Le associazioni imprenditoriali:
«Stagione difficile,
ma reagire è possibile»

La fine della pausa estiva, con la ripresa a pieno regime dell’attività produttiva, è l’occasione per fare il punto su come affrontare al meglio un autunno e un inverno difficili, con la crisi che non accenna a mollare. I presidenti delle principali associazioni di categoria – Confindustria Bergamo, Associazione Commercianti e Artigiani – invitano le imprese a mettere in campo professionalità, idee e innovazione per resistere al cruciale e famigerato settimo anno di crisi. Formazione e internazionalizzazione sono le parole d’ordine per brindare con brio alla fine del 2014 e guardare con un nuovo sguardo al 2015. Non mancano però le critiche allo stop produttivo agostano che sconcerta investitori e clienti all’estero che guardano con sorpresa a quella che considerano un’anomalia tutta italiana.

ASCOM – Paolo Malvestiti
«Anche rinnovare il look
può servire a dare una marcia in più al negozio»

Il terziario continua a soffrire e alla depressione dei consumi si è sommato il maltempo estivo che ha messo in ginocchio alberghi e attività nelle località di villeggiatura bergamasche, oltre a non incentivare gli acquisti di capi estivi, nonostante i forti sconti.
“C’è un grande rammarico per la stagione estiva – allarga le braccia Paolo Malvestiti, presidente dell’ Ascom e della Camera di Commercio di Bergamo – . Le aspettative per il turismo, soprattutto nelle nostre valli e al lago, erano alte come ogni anno, ma il maltempo ha cancellato prenotazioni e ha lasciato tanta amarezza tra gli operatori del settore alberghiero e nelle attività nelle località turistiche. La stagione dei saldi è durata pochissimo: dopo i dieci giorni di avvio che sono stati buoni, il maltempo agostano non ha agevolato gli acquisti di capi estivi. I magazzini dei nostri negozi sono ancora pieni di merce estiva e sono ormai arrivati i capi della nuova collezione”.
Con quale spirito si riapre bottega?
“Ora dobbiamo alzare le saracinesche con ottimismo e riprendere le nostre attività con determinazione e professionalità, abbandonando i piagnistei che ci hanno accompagnato in questi anni di crisi. Abbiamo già perso troppi colleghi commercianti, costretti a dire addio alle loro attività non solo dalla crisi ma dalla elevata e insostenibile pressione fiscale. E’ chiaro che l’autunno che ci aspetta non sarà facile, anche perché le riforme che il presidente Renzi sta programmando non faranno altro che creare una maggiore pressione, basti pensare a quella del sistema camerale, un vero punto di riferimento e supporto per le imprese. La Camera di Commercio, attraverso l’azienda speciale Bergamo Sviluppo, opera da sempre a fianco degli imprenditori accompagnandoli in un percorso di crescita professionale. La formazione deve continuare ad avere un ruolo di primo piano. La professionalità e le competenze sono gli assi portanti per rispondere al meglio alle esigenze della clientela e porsi sul mercato in modo competitivo.  Ascom Formazione ad Osio continua a rappresentare un punto di riferimento per le imprese del commercio, del turismo e dei servizi e per tutti coloro che in questi anni sono riusciti a reinventarsi, a suon di corsi, una professione”. 
I prossimi obiettivi?
“Credo che l’obiettivo principale di qui alla fine dell’anno per ogni impresa sia quello di tenere salda la propria posizione, che rappresenta di per sé un buon risultato in un contesto in cui si registra una debole ripresa solo nelle esportazioni, che non rappresentano di per sé la vocazione delle piccole imprese del terziario. Oltre alle difficoltà congiunturali continua  a pesare la componente psicologica. La mentalità bergamasca, da sempre fondata sul risparmio anche per  prevenire le difficoltà future mettendo fieno in cascina, non accelera certo una ripresa dei consumi”.
Quali strategie bisogna mettere in campo per stimolare i consumi?
“E’ importante rinnovare il look dei nostri negozi, il che non significa quasi mai investire ingenti capitali. Il primo passo è quello della selezione degli articoli che va necessariamente razionalizzata e rimodulata in base alle mutate esigenze della clientela. Cambiare ed evolversi non può che giovare a qualsiasi impresa. Da parte nostra non possiamo che aspettare che qualcosa cambi a livello di sistema, a partire da un alleggerimento della zavorra di imposte e oneri che tarpano le ali in partenza anche all’impresa  migliore”.

CONFINDUSTRIA BERGAMO – Giancarlo Losma
«L’internazionalizzazione
continuerà ad essere centrale»

