Aree estive in città, sconti sulle tariffe e vantaggi per i locali “della movida”

Cinque le aree fissate dal Comune: tre sulle mura più piazzale Alpini e l'esterno del Parco Goisis. Riduzioni dal 25 al 70% sull'occupazione del suolo pubblico. Favorite le reti di esercenti delle zone più a rischio disturbo

Aree estive in città, sconti sulle tariffe e vantaggi per i locali “della movida”

La Giunta del Comune di Bergamo ha deliberato gli spazi che saranno oggetto di bando d’assegnazione per l’estate 2016: una sostanziale conferma rispetto all’anno 2015, con cinque luoghi della città (oltre al Parco della Trucca, il cui bando è stato pubblicato da qualche settimana sul sito del Comune di Bergamo) potenzialmente interessati a diventare luoghi di aggregazione durante la prossima estate.

Oltre ai “classici” spalti di San Michele e San Giacomo, il Comune propone gli spalti di Sant’Agostino, il piazzale degli Alpini e lo spazio esterno al parco Goisis di Monterosso.

Rispetto a questi ultimi tre, si legge sulla delibera approvata oggi dalla Giunta comunale, «si intende, oltre che animare alcune zone della città, promuovere il trasferimento delle attività di somministrazione e svago nelle aree urbane individuate, al fine di contemperare le esigenze di aggregazione di utenza e pubblico, soprattutto giovanile, con quelle del diritto alla quiete e al riposo dei residenti. A tal fine verranno favorite le proposte elaborate da raggruppamenti e reti di esercenti e commercianti le cui attività lavorative insistano in prossimità di tali aree».

In arrivo sgravi e sconti per quello che riguarda la tariffa di occupazione di suolo pubblico: sugli spalti di San Giacomo e San Michele il taglio previsto è del -25% (in accordo con quanto previsto dal regolamento comunale), mentre per le aree di piazzale Alpini, dello spalto Sant’Agostino e dell’esterno del Parco Goisis si prevede un -70% sulla tariffa ordinaria. «Si intende – si specifica nella delibera – riconoscere la particolare valenza del percorso di vivacizzazione di tali aree della città, anche attraverso la cooperazione tra esercizi commerciali».

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