1

Se volete saperne di più sulle 240 fontane di Bergamo ora c’è un libro

Le fontane di BergamoUn libro per avvicinare i lettori alla storia evolutiva della fruizione dell’acqua a Bergamo. Un viaggio nel tempo che parte da molto lontano, dai primi insediamenti orobi sui colli bergamaschi e che, passando tra l’avvicendarsi di popoli invasori, la creazione dei primi acquedotti e la costruzione delle prime rogge, ci conduce ai giorni nostri, mostrandoci passo dopo passo i cambiamenti ai quali il territorio è stato sottoposto.

Il libro “Le fontane di Bergamo” di Gianluca Licata, studente dell’Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo, è nato da un’idea dell’autore presentata per l’edizione 2013 della mostra concorso d’arte “Acqua stile libero” promossa dal Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca.

Il libro si divide essenzialmente in due parti. La prima offre una panoramica delle vicende e delle dinamiche che hanno generato lo stretto connubio tra acqua e sviluppo della città: dai primi insediamenti degli Orobi agli acquedotti romani, dalle fontane medievali e rinascimentali alle epidemie ottocentesche derivate dalla scarsità di acqua corrente, per arrivare infine ai nuovi acquedotti costruiti nel Novecento.

La seconda parte del volume, invece, completa il lavoro di ricerca storica attraverso un catalogo schematico di tutte le 240 fontane e vedovelle dislocate sul territorio cittadino. Vere bellezze monumentali e patrimoni architettonici, individuabili dal lettore grazie a una mappa che consente la riscoperta dell’elemento acqua a Bergamo.

Protagonista indiscussa del libro è dunque l’acqua, elemento essenziale che da millenni condiziona la nascita degli insediamenti umani e il loro sviluppo. Non fa eccezione la città di Bergamo che, sebbene priva di un fiume vero e proprio, è da sempre legata a questa importante risorsa attraverso uno stretto rapporto. E non è un caso che il libro sia stato presentato proprio oggi, due giorni prima della “Giornata mondiale dell’acqua” in programma domenica 22 marzo.

«Il Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca – ha dichiarato il presidente del Consorzio, Franco Gatti – ha sempre considerato fondamentale avviare le persone alla conoscenza del lavoro svolto dall’ente in materia di tutela del territorio, adeguamento delle strutture alle esigenze in continua evoluzione, salvaguardia delle opere e prevenzione futura. E’ nostra ferma convinzione che la conoscenza non possa prescindere dalle attività svolte dall’anno di istituzione del nostro ente ad oggi ed è altrettanto ferma la convinzione che non possa prescindere nemmeno dalla sua storia. Ecco il motivo che ci ha spinto a patrocinare l’uscita del presente volume – ha concluso il presidente -. Un libro che delinea un percorso dai tempi dei primi insediamenti sul territorio fino ai giorni attuali in termini di fruizione dell’acqua, individuando i momenti fondamentali che hanno donato a Bergamo il volto attuale».

«Il libro “Le fontane di Bergamo” – ha dichiarato l’autore Gianluca Licata – è dedicato alla città, alle sue strade, ai suoi parchi, alle grandi piazze e ai vicoli nascosti, ai suoi mattoni e alle foglie degli alberi, alle colline, alle pianure, ai luoghi che la rendono unica. Ma è dedicato soprattutto alle persone che hanno costruito la città di Bergamo, a tutti i protagonisti della storia che l’hanno rispettata e a tutti i coloro che l’hanno saputa valorizzare».

L’assessore Zenoni del Comune di Bergamo, con cui il Consorzio collabora e si confronta continuamente, ha dichiarato: «Ho seguito di persona le fasi di realizzazione di quest’opera e devo dire che si tratta di un lavoro molto ben strutturato e di grande utilità. La metodologia adottata nella catalogazione delle fontane di Bergamo è stata particolarmente efficace e la stessa metodologia potrà essere utilizzata in futuro dallo stesso Comune di Bergamo nell’ambito del proprio operato. Le fontane e le vedovelle sono uno spaccato di vita vissuta che attraverso questo libro vengono ampiamente valorizzate. Contiamo presto – ha concluso l’assessore – di organizzare anche una mostra dedicate a quest’opera».