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Più iscritti, meno fatturati. Il tormento dei commercialisti

Alla nota positiva della crescita dei professionisti, fanno da contraltare il calo dei fatturati e le difficoltà ad incassare i corrispettivi 

L’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Bergamo s'è riunito in assemblea, alla Fiera di Bergamo, e non sono mancante le note positive. Il numero degli iscritti è risultato infatti in continua crescita: il saldo rispetto al 2013 è in positivo di 53 unità, visto che gli iscritti sono passati dai 1.573 del 2012 ai 1.626 di quest’anno. Buono anche il bilancio sul fronte della formazione, con un continuo aumento del numero di convegni gratuiti offerti ai propri iscritti. In totale, quest'anno l’Ordine di Bergamo ha organizzato, o co-organizzato con altri enti, 121 eventi o corsi di formazione obbligatoria per un numero complessive di ore di formazione pari a 465, di cui 151 gratuite, a fronte delle 123 dell’anno precedente.
Dal presidente Alberto Carrara non sono però mancate parole di preoccupazione per lo scenario che il nostro Paese sta attraversando, perché “non si vedono, allo stato attuale, segnali confortanti in merito ad una reale e condivisa volontà di mettere mano al taglio della spesa pubblica. Al contrario si assiste sempre più spesso, anche in questi giorni in cui è in corso la discussione riguardante l’iter parlamentare di approvazione della legge di stabilità, al tentativo di sostituire imposte con altre, o con anticipazioni di cassa, mancando ogni reale intenzione di effettuare tagli seri e selettivi alla spesa pubblica improduttiva”.
Una situazione che pesa non poco sulla categoria dei commercialisti, che sta vivendo un profondo disagio motivato dal calo dei fatturati degli studi e dalle difficoltà connesse all’incasso dei corrispettivi delle prestazioni professionali, visto che molti clienti devono affrontare un calo dei fatturati che arriva a superare il 50%, a cui si aggiungono continui adempimenti come ad esempio lo “spesometro” e continue richieste di adeguamento a nuove normative  fiscali. “Ricordiamo inoltre  – ha sottolineato Carrara – che alcuni settori, come quello dell’edilizia e delle opere pubbliche che, in bergamasca negli anni passati sono stati trainanti, sono stati ridimensionati dalla pesantissima crisi economica”.
Preoccupazione che non impediscono però all’Ordine di Bergamo di guardare avanti e di fare programmi per il futuro. Tante, infatti, le idee in cantiere per l’anno prossimo: dal sostegno al Consiglio Nazionale e alle associazioni sindacali su tutte le iniziative volte alla tutela della categoria, all’avvio dei lavori di un nuovo Consiglio di disciplina esterno rispetto al Consiglio dell’Ordine. In programma anche un elevato numero di eventi gratuiti, anche grazie alla collaborazione che va avanti da anni con altre istituzioni del territorio come la Camera di Commercio, l’Università, Confindustria Bergamo, Agenzia delle Entrate, gli altri Ordini professionali, il Tribunale e in particolare i Giudici della sezione fallimentare, l’Unione giovani Dottori commercialisti ed esperti contabili, le Banche locali tra cui la Banca Popolare di Bergamo e il Credito Bergamasco ed altri Istituti di Credito, il Codis, Coordinamento degli Ordini della Lombardia. Costante anche l’attenzione verso i giovani, che anche per il prossimo anno continueranno a versare una quota ridotta di quasi l’80%, confermando quello di Bergamo come uno degli Ordini del nord Italia con la quota associativa più bassa. In conclusione, Carrara ha ricordato l’importanza del lavoro dei commercialisti, in virtù del loro ruolo di garanzia nell’ambito delle dinamiche economiche. “E’ necessario continuare a riaffermare tanto a livello nazionale, quanto a livello locale il ruolo della nostra categoria professionale che è sovente soggetta ad attacchi da parte di altri centri di interesse e che, spesso vessata da inutili complicazioni in ambiti fiscali, svolge una vera e propria azione di supplenza nei confronti della pubblica amministrazione".