E’ presto per fare bilanci, ma la piccola industria non molla, specialmente i settori più evoluti o meglio strutturati per il mercato estero, specialmente verso il mercato statunitense che con il dollaro in ascesa può portare un po’ di ossigeno all’export.  “Il clima per il settore è ancora di attesa per il recupero della situazione nazionale ed europea dell’economia- sottolinea Giancarlo Losma, vicepresidente di Confindustria Bergamo e numero uno della Piccola Industria bergamasca oltre che presidente nazionale di Federmacchine -. E’ ancora troppo presto per fare considerazioni e previsioni. Di fatto l’andamento per la piccola industria varia molto da settore a settore: l’edilizia fatica a riprendersi dalla crisi mentre il comparto della meccanica e dei macchinari sembra – con i relativi scongiuri – andare bene. Settembre ed ottobre sono sempre mesi cruciali per il settore impegnato in tutto il mondo nelle grandi fiere internazionali che continuano ad essere occasioni privilegiate per contratti e commesse”.
Qual è lo spirito con cui riaprono i cancelli delle aziende?
“Sono sempre cauto nell’esprimere ottimismo, ma per ogni imprenditore pensare positivo è fondamentale per guidare l’attività nel futuro. E’ purtroppo anche vero che ogni anno si lavora il doppio per ottenere gli stessi risultati. Ogni impresa lavora in un clima sempre più incerto e competitivo, in un mercato locale sempre più debole. Di fatto le aziende organizzate  che hanno fatto dell’internazionalizzazione uno sbocco fondamentale per il proprio business ottengono risultati interessanti. Non mancano comunque dei rallentamenti anche nel contesto internazionale: la Germania, ad esempio, dopo esser stata storicamente la locomotiva d’Europa sta frenando la sua corsa. La risalita del dollaro è una delle poche buone notizie per le imprese per cui gli Stati Uniti restano uno dei mercati migliori per l’export. La categoria che presiedo, Federmacchine, è quella con maggiore vocazione ed esposizione ai mercati internazionali. La fiera di Chicago è un evento atteso, unitamente a quella, tornando in Europa, di Stoccarda”.
Sarà un autunno caldo per il lavoro?
“Siamo tutti sulla stessa barca. Sono passati i tempi delle contrapposizioni ed il clima deve essere quello di collaborazione. Come disse a suo tempo Menenio Agrippa ogni parte del corpo deve fare la sua: senato e popolo romano con la discordia periscono, con la concordia rimangono in salute. Se le braccia (il popolo) si rifiutassero di lavorare, lo stomaco (il senato) non riceverebbe cibo e dove lo stomaco non ricevesse cibo, non lavorerebbe e  senza lavoro tutto il corpo, braccia comprese, deperirebbe per mancanza di nutrimento”.
Quali sono gli obiettivi da qui a fine anno?
“La piccola industria ha minori risorse ma grande spirito di iniziativa. Senza dubbio l’internazionalizzazione continuerà ad essere centrale. Oggi purtroppo non basta avere dei buoni prodotti ma bisogna saperli vendere adottando opportune strategie, anche perché i mercati più interessanti sono lontani non solo geograficamente ma anche culturalmente. Per questo è necessario mettere in campo azioni mirate”.

CONFARTIGIANATO BERGAMO / Angelo Carrara
«Forse è ora di finirla con un Paese
che in estate si ferma per un mese»

Le imprese legate all’edilizia faticano a vedere l’uscita dal tunnel, ma chi ha colto la sfida della green economy e dell’internazionalizzazione guarda al futuro con ottimismo. I prossimi mesi vedranno le imprese artigiane impegnate a mettere in campo nuove strategie e a mettere in discussione modelli consolidati.
“Le nostre imprese riaprono con il solito spirito battagliero che ci contraddistingue, ma che soprattutto ci ha portato ad andare avanti sinora – commenta Angelo Carrara, presidente di Confartigianato Bergamo -. Metteremo in campo tutte le forze e le idee possibili, ma sempre con i piedi per terra, con la consapevolezza che niente più sarà o potrà essere come prima. Chi ha entusiasmo e passione è pronto a cambiare, soprattutto mentalità. Molte imprese riaprono con gli stessi problemi che avevano prima delle vacanze o forse con qualche grattacapo in più.  E’ il momento di puntare sull’innovazione. Le aziende che hanno rivisto la propria organizzazione e che hanno avuto lungimiranza stanno andando avanti. Le difficoltà sono cresciute fino a diventare insostenibili per chi non ha rivisto le proprie decisioni aziendali”.
Le vacanze hanno portato nuove idee?
“Forse se vogliamo aprirci al mondo dovremmo valutare l’ipotesi di rinunciare alle vacanze in blocco o rivedere la pausa estiva. Questa è un’idea. Purtroppo in Italia dall’ultima settimana di luglio alla fine di agosto (a Bergamo fino all’indomani della festa di Sant’Alessandro) è tutto fermo. All’estero è una cosa che sorprende per non dire che lascia di stucco clienti e committenti. Oltralpe è difficile immaginare che un Paese in crisi come l’Italia incroci le braccia per quasi un mese per sollazzarsi tra mari e monti”.
Quali sono le aspettative delle imprese artigiane?
“Si parla tanto ma si fa poco per snellire un fardello burocratico ormai fuori misura. I problemi devono essere affrontati, dall’accesso al credito, con la speranza che i finanziamenti della Bce vadano a buon fine, al rispetto dei termini di pagamento da parte della pubblica amministrazione, una questione vitale per molte imprese. Ogni impresa avrebbe del resto bisogno di vedere una svolta dall’alto . Non sarebbe male avere per un anno un governo muto, che bada solo a lavorare in religioso silenzio e senza la cassa di risonanza dei mass media”.
Quali sono gli obiettivi per i prossimi mesi?
“Il primo appuntamento importante è il 19 settembre, con la conferenza organizzativa. Il tema, cruciale per le nostre aziende, è quello dell’internazionalizzazione nelle imprese familiari. In collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo vogliamo mostrare alle imprese artigiane che muoversi all’estero non solo è possibile ma è fondamentale per allargare i propri orizzonti. A supporto del processo di internazionalizzazione garantiamo ad ogni impresa un servizio di accompagnamento, anche per quelle aziende che si trovano a muovere i primi passi in questa direzione. Un altro tema fondamentale è rappresentato dalla green economy, al centro della Settimana dell’Energia. Per guardare con fiducia ad un mercato in perenne crisi, bisogna prendere ad esempio la lezione americana che segna una crescita di quattro punti percentuali del Pil”. 

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