Confidi, «banche e leggi 
non valorizzano il sistema» 

Confidi, «banche e leggi non valorizzano il sistema» 

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I confidi rappresentano il principale strumento di sostegno delle piccole e medie imprese oltre che un vero e proprio “ammortizzatore del credito” sempre più determinante anche per mantenere aperto il canale di dialogo con il sistema bancario. Non resta che valorizzare il loro ruolo quali interlocutori privilegiati del sistema bancario: «Il nostro sistema è però penalizzato da un significativo incremento dell’accesso diretto delle banche al Fondo Centrale di Garanzia» evidenzia alla vigilia dell’assemblea della Fogalco – in programma lunedì 5 maggio a Presezzo – il direttore Antonio Arrigoni, che fa anche parte del consiglio di gestione di Asconfidi Lombardia. «Nonostante la maggiore efficacia dell’intervento di controgaranzia attraverso i Confidi – rileva – rispetto a quello diretto del sistema bancario in termini di minor sofferenza e maggior leva attivata, registriamo comunque, soprattutto a livello legislativo, una costante tendenza a privilegiare la garanzia diretta da parte degli istituti di credito».
Altro aspetto destinato a modificare l’assetto dei Confidi è costituito dall’entrata in vigore della riforma del Testo Unico Bancario. «Riteniamo che sia ormai giunto il momento di verificare se nelle intenzioni del legislatore ci sia la reale volontà di riconoscere il “modello Confidi” diverso da quello degli altri intermediari finanziari, da costruire attraverso l'applicazione del principio di proporzionalità – continua Arrigoni -. Nella sostanza assistiamo ad una equiparazione piena degli operatori tra loro, con conseguente paradossale applicazione delle stesse procedure ed adempimenti previsti per i soggetti bancari, pur avendo l'attività di rilascio delle garanzie sicuramente un impatto di gran lunga inferiore sul mercato finanziario rispetto all'attività bancaria».

Con Asconfidi Lombardia la garanzia ha fatto un salto di qualità

Il bilancio 2013 della società partecipata Asconfidi Lombardia è più che lusinghiero. A poco meno di un anno dall'ottenimento dell'iscrizione nell'elenco speciale riservato agli intermediari finanziari vigilati da Banca d'Italia, Asconfidi Lombardia ha dato prova di aver costituito un sistema di garanzie “moderno”, in grado di rispondere alle esigenze di un mercato del credito sempre più complesso e globalizzato, salvaguardando il radicamento nel territorio e la conoscenza diretta delle imprese di tutte le realtà provinciali aderenti. Nel corso del 2013 Asconfidi Lombardia ha garantito 2.649 operazioni per un totale finanziato di 152.175.209 euro, cui corrisponde un rischio di 82.573.450 euro, ricevendo controgaranzie dai Confidi soci per un importo pari ad 42.665.721 euro, da Federfidi Lombardia per 46.171.703 e da Fin Promo.Ter per 1.427.119. Il rischio complessivo in essere ammonta 274.879.915 euro per un importo garantito pari a 145.026.632; in relazione a quest'ultimo importo si sono acquisite controgaranzie per 47.922.498 euro. Numeri questi particolarmente significativi che testimoniano l’impegnativa sfida di Asconfidi Lombardia nel far coesistere un’organizzazione complessa, con livelli di analisi e controllo sempre più articolati e sofisticati, unitamente alla tradizionale capacità di azzerare il divario informativo tra la banca e l’impresa. Nel corso dell'esercizio 2013 il Consiglio di gestione ha concentrato i propri sforzi per meglio strutturare e migliorare i controlli interni, anche attraverso il potenziamento dell'organico. L'attività di Due diligence svolta da Federfidi Lombardia in collaborazione con Price Waterhouse Coopers è nel complesso positiva, evidenziando al 30 giugno scorso un surplus patrimoniale di 7,5 milioni di euro con un'adeguata copertura delle partite deteriorate ed un Total capital ratio pari al 12,48%. L’organismo regionale si inserisce quindi nell'attuale mercato delle garanzie con un modello organizzativo-strutturale in grado di dare il giusto peso alla valutazione dei rischi, costruito su una struttura gestionale snella e altamente qualificata e con un costante collegamento e conoscenza del territorio di riferimento.

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