Distributori carburanti e fatturazione elettronica, martedì 26 luglio è sciopero nazionale

Anche il Gruppo Benzinai Ascom di Bergamo aderisce. Il presidente Renato Mora: "Siamo pronti alla scadenza del 1° luglio ma le aziende hanno bisogno di più tempo"

Distributori carburanti e fatturazione elettronica, martedì 26 luglio è sciopero nazionale

Martedì 26 giugno sarà sciopero nazionale per i distributori di carburanti. Lo sciopero è stato confermato da Anisa Confcommercio, Figisc Confcommercio, Fegica Cisl e Faib Confesercenti. Le tre federazioni tornano a chiedere una proroga rispetto alla scadenza del 1° luglio che introduce l’obbligo per la categoria della fatturazione elettronica. Anche il Gruppo Benzinai Ascom di Bergamo aderisce allo sciopero, seppure è difficile ipotizzare la partecipazione sul territorio. 
“Come Gruppo noi siamo pronti alla scadenza del 1° luglio – dice il presidente Renato Mora -. Certo per noi questo comporterà delle difficoltà di tipo pratico perché siamo per lo più imprese famigliari, ma non essendoci l’obbligo di emettere la fattura elettronica contestualmente alla vendita potremo farlo nei giorni successivi. Il problema è per le aziende che non sono ancora pronte, per questo abbiamo chiesto la proroga della scadenza o quantomeno un periodo transitorio di uno-due mesi in cui i clienti possano ancora usare le schede carburante”.
Le organizzazioni di categoria dei gestori degli impianti di rifornimento carburanti hanno chiesto anche nei giorni scorsi, in un telefax urgente congiunto recapitato ai Ministri Di Maio e Tria ed ai Sottosegretari Giorgetti e Garavaglia, l’immediata convocazione di una tavolo di confronto governativo, allo scopo di definire i termini del necessario provvedimento normativo d’urgenza e l’altrettanto urgente messaggio chiarificatore, certo ed univoco, volto a rasserenare gestori ed utenti.
Ancora in questo momento, a pochi giorni dall’entrata in vigore dei nuovi obblighi di legge relativi alla fatturazione elettronica per la distribuzione carburanti, risultano indisponibili gli strumenti tecnologici previsti dalla normativa (app, software per PC) che l’Amministrazione avrebbe dovuto mettere a disposizione, allo scopo di rendere tecnicamente possibile l’emissione della fattura elettronica ai milioni di soggetti aventi potenzialmente diritto, per una categoria costituita da 21.000 microimprese che operano letteralmente sulla strada, per lo più senza attrezzature informatiche, né luoghi idonei dove accoglierle.
In tali condizioni oggettive – spiega la comunicazione sindacale – l’impatto del 1° luglio non potrà che essere devastante non solo per la categoria, ma anche per i milioni titolari di partita IVA, nonché, con ogni probabilità, per l’intero “sistema” e per l’Amministrazione stessa.
Gli unici a beneficiare di una tale situazione sono, allo stato, un certo numero di soggetti privati che, grazie alla confusione ed alla fibrillazione generata, riescono ad ottenere esosi corrispettivi economici dai gestori a fronte di beni e servizi che l’Amministrazione si era impegnata a fornire loro in via semplificata e gratuita”.

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