Affitti brevi, anche gli agenti immobiliari contro i portali

Dopo Federalberghi è la Fimaa a denunciare la crescita del fenomeno e il mancato rispetto delle regole. «Per affitti turistici sotto i 30 giorni è necessaria la comunicazione degli alloggiati»

Affitti brevi, anche gli agenti immobiliari contro i portali

Troppi portali online per gli affitti condivisi fanno business in modo illegale senza alcuna garanzia per i consumatori e a danno della collettività, aggirando i canali del mercato legittimati a farlo. Dopo Federalberghi, è la Fimaa, la Federazione italiana dei mediatori agenti d’affari, a puntare il dito contro le piattaforme per gli affitti a breve termine.

«La maggior parte degli annunci (70,2% secondo Federalberghi, che ha svolto un’indagine su Airbnb) si riferisce all’affitto breve di interi appartamenti in cui non abita nessuno – rileva la Fimaa -. E più della metà sono pubblicati da persone che amministrano più alloggi, contrariamente alla stessa filosofia di tali portali web basata sulla condivisione di piccoli spazi, per pochi giorni, insieme al proprietario dell’immobile».

Nel 2016 Federalberghi ha censito quasi 160mila interi appartamenti in cui non abita nessuno, pubblicizzati sui portali online e posti in affitto per periodi brevi. Considerato che nel 2015 l’Agenzia delle Entrate ha rilevato solo 101.058 abitazioni oggetto di contratti di locazione registrati (intero immobile) di durata inferiore a 1 anno (esclusi quelli di durata inferiore al mese) il dato desta preoccupazione. «Il dato – afferma il presidente nazionale della Fimaa Santino Taverna – è preoccupante perché l’offerta degli immobili su internet risulta concentrata soprattutto nelle grandi città italiane e nelle principali località turistiche del Bel Paese, laddove opera la maggior parte degli Operatori immobiliari associati Fimaa. La conseguenza – continua Taverna – è un mercato “inquinato” in cui si danneggiano, oltre gli imprenditori turistici, anche gli agenti immobiliari che operano in modo onesto, trasparente e secondo gli adempimenti di legge a tutela dei consumatori».

A tal proposito la Federazione ricorda che tutti i contratti aventi oggetto locazione di immobili (esclusi quelli la cui durata complessiva non superi i 30 giorni all’anno) devono essere obbligatoriamente registrati dal conduttore o dal proprietario, qualunque sia l’ammontare del canone pattuito, entro i 30 giorni successivi dalla data di stipula o dalla sua decorrenza (se anteriore). E che anche per gli affitti turistici di durata inferiore ai 30 giorni, la Polizia di Stato richiede la comunicazione attraverso l’apposita schedina per gli alloggiati. Questi oneri si applicano anche per i privati che locano direttamente l’immobile senza passare dall’agenzia immobiliare.

«La sharing economy rappresenta una grande opportunità per il mercato ed i proprietari in genere – spiega Taverna – ma a patto che le regole e le normative siano da tutti rispettate nell’interesse dei clienti-consumatori. Oramai troppo spesso assistiamo a controproducenti stimoli o a pericolosi inviti verso il “fai da te”. Ci sono persone e società che traggono enormi vantaggi economici senza fornire informazioni adeguate sia per la compravendita che per la locazione coinvolgendo proprietari, acquirenti, locatori e conduttori in pesanti responsabilità. Se a questo si aggiunge l’elusione fiscale che spesso ne consegue, allora sarà sempre più difficile restituire ossigeno e dignità ai professionisti di un comparto da anni in difficoltà. Gli operatori immobiliari hanno competenze specifiche per accompagnare i fruitori del servizio verso operazioni trasparenti in assoluta tranquillità. C’è chi, però, – continua il presidente Fimaa – sembra averci preso la mano per farne una attività di basso livello a scapito delle competenze, senza alcuna garanzia per i consumatori. Una situazione inaccettabile, verso la quale chiediamo un tempestivo intervento del Governo per permettere la maggior tutela della collettività nel rispetto anche degli Operatori abilitati. Come Fimaa Confcommercio – conclude Taverna – siamo sin d’ora disponibili con proposte concrete a fornire tutto l’appoggio necessario».

Un commento a "Affitti brevi, anche gli agenti immobiliari contro i portali"

  1. Diego  19 ottobre 2016 alle 15:40

    E pensare che gli agenti immobiliari invece di lamentarsi potrebbero armarsi di pazienza e utilizzare loro stessi questi portali per conto dei loro clienti e incrementare il loro giro di affari. Ci sono portali per tutti i gusti: affitti di qualche giorno, affitti brevi, affitti lunghi.

