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PNRR: 191 miliardi da spendere, ma per le imprese del commercio non si è visto un euro

Quanti soldi il PNRR! 191 miliardi di euro da spendere entro il 2026. Mai visti così tanti soldi tutti insieme. Ben 80 miliardi saranno affidati agli enti pubblici: Regioni e enti locali mentre gli altri saranno gestiti dalla macchina statale. La maggior parte dei soldi andrà al sud perché, si dice, ne ha più bisogno (mah…).

Per realizzare il piano occorrerà far correre veloce una macchina poderosa fatta di 6 missioni, 63 riforme da attuare e ben 527 tra obiettivi e traguardi da raggiungere. Per un Paese come l’Italia non proprio capace di cambiare sarà un’impresa!

Il Piano poi non parla più di creare imprese, aumentare la produzione e la vendita e creare posti di lavoro ma di transizione digitale, inclusione e coesione, istruzione e ricerca, infrastrutture per la mobilità sostenibile, transizione verde e salute e resilienza. Cose importanti certo ma non si è capito chi le dovrà realizzare. Questa è l’evoluzione, almeno secondo chi lo sostiene.

Ci chiediamo: saremo in grado di fare tutto bene per ottenere davvero questi soldi? Gli enti, soprattutto del sud, saranno in grado di spenderli? Inoltre sapranno utilizzarli bene? I dubbi sono tanti e le paure fondate perché questi soldi qualcuno li dovrà pur restituire.

Infine quali imprese beneficeranno di contributi? Dalle prime informazioni sembra che pochi li prenderanno mentre la maggioranza resterà a “bocca asciutta”. Mentre tutti saremo chiamati a pagarne il costo. Finora per le imprese del commercio non si è visto nemmeno un euro. Una volta, con meno soldi, c’erano contributi a pioggia per tutti e qualcosa arrivava anche alle piccole imprese. Da buone formichine mettevano queste risorse a frutto, creando  reddito e occupazione. Adesso invece preferiscono dare molti soldi a pochi. Forse è l’evoluzione che questi preferiscono.

Dino l’acidino