L’Università di Bergamo entra nella Serie A mondiale degli Atenei con meno di 50 anni

L’Università degli Studi di Bergamo si classifica al 9° posto tra le 54 università italiane con meno di 50 anni di vita, di cui solo 10 sono inserite nella prestigiosa classifica pubblicata oggi da Times Higher Education dedicata ai giovani atenei selezionati tra 48 paesi. UniBg in meno di un anno ha raddoppiato la sua presenza nei ranking ufficiali dell’autorevole pubblicazione inglese, entrando direttamente nella classifica dei migliori giovani Atenei, piazzandosi al 94° posto nei primi 100 classificati su 200 al mondo. A settembre Londra aveva annunciato l’ingresso dell’Ateneo bergamasco al 18° posto sulle 39 Università italiane incluse nel ranking mondiale generale e il suo posizionamento tra il 401° e il 500° posto su 980 Atenei selezionati in tutto il mondo.

Università Economia«Il primo ingresso nelle 200 migliori giovani università mondiali e in particolar modo il posizionamento tra le prime 100 è fonte di grande soddisfazione per tutti noi – commenta il Rettore Remo Morzenti Pellegrini – E’ molto importante esserci, pur consapevoli che i ranking sono una fotografia parziale della situazione, questo dato sarà un importante stimolo per noi e continueremo a impegnarci come in questi ultimi anni per restare nella classifica e migliorare costantemente». Il risultato diventa ancora più significativo se si considera che l’Università di Bergamo è l’Ateneo con il costo per studente più basso tra quelle considerate, a fronte di un finanziamento da parte dello stato di 2.686 € per studente contro una media di 4.314. Oltretutto le rette medie per studente sono pari a 1.059 € per studente in linea con molti altri atenei e inferiore al valore medio di 2.190 € per studente. A questo si aggiungono dati legati all’internazionalizzazione: «L’inserimento in questa classifica è il risultato anche delle attività di sviluppo sull’internazionalizzazione fatta negli ultimi anni – spiega il Prorettore delegato all’internazionalizzazione Matteo Kalchschmidt – Oggi più del 10% dei nostri docenti proviene da un Ateneo straniero contro un 2,5% degli Atenei giovani in Italia. La percentuale di studenti stranieri è pare al 5,8% contro una media di circa il 3,4%: in UniBg 1 studente su 4 segue un corso in lingua straniera e la percentuale di studenti stranieri è doppia dispetto a quella degli altri atenei italiani. Il numero di  accordi di collaborazione con atenei stranieri di prestigio è in crescita e le possibilità di mobilità per i nostri studenti sono sempre maggiori». La presenza nel ranking di Times Higher Education è in linea anche con il miglioramento visto nella valutazione della qualità della ricerca: «La presenza della nostra Università è frutto anche della capacità di produrre ricerca di elevato impatto a livello internazionale – aggiunge il Prorettore delegato alla ricerca Paolo Buonanno – L’inserimento infatti nella classifica THE è limitato solo agli Atenei che hanno prodotto almeno 1000 pubblicazioni nell’arco di quattro anni. Questo risultato è indicativo quindi di come siamo riusciti a far crescere anche le nostre capacità di produrre ricerca di qualità».

Come viene stabilito il ranking Times Higher Education – THE

Per definire la classifica vengono analogamente al ranking globale utilizzati 13 indicatori che misurano 5 diverse aree: didattica, ricerca (volume delle pubblicazioni, fondi attirati, reputazione), citazioni (impatto della ricerca, quante volte viene ripresa in altri studi), internazionalizzazione (professori, studenti, ricerca), trasferimento tecnologico (fondi attratti dall’industria). Non sono comprese le università senza insegnamenti equivalenti alle nostre lauree triennali, con meno di 1,000 ricerche fra il 2011 ed il 2015 e con meno di 150 ricerche per anno o atenei focalizzati tematicamente su solo una delle otto aree disciplinari secondo la classificazione di THE.

 

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