    Ora vi racconto una storia. La storia di Giananselmo.

    Giananselmo Licaccio è un uomo che va per i settanta ed è un proprietario che ha la necessità o la volontà di affittare il proprio appartamento per periodi brevi (qualche mese o qualche settimana).

    Questo perché il precedente inquilino con canone 4+4 proposto e procurato proprio da un agente immobiliare gli ha tirato il chiodo e ci ha messo 2 anni a sfrattarlo.

    Quindi, dato che l’immobile si trova in una città (Milano, Monza, Torino, Bologna, Roma, Firenze…ehi praticamente tutte!) in cui esiste il mercato degli affitti brevi pensa bene di ridurre i rischi di avere dei morosi e decide di affittare solo a breve termine.

    Ovviamente dato che non lo sa fare chiede al professionista sotto casa, il suo agente immobiliare di fiducia Pierfelice Ganassa (magari lo stesso che gli aveva presentato l’inquilino moroso che gli ha tirato la fregatura qualche anno prima)

    “Guarda caro Pierfelice, dopo l’ultima fregatura non voglio più affittare per lungo periodo, anche perchè mia nipote tra qualche anno avrà bisogno di un appartamento e avevo già pensato di darlo a lei. Vorrei fare una casa vacanze oppure fare solo affitti transitori dai 3 ai 18 mesi”

    E Pierfelice Ganassa, che fa l’agente immobiliare e il suo lavoro dovrebbe essere aiutare il cliente a realizzare un profitto dal proprio immobile risponde picche con il tipico fare sostenuto da spocchioso:

    “No guarda Giananselmo che quelle robe lì sono un casino e noi siamo un’agenzia seria e facciamo solo affitti 4+4. Sta a vedere che adesso devo mettermi a fare l’addetto della reception per casa tua”

    “No, sei un agente immobiliare e pensavo che il tuo lavoro consistesse nell’ aiutarmi con il mio immobile e realizzare il massimo profitto con il minor rischio possibile, evidentemente mi sbagliavo”.

    Giananselmo se ne va e pensa: “Te la farò vedere io imbecille!”

    Giananselmo a questo punto, magari facendosi aiutare dal figlio o dal nipote, scopre che ci sono dei portali in cui poter affittare il proprio immobile per pochi giorni fino a un mese (Airbnb e booking ad esempio).

    Se non vuole avere a che fare con i turisti o ha paura di creare subbuglio nel condominio con il continuo via vai scopre che ci sono anche portali che fanno la stessa cosa ma solo per affitti più lunghi (da uno fino a dodici mesi).

    Se poi Giananselmo è disonesto non segnalerà il suo immobile come casa vacanze e non farà le segnalazioni in questura, oppure non registrerà i contratti di affitto più lunghi e farà tutto in nero.

    Ma questo è un problema che ci sarebbe comunque, con o senza portali. Non è colpa del portale se chi lo usa è disonesto ed elude la legge.

    Molti proprietari comunque fanno tutto a dovere e usano i portali rispettando le regole.

    Se Pierfelice non fosse un completo idiota ecco cosa avrebbe risposto:

    “Sì Giananselmo, capisco il tuo punto di vista. Guarda che da poco ci occupiamo di gestire anche questo tipo di locazioni. Ovviamente costa un pò di più rispetto alla solita mediazione perché come puoi immaginare tu guadagnerai molto di più rispetto a un normale affitto ma questa attività richiede molto più lavoro rispetto al solito.

    Qui c’è un contratto che dice che tu ci dai le chiavi e pensiamo a tutto noi. Selezioniamo noi i portali giusti per il tuo immobile e ci occupiamo noi di fare le foto, accompagnare i clienti e a fare le pulizie dell’alloggio tra un cliente e l’altro. Il servizio costerebbe X (dove X è una percentuale pari al doppio di quello che normalmente prende un agente immobiliare per un affitto) ma dato che mi spiace di aver sbagliato a presentarti quell’inquilino moroso anni fa ti faccio un sconticino”

    Giananselmo a quel punto e contentissimo e dato che grazie alle locazioni brevi guadagna più di prima parla soddisfatto di Pierfelice e gli manda in agenzia tutti i suoi amici con appartamenti sfitti.

    Per la fortuna dei proprietari, la mia e quella dei portali gli agenti immobiliari in Italia sono tutti come Piefelice Ganassa, capaci solo di lamentarsi e di pensare che il business immobiliare sia uguale a venti anni fa.

    Svegliatevi o verrete spazzati via dai venti di un mercato e di un mondo che cambia. Lo dico per voi perché vi capisco e so quanto lavorate duramente.

    Ero uno di voi fino al 2012.

    Un abbraccio forte forte.

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