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“Notti in sicurezza”, nei locali sconti sul taxi e premi analcolici per i giovani  

Consumazioni gratis per chi rimane sobrio e riaccompagna a casa gli amici al termine della serata e sconti sui taxi. Giocano la carta del “premio” le nuove iniziative per ridurre i rischi legati al consumo di alcol tra i giovani, in particolare, gli incidenti stradali. Il progetto “Notti in sicurezza” ha preso il via lo scorso 31 ottobre alla discoteca Bolgia di Osio Sopra e sarà in città per altri sei fine settimana in altrettanti locali (The Tucans Pub, Pub Sant’Orsola, Spazio Giovani Edonè, Café de la Paix – Bar del Polaresco, Bar Borsa e Doma) per promuovere il ruolo del “guidatore designato”. A convincere i gruppi di ragazzi ad organizzarsi per un rientro tranquillo saranno giovani volontari della Croce Rossa, del Rotaract e dell’associazione Atena, appositamente formati. Il loro intervento sarà l’occasione per informare sui rischi dell’alcol e offrire le consumazioni omaggio messe a disposizione dai gestori a chi dimostrerà di avere un tasso alcolico pari a zero e potrà, quindi, fare da “safe driver” per gli amici. Un’altra opportunità per garantirsi sicurezza negli spostamenti sono i buoni sconto da 8 euro per il servizio taxi dalle 21 alle 6, erogati dal Comune di Bergamo, che potranno essere richiesti direttamente al barista e non agli uffici comunali come accaduto sino ad ora, limitando di fatto l’utilizzo.       
Le azioni sono il frutto del tavolo permanente “Notti in sicurezza” al quale partecipano diversi soggetti, tra cui anche l’Ascom, interessati a contrastare l’abuso di alcol e i comportamenti a rischio. «Una delle novità rispetto ad interventi analoghi realizzati in passato – sottolinea Luca Biffi, responsabile dell’unità operativa Prevenzione del dipartimento Dipendenze dell’Asl di Bergamo – è la riduzione dei costi per il personale grazie alla partecipazione dei volontari in luogo degli educatori professionali. Si tratta di una trentina di ragazzi tra i 20 e 25 anni, che formati da noi e suddivisi in gruppi, si alterneranno nei locali per sensibilizzare i loro coetanei, una modalità che introduciamo in via sperimentale e di cui verificheremo al termine delle sette serate i risultati e l’eventuale prosecuzione». Dal tavolo e, in particolare dal confronto con i gestori, è scaturito pure un codice etico di autoregolamentazione, che prevede una serie di azioni volontarie da parte dei locali in tema di vendita e somministrazione di alcolici. «Un testo – spiega Biffi – che vuole essere la sintesi di codici etici già realizzati in questi anni e diventare un riferimento a livello provinciale. E che, soprattutto, è declinato anche sul versante delle sagre estive, altro ambito fondamentale per il contrasto all’abuso di alcol».  “Notti in sicurezza” prosegue gli interventi sul divertimento responsabile che periodicamente l’Asl e altre istituzioni mettono in campo. «È un processo lungo – afferma l’esperto -, ma qualcosa dal punto di vista culturale sta cambiando. Sul fronte della sicurezza stradale si stanno diffondendo l’autista designato e l’attenzione al tasso alcolico, anche per via dell’inasprimento delle sanzioni del codice della strada, e anche la sensibilità dei gestori dei locali è molto aumentata in questi anni». «Non è però calato l’allarme sul consumo di alcol da parte dei giovani – precisa -, il fenomeno emergente è infatti quello del binge drinking, ossia il bere in rapida successione per raggiungere la sbronza il prima possibile, praticato in fasce d’età sempre più basse, anche tra minorenni. La campagna di sensibilizzazione non ha la pretesa di risolvere un problema complesso, ma almeno di ridurre i rischi».  Da parte dei gestori il giudizio è positivo. «Per una volta tanto non si parla di divieti e restrizioni ma di incentivi per chi mette in atto comportamenti responsabili», afferma Francesco Pappi, vicepresidente del gruppo Caffè e bar dell’Ascom e responsabile dei locali serali. «Mi sembra un modo intelligente di affrontare il problema. L’alcol fa parte del divertimento dei giovani, non lo si può negare, ciò che si può fare è cercare di limitare le conseguenze negative e gli esercenti possono dare una mano in questo». «In realtà – rimarca – ogni gestore serio mette già in atto quei comportamenti previsti dal codice etico. Siamo noi i primi ad accertarci che il ragazzo che ha esagerato non salga sullo scooter o a chiamare i soccorsi in caso di problemi. Quanto ai prezzi delle consumazioni, i costi stessi delle materie prime rendono impossibili certi ribassi, che sembrano piuttosto il tentativo disperato per restare a galla di alcune attività». Il coinvolgimento dei locali nel progetto è, secondo Pappi, «un passo avanti perché riconosce agli esercenti la capacità di tenere d’occhio il fenomeno, che assume contorni ben più pericolosi se si sviluppa in ambiti non controllati. Purtroppo non tutte le iniziative vanno in questa direzione. Il divieto di vendita e somministrazione salito a 18 anni ha creato problemi agli esercenti ma non ha ridotto il consumo di alcol, lo ha semplicemente allontanato dai locali in situazioni meno protette».

L’impegno degli esercenti formalizzato in un codice etico

Il codice etico di autoregolamentazione per la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche impegna i locali a promuovere il consumo di bevande e cocktail analcolici dando visibilità alle proposte e adottando politiche di prezzo che ne incentivino la scelta e, di contro, a non adottare strategie di promozione che incentivino l’abuso di alcolici, ad esempio gli sconti cumulativi, i giochi con premi o gadget abbinati al consumo di alcolici. Chiede inoltre agli esercenti di mettere in atto strategie che promuovano la moderazione, come abbinare al consumo di alcolici l’offerta di cibi, e di favorire la possibilità di scelta tra dosaggi differenziati mantenendo costi proporzionati alla “dose” maggiore. Impegna poi i gestori a rendersi disponibili a collaborare con le campagne di informazione promosse dalle Istituzioni a tutela della salute e in particolare sui danni derivanti dall’abuso di bevande alcoliche; a promuovere e sostenere l’uso di alcol-test da parte dei clienti ed invitare coloro che escono dai locali in stato di ebbrezza a rinunciare a mettersi al volante; a sensibilizzare all’ingresso del locale sull’identificazione del guidatore designato, trovando eventualmente strategie di promozione; ad esporre in modo ben visibile i cartelli di divieto di somministrazione di bevande alcoliche ai minori di 18 anni e a coloro i quali siano in evidente stato di ebbrezza, come previsto per legge, le tabelle alcolimetriche ministeriali e il codice etico stesso.