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Mondo della notte in lutto: è morto Benvenuto Maffioletti, patron del Bobadilla

 

Benvenuto Maffioletti con i figli Omar e Valter
Benvenuto Maffioletti con i figli Omar e Valter

E’ morto ieri sera, nella Clinica Castelli di Bergamo, dove era da tempo ricoverato, Benvenuto Maffioletti, patron del Bobadilla Feeling Club di Dalmine. Avrebbe compiuto 77 anni il prossimo 9 marzo. Da tempo Maffioletti combatteva contro un enfisema polmonare che s’era aggravato negli ultimi tempi, tanto da costringerlo al ricovero già dai primi di gennaio. I funerali sono già stati fissati: si terranno nella nuova parrocchiale di Dalmine martedì, alle 14,30, con partenza dal “Boba” dove Benvenuto sarà trasferito verso mezzogiorno dalla Casa del Commiato di Seriate. Maffioletti lascia la moglie, Anna Marchesi, e i figli Omar e Valter.

Con loro, in questi anni, ha tenuto alto il nome di un locale che ha fatto epoca nella provincia di Bergamo, grazie anche a validi collaboratori come Fabrizio Pirola, “storico” direttore del locale, e Stefano Bertoletti, subentrato negli ultimi anni. Maffioletti aveva scelto come data d’inizio dell’avventura Bobadilla quella del suo compleanno. Il 9 marzo del 1972 nasceva, infatti, sulle ceneri della Cascina Bianca, un locale moderno e funzionale, rilanciato poi negli Anni 90 con il restyling affidato alla firma dell’architetto Ico Parisi. Il risultato è quel che Maffioletti aveva chiaro in mente: una discoteca elegante, innovativa, capace di interpretare al meglio i tempi moderni esaltando anche il ruolo della ristorazione. Un locale che ha fatto tendenza, dove sono passati anche artisti del calibro di Ornella Vanoni, Gino Paoli, Lucio Dalla, Adriano Celentano e Valter Chiari, per citarne alcuni. Album che Benvenuto Maffioletti, amante del jazz, ha arricchito con altre immagini straordinarie, quelle di Dave Holland, Herbie Hancock, Chet Baker Quartet, Gerry Mulligan Quartet e Sarah Vaughan, leggende del jazz che negli Anni 80 si sono esibite al Bobadilla. Benvenuto Maffioletti era un imprenditore con la “I” maiuscola, capace di tenere costantemente alto, per decenni, il livello del suo locale. Non è cosa da tutti. Ecco perché da oggi il mondo della notte è un po’ più povero.