Elettrodomestici / «A Bergamo persi 10mila metri quadri di attività»

«Nel 2016 significativo il peso delle chiusure», dice il presidente del Gruppo Ascom, Zucchinali. «Margini sempre più risicati e costi di gestione in aumento affossano il settore, che sente sempre più il peso della concorrenza del web»

Zucchinali

Armando Zucchinali, presidente del Gruppo Elettrodomestici Ascom

Il 2016 è stato un anno da dimenticare per i negozi di elettrodomestici. Armando Zucchinali, presidente della categoria Ascom, tira le somme dell’anno appena concluso. «Tra Bergamo e provincia – afferma – abbiamo perso 10mila metri quadri di attività, con chiusure eccellenti di insegne storiche come Trony (ex Cordani) in città e saracinesche abbassate nei centri commerciali, da Orio al Serio a Mapello. Questi sono gli esiti devastanti di un mercato in cui i margini operativi sono sempre più ridotti, mentre i costi gestionali continuano ad aumentare. Nonostante tutto i consumi tengono, ma specialmente nel comparto del “bruno”- dalla telefonia alla tv ai computer – i margini sono veramente risicati. Questo ha portato alla chiusura di molti negozi specializzati in telefonia».

Anche il web sottrae clienti e il mercato si assottiglia ulteriormente: «La concorrenza delle vendite on-line si fa sempre più sentire, con sottocosto senza regole. All’estero il mercato del web è più regolamentato – evidenzia – e non esistono come in Italia offerte totalmente fuori dai prezzi di mercato. È impossibile per un negozio proporre condizioni simili».

La crisi affonda l’intero comparto, dalle piccole insegne ai grandi gruppi: «Se i piccoli negozi continuano a soffrire e si ritagliano una nicchia con servizi e riparazioni, la crisi pesa sempre più nella grande distribuzione, che si trova ad amministrare enormi costi di gestione tra orari continuati e aperture domenicali. È tutta una guerra a suon di volantini e sottocosto che non porta da nessuna parte».

Quanto ai consumi, la voglia di hi-tech non tramonta ma cala il budget destinato agli acquisti: «Un fattore che si somma alla progressiva riduzione dei margini delle attività, che si trovano a lavorare sotto il limite della sostenibilità», fa notare Zucchinali. Cresce chi compra a rate, approfittando del costo del denaro vantaggioso, ma aumentano anche i finanziamenti rifiutati per rischio insolvenza:«Moltissime pratiche non vengono accettate, quasi il 60 per cento – continua -. Se aumenta il costo del denaro, come prevedono gli economisti, nel primo trimestre del nuovo anno, credo che sarà un vero e proprio disastro». E Natale non ha risollevato le sorti di un anno difficile: «Nella maggior parte dei casi il budget per i regali non ha superato i 100 euro», conclude.

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