La lettera / Parcheggi per disabili, terra di nessuno anche al supermercato

La lettera / Parcheggi per disabili, terra di nessuno anche al supermercato

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parcheggio_disabiliQuasi quasi mi converto alla spesa on line; è comoda, scongiura le code alla cassa e soprattutto mi evita di constatare che i parcheggi destinati ai disabili sono regolarmente occupati da veicoli sprovvisti dell’apposito contrassegno. Sarà che ho un senso della giustizia molto rigoroso e che non tollero nella maniera più assoluta i soprusi, ma proprio non riesco a sopportare quegli individui che, per mancanza di sensibilità o mero menefreghismo, occupano uno spazio destinato a qualcuno che invece ne avrebbe davvero bisogno.

La dice lunga un episodio al quale ho assistito mio malgrado la settimana scorsa in un supermercato della città: una giovane donna con evidenti problemi di deambulazione, trovando occupato il posto auto riservato ai disabili, è stata costretta a parcheggiare lontano dall’entrata che ha poi raggiunto con fatica, aiutata dalle stampelle; una volta arrivata nei pressi dell’auto “abusiva”, incrociando il suo proprietario che tornava tranquillo dalla spesa, l’ha fermato e gli ha fatto presente il disagio che aveva dovuto sopportare a causa della sua maleducazione. A dispetto di quello che mi sarei aspettato, nel giro di pochi secondi è nata una discussione dai toni accesi dove l’automobilista in torto, invece di fare “mea culpa” e chiedere scusa, ha intimato alla donna di farsi gli affari propri e di non rompere le scatole. Morale: il senso del rispetto e dell’educazione civica è sempre più leso e calpestato e una prassi sbagliata è diventata nell’indifferenza generale, una prassi consolidata. Così anche nella borghese e rispettosa Bergamo va in scena ogni giorno la caccia al parcheggio ad ogni costo e non importa se per farlo, si penalizzano le categorie più bisognose di tutela. Così i parcheggi di supermercati, cinema o centri commerciali sono diventati terra di nessuno, in balia della coscienza o dell’in-coscienza degli individui, ma considerato che i controlli sulla questione sono quasi nulli, i menefreghisti e gli incivili continuano e continueranno a farla da padrone; l’unica soluzione rimane quella di intensificare il servizio di rimozione, perché, almeno per adesso, considero difficile che l’atteggiamento di certe persone possa cambiare in poco tempo. Io alla fine con la signora del supermercato ci ho fatto due chiacchiere, anche solo per sincerarmi che stesse bene dopo aver ricevuto una serie di insulti gratuiti e la sua amara considerazione certo non fa onore alla nostra città: “Penso che se io parcheggiassi l’automobile su uno dei posti riservati alla polizia municipale, verrei subito notata. Perché la stessa cosa non succede quando una vettura senza contrassegno occupa un posto destinato a qualcun altro? Io non so se la maggior parte della gente fa finta di non vedere, di sicuro è un atteggiamento che ha trasformato le persone diversamente abili in persone diversamente considerate”. Non ho saputo rispondere quasi, l’ho salutata e sono tornato a casa con una certezza: il rispetto, quello vero, è l’apprezzamento della diversità dell’altra persona e quindi della sua unicità. Tutto il resto sono solo parole.

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