In meno di tre settimane il centro di Bergamo è stato colpito da una decina di spaccate, tutte concentrate nel cuore della città, a poca distanza, in un raggio di circa un chilometro, cui si sommano altri episodi in provincia. Mesi e anni di lavoro e di sacrifici mandati in un attimo in frantumi. Nonostante l’attenzione sia alta sul tema, in centro si sono verificate nelle ultime ore altre due spaccate, in Via Zambonate e Via Paleocapa, e una terza a Mozzo. Le associazioni provinciali di rappresentanza dei commercianti, Confcommercio e Confesercenti, ribadiscono l’urgenza di affrontare con decisione il tema della sicurezza e legalità, alla base della libertà di impresa e del presidio e controllo quotidiano del territorio. Gli episodi di criminalità e microcriminalità stanno colpendo in maniera sistemica la nostra città e la preoccupazione e sensazione di vulnerabilità e impotenza si sommano alla minaccia concreta per la propria attività. Servono azioni urgenti per individuare misure efficaci per garantire maggiore sicurezza per tutti. In particolare le associazioni chiedono in primis il rafforzamento di pattugliamenti e presidi visibili nelle aree commerciali, soprattutto nelle fasce orarie critiche (serali, pre-chiusura, weekend, momenti di maggiore afflusso). Confcommercio e Confesercenti Bergamo hanno inviato una lettera congiunta alla Prefettura la convocazione di un tavolo di coordinamento per l’ordine pubblico, che veda la collaborazione e il coinvolgimento di forze dell’ordine, amministrazioni comunali e associazioni di categoria, volto a individuare iniziative di prevenzione di questi reati che minano la sicurezza del territorio.
Un altro tema cruciale è l’integrazione tra sicurezza urbana, rigenerazione delle città e tutela del commercio di prossimità.
“La sensazione di vulnerabilità e timore è evidente tra gli imprenditori, anche alla luce dell’escalation di reati nel cuore della città. Quasi sei imprenditori su dieci, in base alla nostra recente ricerca, temono per la sicurezza della loro attività, dei loro collaboratori e della loro persona. Il tema della sicurezza è cruciale e auspichiamo misure di prevenzione che coinvolgano in concerto, a tutti i livelli, istituzioni e autorità: Prefettura, sindaci e forze dell’ordine- commenta Luciano Patelli, presidente Confcommercio Bergamo-. Esiste poi un forte legame tra le difficoltà commerciali e la vivibilità della città. La chiusura delle attività genera insicurezza e l’insicurezza genera altre chiusure. L’illegalità consuma la fiducia, erode la concorrenza leale e mina la qualità della vita economica”.
“La sicurezza è una condizione essenziale per fare impresa e per mantenere vivi i nostri centri urbani– sottolinea Antonio Terzi, presidente di Confesercenti Bergamo-. Gli episodi che si stanno susseguendo generano preoccupazione e rischiano di indebolire il clima di fiducia necessario a chi ogni giorno tiene aperta un’attività e contribuisce alla qualità della vita della città. È importante evitare letture allarmistiche, ma allo stesso tempo non sottovalutare segnali che gli operatori stanno percependo con crescente intensità. Servono interventi rapidi sul presidio del territorio, un rafforzamento del coordinamento tra istituzioni e una visione che colleghi sicurezza, decoro urbano e sostegno al commercio di prossimità“.

