Trenord, mezze verità e troppa propaganda

farise_maroni - Copia

Cinzia Farisè e Roberto Maroni

Chissà se l’assessore regionale ai Trasporti Alessandro Sorte e il nuovo amministratore delegato di Trenord Cinzia Farisè nei loro trascorsi scolastici hanno qualche master in Russia, terra famosa, anche dopo la caduta del Muro, per la capacità di elaborare tecniche di “disinformacja” di inarrivabile grandezza. In questi giorni il simpatico duo che sovrintende al trasporto ferroviario lombardo sta dando il meglio nel propalare informazioni che, mescolando mezze verità e pura propaganda, vorrebbero dare ad intendere che nel giro di poche settimane, guarda caso da quando ci sono loro sulla tolda, hanno impresso una svolta epocale al vergognoso disservizio quotidiano.

L’ultima che si sono inventati, secondo la tecnica del far volare gli stracci per abbindolare i gonzi (con la complicità di giornalisti che non sono più capaci di andare al di là del copia e incolla), è la favola che i cronici ritardi dei convogli pendolari siano colpa di un codicillo del contratto dei macchinisti che consente di lucrare manciate di euro a chi tira in lungo il viaggio accumulando più di venti minuti di ritardo. A prima vista uno scandalo autentico, da esecrare senza se e senza ma. E infatti, grazie agli organi di stampa, il polverone si è alzato. Peccato che pochi, o nessuno, è andato a verificare se l’indignazione aveva fondamenta solide. E qui casca l’asino.

Per stessa ammissione del duo Sorte-Farisè, i macchinisti eventualmente colpevoli di ritardi sospetti non sarebbero più di un quindicina su 1200. Sì, avete capito bene, 15 su 1200. Macchinisti superman, evidentemente, capaci di mettersi alla guida contemporaneamente delle centinaia di locomotive che ogni giorno accumulano ritardi. I numeri parlano chiaro: sulle principali linee lombarde i convogli che arrivano fuori orario sono, a seconda dei casi, da uno ogni tre (Bergamo-Milano via Carnate) a uno ogni cinque (Bergamo-Milano via Treviglio). Davvero è tutta colpa dei macchinisti artatamente pelandroni? Ma via, non facciamoci prendere per il naso.

Poniamoci, invece, qualche domanda. Risulta, per caso, che i vertici di Trenord abbiano preso qualche provvedimento a carico di chi fa il furbo ai danni degli utenti? Vi rispondiamo noi: non risulta. Si sa, per caso, chi ha firmato quel contratto con quella clausola? E se, nel caso lavorasse ancora nella società milanese, c’è l’intenzione di avviarlo verso altri impieghi più consoni alle sue attitudini? Risposta: non risulta.

Diamo per scontato che Sorte e Farisé vogliano sinceramente dimostrare di essere all’altezza di una sfida all’Ok Corral. Ma in maniera sommessa e pacata vorremmo consigliar loro di volare basso, di contenere le volute di fumo che diffondono. Vantarsi perché i treni in ritardo sono passati dal 70 all’80 per cento, ci si perdoni l’espressione poco cortese, fa ridere. Intanto perché in una Regione che si vanta di essere centro e modello di efficienza quella performance non è degna degli standard internazionali (provino a chiedere ad un tedesco o ad un francese, per non scomodare gli svizzeri, se accetterebbero di fare cambio). In secondo luogo, perché il miglioramento va valutato, e sarà eventualmente apprezzato, solo sui tempi lunghi. Cioè se diventerà la norma, non l’eccezione di uno o più mesi. Infine, perché i ritardi sono solo una delle pecche del sistema ferroviario. Inutile star qui a riepilogare tutto il resto. Arrivare in orario è importante tanto quanto viaggiare in condizioni di minima civiltà e non stipati su carri bestiame lerci e puzzolenti, obsoleti e privi di riscaldamento o condizionamento. Su questo piano la distanza da colmare è enorme.

Ancora pochi giorni fa, il presidente della Regione Roberto Maroni, il capomastro del terribile duo, ha ripetuto per l’ennesima volta che il Pirellone ha acquistato 63 nuovi treni di ultima generazione e che 53 di questi saranno messi sui binari prima dell’avvio dell’Expo. Bene, mancano meno di 60 giorni al taglio del nastro e di questi benedetti mezzi sulla Bergamo-Milano, tra le primissime linee per volumi di traffico, finora se n’è visto solo uno. Vuoi vedere che tutti gli altri sono in ritardo per colpa dei macchinisti approfittatori?

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