1

Imprese giovani, peggiora la stretta del credito

Nell'ambito dell’Osservatorio del Credito Confcommercio viene trimestralmente realizzato uno specifico focus di approfondimento sulle imprese giovani, ossia le imprese individuali il cui titolare è di età inferiore a 36 anni, le società di persone costituite in maggioranza da giovani di età inferiore a 36 anni e le società di capitali i cui consigli di amministrazione sono costituiti, per più di due terzi, da giovani di età inferiore a 36 anni.
In base alle rilevazioni del terzo trimestre 2013 resta molto alta la percentuale di giovani imprenditori che ravvisano un peggioramento nell'andamento dell'economia italiana nel suo complesso (il 75,3%); in flessione la fiducia sull'andamento delle imprese "giovani" del terziario. Peggiora l'andamento dei ricavi (per il 59,1% sono diminuiti), dell'occupazione (per il 33,6% si è ridotta), la capacità di riuscire a fare fronte al proprio fabbisogno finanziario (il 25,9% dei giovani imprenditori non ci è riuscito). In flessione anche la percentuale di giovani imprenditori che rispetto al passato effettueranno investimenti: solo il 19% dichiara che li farà nei prossimi due anni. Resta particolarmente bassa (9,5%) la percentuale delle imprese "giovani" del commercio, del turismo e dei servizi che hanno chiesto un prestito in banca. La stretta creditizia tarda a rallentare: cala la percentuale di imprese che ottengono il credito con un ammontare pari o superiore rispetto alla richiesta (23%), mentre cresce la quota di imprese che si sono viste accordare un credito inferiore rispetto a quello richiesto e di quelle che non se lo sono viste accordare (61,7%).

Clima di fiducia
Sostanzialmente invariato il clima di fiducia dei giovani imprenditori sull'andamento dell'economia italiana. Nel terzo trimestre del 2013 ben il 75,3% dei giovani ritiene che la situazione si sia aggravata rispetto al periodo precedente (saldo pari a -69,6 sul precedente -77) ed il 48,5% dichiara che si aggraverà anche nei tre mesi successivi (saldo pari a -45 sul precedente -48,3). La situazione appare in ogni caso migliore rispetto alla media nazionale.
In flessione, invece, il clima di fiducia relativo alla situazione economica della propria impresa. Per il 61% dei giovani imprenditori l'andamento economico della propria impresa è peggiorato nel periodo luglio-settembre rispetto ai tre mesi precedenti (saldi pari a -58,6 contro il precedente -54,8) e per il 38,2% si aggraverà nel quarto trimestre (saldo pari a -34,2 sul precedente -31,1).

Congiuntura
In flessione la situazione dei ricavi delle imprese "giovani" del terziario: per il 59,1% dei giovani imprenditori sono diminuiti nel terzo trimestre rispetto al secondo (saldo pari a -58,2 sul precedente -55,2) e per il 37,5% diminuiranno ancora (saldo pari a -33 sul precedente -28,5). In peggioramento anche l'andamento dell'occupazione (-32,6 su -29,2): il 33,6% dei giovani imprenditori ritiene che si sia ridotta nel terzo trimestre del 2013 rispetto al periodo precedente (pari al 31,2%) e il 34,9% dichiara che si ridurrà anche negli ultimi tre mesi dell'anno.
Invariata la valutazione sui tempi di attesa per i pagamenti da parte dei propri clienti. Nel terzo trimestre del 2013 il 34,9% dei giovani ritiene che la situazione si sia aggravata rispetto al periodo precedente (saldo pari a -31,8 sul precedente -34,1) ed il 14,1% dichiara che si aggraverà anche negli ultimi tre mesi dell'anno (saldo pari a -8,1 sul precedente -11,4).

Fabbisogno finanziario
Si deteriora la condizione finanziaria dei giovani imprenditori del terziario: il 25,9% dei giovani imprenditori non è riuscito a far fronte al proprio fabbisogno finanziario nel terzo trimestre rispetto al secondo (21%) e il 33,9% dichiara che questa situazione peggiorerà. Il saldo congiunturale è risultato pari a -61,8 contro il precedente -56. Le imprese "giovani" mostrano comunque una maggiore capacità di riuscire a fronteggiare i propri problemi di liquidità rispetto alla totalità delle imprese del terziario

Domanda e offerta di credito
Molto contenuta la percentuale dei giovani imprenditori del terziario che nel terzo trimestre 2013 si sono rivolti alle banche per chiedere un fido, un finanziamento o la rinegoziazione di un fido o di un finanziamento esistente: sono stati il 9,5% contro il 9,9% del trimestre precedente (il 10,5% contro il 10,8% nella rilevazione sull’intero campione delle imprese del terziario).
In questo scenario, pur non rilevando scostamenti evidenti rispetto al periodo precedente, la stretta creditizia tarda a rallentare. Perde oltre un punto la percentuale della cosiddetta area di stabilità, ossia la percentuale di imprese che ottengono il credito con un ammontare pari o superiore rispetto alla richiesta (23%) e cresce l'area di irrigidimento, ossia la quota di imprese che si sono viste accordare un credito inferiore rispetto a quello richiesto o non se lo sono viste accordare (61,7%). Il dato generale relativo a tutte le imprese del terziario è meno negativo, le imprese che hanno visto accogliere la propria domanda di credito sono state infatti il 26%, mentre la percentuale delle imprese che hanno visto rifiutare la propria domanda di credito o accoglierla, ma con un ammontare inferiore alla richiesta sono state il 49,1%.

Giovani imprese "familiari" ed "ex-novo"
Analizzando più nel dettaglio la struttura delle imprese "giovani" del terziario, appare evidente la stretta correlazione del fenomeno con la tipologia delle origini delle stesse. Occorre difatti differenziare tra le cosiddette imprese "familiari", intese come quelle a carattere familiare e contraddistinte dal "passaggio generazionale", e le imprese fondate "ex novo", intese come quelle costituite praticamente dal nulla.
In fatto di credito, i comportamenti dei due segmenti appaiono distanti sia sul fronte della domanda sia su quello della richiesta. Sono difatti le imprese a carattere "familiare" a mostrarsi maggiormente attive nel primo caso (10,7% contro il 9% registrato presso gli operatori "ex novo") e sono sempre queste a ricevere di gran lunga il maggior numero di risposte positive (area di stabilità pari al 26,5% contro il 18,7%). Sebbene tali risultanze non evidenzino necessariamente un rapporto di causalità tra la tipologia di impresa e l'esito della domanda di credito (sul quale possono agire anche altre cause quali, a titolo di esempio, il merito del credito dell'impresa stessa, il tasso di insolvenza, etc), sembra evidente la distanza tra le due parti, con gli operatori "familiari" molto più vicini al comportamento medio nazionale del terziario, probabilmente favorite da un rapporto più consolidato negli anni con l'istituto di credito di riferimento (che, in passato, avrà certamente avuto modo di confrontarsi con l'impresa, magari guidata da un familiare dell'attuale vertice) che mostra inevitabilmente meno fiducia nei confronti delle "nuove" imprese senza alcuna storia alle spalle.

Costo dei servizi bancari
La situazione del costo dei servizi bancari nel loro complesso è risultata nel terzo trimestre del 2013 in peggioramento rispetto a quella registrata nei tre mesi precedenti (-62,4 su -58). La congiuntura negativa risulta inoltre più preoccupante rispetto al giudizio che del medesimo fenomeno hanno fornito le imprese del terziario a livello nazionale (-50,2).