Muzik III Mixtape”. Dopo aver firmato autografi, il cantante si è esibito in un concerto, esplosivo e mai visto in città, in piazza Manara.
Dario, qual è la filosofia dietro questa scelta di unire stile e musica?
“Voglio creare un luogo di incontro per i ragazzi, dove si respiri un'atmosfera intima, di nicchia. I giovani possono trovarsi con i coetanei che hanno i loro stessi gusti, ascoltare musica e conoscere meglio un artista, parlargli, scattare una foto ricordo e farsi autografare il disco”.
Quali saranno i prossimi personaggi che ospiterà?
“Ho già avviato contatti con Lobster Italia che veste i cantanti di Unlimited Struggle, crew che comprende Johnny Marsiglia & Big Joe, Dj Shocca, Stokka & Mad Buddy, Cali, Ghemon, Frank Siciliano e molti altri”.
Dallo scorso settembre, da quando è sbarcato in via Cavour, le sue vetrine hanno rappresentato una novità per la cittadina. Da cosa nasce la passione per l'abbigliamento urbano?
“Era il sogno di una vita. Fin da quando avevo 13 anni dovevo raggiungere Milano per trovare l'abbigliamento che mi piacesse. Nel 1990, nella metropoli, aveva aperto i battenti “Wag” in via De Amicis, c'erano vestiti, dischi, spray. Mi sono messo nei panni dei tanti ragazzini, che oggi hanno dai 13 ai 25 anni, e ho voluto accontentarli creando un ambiente dove si sentissero a casa anche nella Bassa Bergamasca. E, anche se capita che ci siano giornate a incasso zero, sono felice perché mi sento realizzato”.
Dunque, non è stato facile.
“Ho cominciato a girare gli showroom per selezionare la merce. Quando alla gente che mi chiedeva dove avessi intenzione di aprire il mio negozio, rispondevo Treviglio, si mettevano tutti le mani tra i capelli. Però si è avverato quello che sapevo fin dall'inizio: se offri un prodotto particolare, i giovani ti vengono a cercare”. 
Ci fa qualche esempio?
“Da me si può trovare la linea esclusiva disegnata da Patrick Ewing, ex cestista nei New York Knicks, uno dei giocatori più forti nella storia dell'Nba. C'è anche la serie di scarpe Puma che pesano due etti e un'altra firmata dal rapper statunitense Lil Wayne”.
Un tempo, lo stile da rapper era trasandato con pantaloni e felpe oversize. Oggi come è cambiato?
“Con il tempo si è affinato. Pensate a Emis Killa, si veste in modo ricercato. Le maglie oggi sono morbide, ma non enormi, la grafica di felpe e t-shirt è più elaborata. Nel mio negozio ogni taglia ha un disegno diverso, per dare a ciascuno una personalità che  permetta di distinguersi anche nel gruppo. Il cappellino snapback, una volta si portava piegato dietro, oggi ha una tesa larga e lavorata. Insomma, non vestiamo griffato per figli di papà, ma non siamo neanche zarri, abbiamo i nostri modelli”.  
Cos'altro si trova nel suo store?
“Offro bombolette spray per realizzare graffiti. Le vendo solo ai maggiorenni e ci puoi dipingere anche la bicicletta”.
Prima di rendere una passione la sua professione, di cosa si occupava?
“Sono stato un volontario dellla Croce Rossa e poi, attraverso le agenzie interinali, sono diventato dipendente”.
Il suo stile non le ha mai creato problemi in ambulanza?
“Al lavoro sono sempre stato iper serio. Anche perché indossavo la divisa, mentre fuori coltivavo la mia filosofia di vita”.  
  

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