Assistenza educativa scolastica, in mobilitazione un migliaio di addetti

Teacher pointing to raised hands in classroom
Teacher pointing to raised hands in classroom

Mancata retribuzione in caso di assenza del bambino; scopertura lavorativa del periodo estivo; incertezza ore lavorabili degli incarichi annuali; scarso riconoscimento professionale. Le difficoltà che le lavoratrici dell’assistenza nelle scuole a studenti disabili incontrano quotidianamente nel loro lavoro sono notevoli e importanti. FISASCAT CISL e FP CGIL, che a Bergamo seguono sindacalmente il settore, da qualche tempo sollevano nei confronti dell’amministrazione pubblica (comuni e Provincia) per intervenire e colmare le differenze di trattamento con altri dipendenti, hanno incontrato i lavoratori in un’assemblea pubblica venerdì scorso 16 ottobre. “Di fronte alle procedure attuate dagli enti locali – hanno detto Alberto Citerio e Roberto Rossi (rispettivamente segretario generale di FISASCAT e segretario di FP) e ad una scarsa tutela normativa, rimangono aperte ancora molte vertenze e richieste rimaste inevase”.

Il settore in provincia di Bergamo occupa più di un migliaio di lavoratori, che, con contratti a part time spesso di poche ore alla settimana, “svolgono un compito sociale importantissimo di supporto agli alunni disabili o con problemi. I loro contratti, seppure a tempo indeterminato, seguono il calendario scolastico, e nella pausa estiva, questi lavoratori non percepiscano alcun reddito. Inoltre, un altro grave problema da affrontare riguarda la perdita di ore e quindi ancora di parte del reddito a seguito dell’assenza dell’utente del servizio da scuola: queste assenze sono quantificabili in un totale che raggiunge circa il 15%-20% del totale del monte ore previsto da contratto!” L’assemblea, che ha vista una massiccia partecipazione da parte dei lavoratori, ha dato mandato a FISASCAT e FP di perseguire una trattativa con la rappresentanza dei sindaci della provincia di Bergamo, con il comune di Bergamo e la provincia di Bergamo, che definisca un accordo quadro di settore al fine di definire uniformità di trattamento per evitare eccessive distinzioni tra gli appalti dei singoli comuni. Nell’accordo si dovrebbe definire il ruolo dell’assistente educatore, le mansioni e i margini di intervento, un maggior riconoscimento professionale del ruolo nella società. Inoltre, molti lavoratori hanno sollevato la necessità di individuare la possibilità di recuperare le ore perse a fronte dell’assenza dell’utente e lo sviluppo di un investimento che si occupi del progetto di vita dell’utente, e pertanto prevedere interventi che possano andare oltre al calendario scolastico. Allo studio, per sostenere la trattativa con gli enti pubblici, una mobilitazione delle lavoratrici e lavoratori.

Copyrights 2006-2022 – Iniziative Ascom S.p.A. – P.iva e C.F. 01430360162