Ci aveva detto / «La vera eleganza? È sentirsi sempre a proprio agio»

Ecco l’intervista che Krizia aveva rilasciata alla nostra collaboratrice, Donatella Tiraboschi, nel 2013

Krizia, lei è una affermata stilista, conosciuta in tutto il mondo, con radici nel mondo. Qual è oggi il suo legame con Bergamo?

“È la mia città, l’ho sempre amata moltissimo e ci ritorno sempre volentieri”.

Quando è successo l’ultima volta?

“Non ricordo con precisione, ma non molto tempo fa”.

Che cosa in particolare la affascina?

“Trovo che Città Alta sia sempre meravigliosa, un luogo curato, antico, ma al tempo stesso sempre nuovo. Si può sempre scoprire qualcosa camminando tra i vicoli”.

Che cosa, invece, non le piace?

“Di primo acchito sarei tentata di rispondere niente. Ripensandoci, dal momento che non ci vivo più, non saprei dire con esattezza che cosa funziona e che cosa no. Preferisco quindi astenermi da una valutazione”.

Mariuccia Mandelli in arte KriziaUn ricordo particolare?

“Sono moltissimi e tutti molto belli, legati alla mia infanzia, alla mia famiglia e a mia sorella”.

Che cosa la rende fiera di essere bergamasca?

“Il senso del dovere; credo che questo sia il tratto distintivo della nostra terra, il marchio dei bergamaschi nel mondo”.

Se fosse il sindaco della città?

“A Milano dicono “ofelè fa ol tò mestè”, quindi il primo cittadino lo lascio fare volentieri a Tentorio”.

Bergamo è candidata a capitale europea della cultura…

“Anche la moda è e produce cultura, è una forma d’arte che arricchisce chi la fa e chi la indossa. Come l’arte, rende il mondo più bello”.

Cosa è la moda?

“Non si può dire la moda è… possiamo dire che la moda esiste e poi ognuno la personalizza come meglio crede”.

Essere “alla moda” è solo un modo di dire?

“No, significa essere se stessi, non tradire la propria essenza e il proprio gusto”.

Gli stilisti che ammira di più?

“Chanel e Armani”.

Che cos’è l’eleganza?

“Uno stato d’animo, principalmente… Sentirsi sempre a proprio agio”.

Che cosa nota per prima cosa nell’abbigliamento di una donna?

“Sarà per deformazione professionale, ma guardo subito se indossa un mio abito”.

Il suo dress code per tre occasioni: giornata di lavoro, cerimonia e serata importante?

“Una giacca abbinata ad un pantalone o ad un abito, arricchita da accessori importanti, bastano questi elementi per essere perfette in ogni occasione”.

Non avesse fatto la stilista cosa avrebbe fatto?

“La maestra, i bambini sono incredibili. È un lavoro che dà gioia”.

Il complimento più bello?

“Quello che deve ancora arrivare. Non si può dar nulla per scontato nella vita come nel lavoro. Ogni giorno e ogni impresa devono essere forieri di nuovi stimoli”.

La delusione più grande che ha mai provato?

“Forse per alcuni miei collaboratori in cui credevo molto e che mi hanno tradita”.

Un capo che avrebbe voluto disegnare lei?

“Ogni stilista ha… appunto il suo stile inconfondibile, perché riflette la personalità”.

Tendenze per la prossima stagione?

“Mi piace molto la pelle in tutti i suoi sviluppi”.

Gli errori stilistici da evitare quali sono?

“Se si è in linea con se stessi non si sbaglia mai”.

Che consigli darebbe ad una ragazza che punta a diventare stilista?

“Perché dovrebbe trattarsi di una ragazza? Perché non un ragazzo?”

I must have irrinunciabili del guardaroba di ogni donna?

“Una giacca, un tubino nero e una camicia bianca”.

Moda e cibo: due eccellenze che salveranno l’Italia… Concorda?

“Più di tutto direi che ci salverà la creatività, in qualsiasi campo si esprima. Anche se nei due settori la facciamo ancora da padroni”.

La crisi può rivelarsi anche un’opportunità per le aziende?

“Solo se si guarda il bicchiere mezzo pieno; in realtà è un momento molto difficile”.

La sua azienda ne ha risentito?

“Come tutti, anche se immagino che le piccole realtà stiano soffrendo maggiormente rispetto ai grandi brand”.

Nella vita privata conta più rimorsi o rimpianti?

“Nessun rimpianto, ma qualche rimorso sì”.

Tra i sette vizi capitali quale, secondo lei, è il più “capitale”?

“L’invidia mi è estranea, è un sentimento che non provo verso niente e nessuno”.

Le colpe che le inducono indulgenza?

“Quelle del cuore”.

Una cosa che proprio non sopporta?

“La maleducazione in tutti i contesti in cui si manifesta”.

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