Zingonia e Dalmine, dopo i fatti di sangue più controlli e videosorveglianza

videosorveglianzaDopo i gravi fatti di sangue avvenuti a Verdellino l’11 novembre scorso e a Dalmine il 13 novembre, la situazione della sicurezza pubblica nell’area di Zingonia e Dalmine è stata la centro di una riunione tecnica delle Forze di Polizia, nella mattina del 27 settembre, presieduta dal prefetto Francesca Ferrandino con la partecipazione del procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo Francesco Dettori e del procuratore aggiunto Massimo Meroni.

Con i sindaci di Dalmine, Boltiere, Ciserano, Osio Sotto, Verdellino e Verdello è stato fatto il punto e le valutazioni dei primi cittadini sono risultate positive sia per i risultati immediati ottenuti dall’Arma dei Carabinieri in seguito ai fatti delittuosi sia per la qualificata e costante presenza del personale delle Forze di Polizia. Tuttavia, durante l’incontro è stata concordata all’unanimità la necessità di potenziare le reti di collaborazione per migliorare l’azione.

I rappresentanti delle Forze di Polizia e le Polizie Locali hanno così concordato ulteriori strategie mirate a prevenire e contrastare il fenomeno dello spaccio all’esterno delle scuole e nei luoghi di ritrovo dei ragazzi, oltre a quelle già delineate nella riunione di coordinamento delle Forze di Polizia svoltasi in occasione dell’inizio dell’anno scolastico, ma anche il lavoro irregolare, la gestione occulta della manodopera e ogni forma di abusivismo.

A Verdellino, in piazza Affari (Zingonia), è stato disposto, in aggiunta alle attività di controllo del territorio, l’utilizzo di un’unità mobile dei Carabinieri, con modalità tarate in base alla specificità del territorio.

Nei prossimi giorni i sindaci svolgeranno un’analisi di fattibilità di un progetto comune di videosorveglianza da sottoporre alle Forze di Polizia sull’esempio del progetto Thor recentemente varato in Val Seriana.

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