TIME, l’Esperia Industrial Museum apre le porte al territorio

L’apertura delle sue porte al Territorio, è in programma per oggi. A nemmeno quattro giorni dall’inaugurazione, infatti, il Museo TIME (acronimo di Tessile, Informatica, Meccanica ed Elettrotecnica, i quattro principali Corsi attivati ndr) ospiterà nella sua sala meeting (250 posti a sedere) il convegno di un’associazione di periti. Ma sarà in autunno (tra la metà di settembre e quella di ottobre) che l’Esperia Industrial Museum (sinonimo di TIME) comincerà a cimentarsi nel ruolo (anche) di nuova location per eventi. “Ospiteremo il Pmi Day, successivamente una mostra-convegno centrata sul rapporto Donne, Storia e Lavoro ed, infine, uno stand di BergamoScienza” esordisce soddisfatto il preside, Imerio Chiappa. Negli attuali 650 mq, completamenti recuperati e ristrutturati del primo Museo scolastico della provincia, c’è anche un’area espositiva in cui è stata collocata una ventina di ‘pezzi’ tra quelli che hanno fatto la storia dell’industria bergamasca. Una parete di “prisme” separa la zona da altri 200 mq. dove ci si augura di poter presto attrezzare un Laboratorio territoriale per l’occupabilità. “Attendiamo di conoscere l’esito del bando, cui abbiamo partecipato insieme all’Isis Natta e al Kilometro Rosso” precisa il preside. E a luglio il verdetto dovrebbe essere reso noto.

Un traguardo, quello del passaggio da 650 a 850 mq, atteso sia per dare corpo alla dichiarata ‘polivalenza’ di TIME sia per dimostrare ai sostenitori dell’iniziativa (da Alberto Bombassei a Domenico Bosatelli, da Roberto Sestini a Gianpiero Cacciavillani, da Battista Azzola a Mario Guizzetti, da Confindustria Bergamo ad Ubi Banca, dal Comitato pro Istituti Paleocapa e Natta ai Maestri del lavoro fino al Museo del Tessile di Leffe) che le donazioni (in danaro, in macchinari storici o più recenti, in progetti e in materiali piuttosto che in ore di lavoro gratuito) stimate dal presidente dell’Associazione ex allievi dell’Esperia, Alessandro Gigli, in circa 200mila euro complessivi, sono state un buon investimento per un’ottima causa: garantire all’Esperia di continuare ad essere fucina di uomini e donne che faranno le prossime rivoluzioni industriali.

(servizio fotografico di Domenico Gaeni)

 

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