Emergenza Coronavirus, limiti e i provvedimenti fino al 15 marzo

È stato emanato questa notte il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri con le nuove misure, le prescrizioni e i divieti per il contenimento del contagio e i provvedimenti da adottare in via preventiva sull’intero territorio nazionale. Il provvedimento richiama l’articolo 2 del precedente decreto emanato il 1°marzo. La validità delle norme è fino al 15 marzo.

“I limiti e i divieti sono quelli cui abbiamo avuto modo di convivere nelle ultime settimane. Ad oggi il provvedimento presenta ancora qualche incertezza interpretativa, che ci stiamo impegnando a chiarire” commenta Oscar Fusini, direttore Ascom Confcommercio Bergamo.

Ecco i provvedimenti confermati che interessano la categoria

Svolgimento delle attività di ristorazione, bar e pub a condizione che il servizio sia espletato per i soli posti a sedere e che, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali, gli avventori siano messi nelle condizioni di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro;
 
Apertura delle attività commerciali diverse da ristorazione, bar e pub condizionata all’adozione di misure organizzative tali da consentire un accesso ai predetti luoghi con modalità contingentate o comunque idonee a evitare assembramenti di persone, tenuto conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza di almeno un metro tra i visitatori;

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) del 1° marzo stabilisce inoltre, per le sole province di Bergamo, Lodi, Piacenza e Cremona, la chiusura delle medie e grandi strutture di vendita e degli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati nelle giornate di sabato e domenica.

Il provvedimento non si applica alle farmacie, parafarmacie e ai punti vendita di generi alimentari.

In tutta la Lombardia e nella sola provincia di Piacenza inoltre sono sospese le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei “livelli essenziali di assistenza”), centri culturali, centri sociali, centri ricreativi.

 

 

 

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