Il caro-energia si sta traducendo in bollette sempre più pesanti anche per negozi, bar, ristoranti e alberghi della provincia di Bergamo. A settembre 2026 il Prezzo Unico Nazionale dell’elettricità ha registrato un incremento del 73,3% rispetto ai valori medi del 2025, con un “spread energetico” che vede l’Italia pagare l’energia 65-69 euro in più al megawattora (mwh) rispetto a Germania, Spagna e Francia. Un gap che pesa doppiamente sul territorio bergamasco, dove il tessuto di piccole e medie imprese del commercio, del turismo e della ristorazione ha margini più stretti per assorbire i rincari. A determinare questo divario è la forte dipendenza italiana dal gas, che nel 2025 ha generato il 43,7% dell’elettricità nazionale contro quote molto più basse negli altri grandi Paesi europei. L’impennata del prezzo del gas sui mercati internazionali (+161,2% su base annua) si scarica quindi sul costo finale dell’energia in misura sproporzionata rispetto ai competitor europei, penalizzando in particolare i settori a maggiore intensità di consumo elettrico, come pubblici esercizi, alberghi e attività commerciali, che nei mesi estivi hanno dovuto sostenere anche i costi accresciuti della climatizzazione, in un’estate tra le più torride di sempre.
Le stime nazionali dell’Ufficio Studi Confcommercio parlano chiaro: se il petrolio si stabilizzasse a 140 dollari al barile nel 2027, l’inflazione salirebbe al 3,7% e i consumi delle famiglie si ridurrebbero di circa 250 euro reali a nucleo familiare, con una frenata della crescita del PIL. Per le imprese del terziario l’aggravio stimato sulle bollette elettriche nel secondo semestre 2026 supera il miliardo di euro a livello nazionale, un contesto che si riflette inevitabilmente anche sui bilanci delle aziende bergamasche.
L’ufficio Studi Confcommercio nazionale stima sulla base dei dati CER- Centro Europeo Ricerche un aumento nel secondo semestre 2026 (rispetto ai sei mesi precedenti) per gli alberghi del 26,2%, per i bar del 26,3% e per i ristoranti del 26,3%. Aumenti a doppia cifra anche per le grandi superfici, + 23,1% e per i negozi , +23,2%.
“Il caro energia è un tema che sentiamo con forza anche sul nostro territorio – dichiara il presidente di Confcommercio Bergamo Luciano Patelli -. Le nostre imprese, soprattutto quelle del commercio di vicinato, della ristorazione e della ricettività, non possono continuare ad assorbire rincari di questa portata senza mettere a rischio investimenti e occupazione. Servono risposte immediate: una revisione strutturale degli oneri di sistema, l’accelerazione dei contratti di acquisto aggregato dell’energia per le pmi e lo sblocco delle autorizzazioni per le rinnovabili, ferme da troppo tempo nei cassetti burocratici. Il territorio bergamasco ha tutte le carte in regola per investire su efficientamento e Comunità Energetiche Rinnovabili, ma servono strumenti concreti e tempi certi“.
Confcommercio Bergamo, in linea con le proposte della Confederazione nazionale, chiede quindi un intervento emergenziale sugli oneri generali di sistema, il ripristino di aliquote più generose per l’Ecobonus destinato all’efficientamento energetico delle attività produttive e una riforma del meccanismo di formazione del prezzo dell’elettricità che superi l’attuale Prezzo Unico Nazionale (Pun). Solo attraverso una strategia che unisca interventi congiunturali e riforme strutturali, rimarca Confcommercio Bergamo, si può evitare che il caro energia si trasformi in un freno strutturale per la competitività delle imprese bergamasche.
Il check-up gratuito delle bollette e convenzioni per abbattere i costi
In questo scenario, Confcommercio Bergamo ha attivato una serie di strumenti concreti per alleggerire il peso del caro energia. Lo Sportello Energia di Confcommercio Bergamo offre un servizio di analisi gratuita delle bollette di luce e gas. Un esperto dell’Area Sicurezza, Qualità e Ambiente (è sufficiente inviare le ultime bollette di luce e gas via mail: energia@confcommerciobergamo.it) esamina tutte le componenti della bolletta per individuare possibilità di risparmio immediate, eventuali sgravi fiscali applicabili (Iva agevolata, riduzione accise), accesso a incentivi per l’efficienza energetica, soluzioni di illuminotecnica e luci Led per ridurre i consumi. Confcommercio Bergamo ha siglato accordi con partner energetici selezionati per offrire alle imprese associate l’accesso a contratti di fornitura collettiva, con prezzi più vantaggiosi grazie alla contrattazione su larga scala. Una leva concreta per ridurre i costi strutturali, senza interventi straordinari.
Per dipendenti e famiglie, gli Enti Bilaterali Territoriali del Terziario e del Turismo, organismi paritetici costituiti da Confcommercio Bergamo, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs Bergamo, rispondono al caro energetico con un sussidio per il caro- energia. Possono richiedere il contributo i lavoratori delle aziende iscritte agli Enti Bilaterali (una platea di circa 40.000 dipendenti nel territorio bergamasco). Il sussidio prevede un rimborso una tantum di 150 euro per ISEE fino a 15.000 euro e 100 euro per ISEE superiore a 15.000 euro. Le domande si presentano tramite il sito www.eblink.it, fino all’esaurimento dei fondi. Il contributo è disponibile per un solo componente iscritto del nucleo familiare.

