Orologi per i vip, ora Lorenzo 
sogna Papa Francesco

Orologi per i vip, ora Lorenzo sogna Papa Francesco

image_pdfEsporta in PDFimage_printStampa

nella foto: Lorenzo Angeli (a destra) con Valentino rossi

La crisi aguzza l'ingegno. Sono in aumento le persone che si danno da fare recuperando un sogno nel cassetto o trasformando una passione in professione. Come ha fatto Lorenzo Angeli, trentunenne di Carvico, professione progettista alla Brembo, che si è inventato il mestiere di orologiaio. Ma oltre alla fantasia, l'artigiano bergamasco possiede simpatia, spirito imprenditoriale e una buona dose di faccia tosta che lo porta a bussare alle porte dei vip. Le sue creazioni sono, infatti, state pensate per personaggi della musica, dello sport e della tv, da Caparezza a Michelle Hunziker, da Valentino Rossi a Mika, Cristian De Sica e Vittorio Brumotti. A esserne omaggiati, tra i bergamaschi, il Bepi e ol Vava. Tutti sono diventati testimonial involontari. Il prossimo non ha uguali quanto a popolarità: sarà Papa Francesco.
Lorenzo, come nasce questa attività?
«Mio papà e mio nonno erano fabbri, quindi per me è sempre stato naturale giocare con chiodi e martello, anziché a pallone. Fin da ragazzo, organizzavo tornei di basket e, avendo pochi soldi a disposizione, ero io stesso a creare i trofei. Poi, nel 2008, in occasione del mio matrimonio, ho realizzato il primo orologio da muro. Gli amici che venivano a casa si stupivano e me ne chiedevano anche per loro. Poi, mi sono accorto che molti hobbisti postavano le foto delle loro creazioni su Facebook con un grande seguito. Così quando mia moglie, Milena, che faceva la segretaria aziendale, nel 2010, ha perso il lavoro e c'era bisogno di un secondo guadagno, ho provato anch'io a usare la vetrina dei social network e sono piovute richieste. Nel 2011 ho aperto l'attività come artigiano». 
Oggi la Angeli Design è una vera impresa con prodotti ricercati e unici: come gestisce il doppio lavoro?
«È così, nel 2013 siamo arrivati a concepire 80 progetti. Ci dividiamo i compiti. Mia moglie prende le telefonate, gestisce gli ordini e la contabilità. Io realizzo il lavoro partendo da un semplice disegno. Tutto è concepito a casa, poi per il taglio mi appoggio a un'officina di Cornate d'Adda, per la verniciatura a una di Calolzio. Uso alluminio e ferro che vengono verniciati a polvere. Ma non creo solo orologi da parete, sono un designer d'interni, progetto scale, insegne, scrivanie e librerie in legno. Il prezzo varia da 10 euro per un portachiavi fino ai 500 dei pannelli con le scritte luminose per i locali».
Parliamo di vip. Quale è stato il regalo che ha fatto e l'ha emozionata di più?
«Credo quello per il mio mito, Shaquille O'Neal, campione dell'Nba. Dopo averlo ideato, è rimasto per 6 mesi nel garage. Non sapevo come farglielo recapitare. Ci sono riuscito grazie a Massimo Oriani, giornalista della Gazzetta dello Sport, che mi ha dato il contatto giusto. Il cestista allora giocava nei Boston Celtics e l'orologio gli è stato consegnato durante un evento benefico. Lui, nonostante sia alto 2 metri e 16 per 147 chili, non riusciva a sollevarlo tanto pesava, gli ho donato anche un fotomontaggio con sette miei ritratti mentre indosso le sette maglie della sua carriera. So che l'ha appeso nel camerino».
Ci spieghi l'ultimo ambizioso progetto: un orologio per il Vaticano. Effettuare una consegna per il Pontefice non è semplice.
«C'è molta attesa per la beatificazione di Papa Giovanni XXIII, il 27 aprile a Sotto il Monte, paese già meta di pellegrinaggi. Sono in contatto con il sindaco, Eugenio Bolognini, e l'arcivescovo Loris Francesco Capovilla, che a febbraio sarà ordinato cardinale. Mi aiuteranno, stanno già lavorando all'evento, confidando nell'arrivo del Papa».
Come sarà l'orologio papale?
«Ci sto lavorando, ho effettuato una bozza: l'effige sarà lo stemma scelto dal Papa con l'emblema dei Gesuiti, simbolo del suo carattere, umile, riservato, semplice, attento ai poveri. Per renderlo speciale lo contornerò con la mia collezione floreale».
È abituato a incontrare molti vip, ma quando vedrà il Papa cosa gli dirà?
«Mi farò fare una dedica… Scherzi a parte, mi ha emozionato dalla prima sera che si è affacciato sul balcone di San Pietro, mi è venuta la pelle d'oca come quando è nata mia figlia Gioia, che ha 15 mesi».
Quali altri progetti ha in cantiere?
«Appena ho saputo che Kakà è rientrato a Milano, ho pensato di realizzare un orologio per lui. Essendo legato ai valori cristiani come la famiglia, ho ideato un modello con il suo nome, quello della moglie e dei figli. Poi, attendo Skin, la pantera nera, voce degli Skunk Anansie, che sarà in concerto al Teatro Creberg il 18 marzo. Il suo orologio avrà la forma della sua testa, glielo consegnerò la sera stessa, come è successo con Nek e Battiato».
In questo modo, i personaggi famosi le fanno pubblicità.
«Non proprio, solo alcuni si mettono in mostra con video o messaggi pubblici di ringraziamento, altri conservano a casa le mie opere. Ma sono contento lo stesso, perché c'è chi apprezza il modello per un vip e me lo chiede uguale. E poi è un modo per rompere il silenzio, per far vedere cosa è capace di fare un semplice artigiano con le proprie mani».   

image_pdfEsporta in PDFimage_printStampa