Trasparenza, svolta sui Pos. Fusini: “Voci di spesa finalmente comparabili”

Grazie all’azione di Confcommercio si uniforma con uno schema standard l’offerta degli intermediari per la gestione dei pagamenti elettronici

Oscar Fusini

Svolta sul fronte della trasparenza nel mercato dei servizi di pagamento elettronici, a partire dai Pos. Dal 5 ottobre, infatti gli esercizi commerciali possono consultare sul sito del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro -Cnel (https://www.cnel.it/Iniziative-ospitate/Protocollo-POS) le offerte promozionali proposte dagli intermediari (banche e prestatori dei servizi di pagamento), per una durata di almeno nove mesi, secondo uno schema standard che, per la prima volta nel nostro Paese, rende davvero possibile la comparazione delle offerte stesse. Fino ad oggi infatti- come ben posto in luce da Confcommercio in un Position Paper dedicato ai pagamenti elettronici- i fogli informativi delle banche relativi ai sistemi di pagamento elettronici presentavano fino a 700 voci di costo non standardizzate, rendendo così difficile la comparazione delle offerte e la conseguente scelta consapevole dell’istituto di credito di riferimento per il Pos. Si tratta di un primo importante sviluppo operativo del Protocollo d’Intesa per la mitigazione dei costi dei Pos, siglato presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze il 27 luglio scorso da Confcommercio insieme ad altre associazioni imprenditoriali con ABI e APSP (associazione dei prestatori dei servizi di pagamento). Tra le offerte proposte sul sito del Cnel nell’apposita sezione, ve ne sono diverse che prevedono la gratuità per le operazioni di importo ridotto (fino a 10 euro). In alcuni casi vi sono offerte promozionali anche per i rapporti già in essere. Inoltre, quando le offerte vengono proposte ai singoli esercenti, gli operatori dei pagamenti (banche in testa), devono utilizzare il medesimo schema standardizzato anche per evidenziare le condizioni che saranno applicate, al singolo esercente, alla fine dell’offerta promozionale. “E’ un primo importante passo verso un mercato molto più trasparente sui costi dei pagamenti digitali- commenta il direttore Ascom Confcommercio Bergamo Oscar Fusini-. Dopo la pandemia l’accelerazione della crescita dei pagamenti elettronici comporta costi crescenti per le imprese. È fondamentale per gli imprenditori, chiamati a farsi carico di commissioni e costi di gestione, poter avere a disposizione tutte le informazioni possibili sul mercato per valutare se il suo contratto presenta o meno costi in linea con quelli praticati e poter così scegliere liberamente e consapevolmente l’offerta più vantaggiosa. L’auspicio è che questo salto di qualità, apprezzato anche dall’Autorità antitrust in un proprio parere, diventi strutturale, a tutela di tutti, dalle imprese ai clienti consumatori”. Tutti i sottoscrittori del Protocollo hanno inoltre espresso l’esigenza che si arrivi a un’evoluzione della normativa sulla trasparenza, l’unico modo per ottenere un mercato competitivo, nel quale si possa sfruttare il potenziale della normativa europea (PSD2) che consente, agli esercenti, di avvalersi di prestatori di servizi anche diversi dalla banca presso cui è radicato il conto corrente di ricezione del pagamento.

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