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Indagine sulla chiusure per ferie ad agosto

Attività aperte al 100% in città alta e nelle zone turistiche. Nelle restanti zone della città e provincia chiudono per ferie il 50% dei negozi e il 40% di bar e ristoranti

Alla vigilia della partenza per le vacanze di tanti bergamaschi anche i negozi di città e provincia si concedono qualche giorno di ferie. Secondo l’indagine condotta da Ascom Confcommercio Bergamo il 50% delle attività commerciali e il 40% di bar e ristoranti di Bergamo e provincia – escluse le zone turistiche e città alta –  chiuderanno per ferie nelle settimane centrali di agosto.

In città alta rimarrà aperto il 100% delle attività di ristorazione e del turismo e il 90% delle attività commerciali. Nel centralissimo di città bassa l’80% delle attività di ristorazione e dell’ospitalità restarono aperte ad agosto, così come resterà tutto aperto nelle valli bergamasche e nei laghi, pronti per la stagione estiva.

Il momento di massima chiusura si concentrerà nei giorni 14 e 15 agosto e in generale nella decade che andrà da domenica 14 a martedì 23 agosto. La chiusura media sarà di circa 7 giorni, con punte di 10-14 giorni. Qualcuno si godrà le due settimane che andranno da sabato 14 a venerdì 26 agosto, festa del patrono di Bergamo.

«Quest’anno, secondo le nostre previsioni, si confermerà il trend registrato a partire dal 2020 – spiega Oscar Fusini, direttore di Ascom Confcommercio Bergamo-. Gli esercizi commerciali che chiuderanno in agosto saranno maggiori rispetto al periodo pre-pandemia, dove le ferie erano distribuite su altri mesi. Il settore della ristorazione si fermerà invece a settembre. I fattori che quest’anno incidono di più sulla decisione di chiudere ad agosto, anziché in altri mesi, sono le assenze registrate per Covid e la difficoltà a reclutare personale, che ha costretto in molti casi a rinunciare alle ferie del titolare e degli altri collaboratori. Qualcuno ha chiuso per una settimana a giugno o luglio, ma la stragrande maggioranza si concederà qualche giorno a ridosso di ferragosto. Il commercio viene da mesi massacranti per molte ragioni ed esiste da un lato la necessità di continuare la stagione di recupero delle vendite dopo le perdite della pandemia, peraltro con la preoccupazione per l’autunno, e dall’altro il bisogno di concedersi il meritato riposo oltre che smaltire le ferie del personale, che gravano sui costi».