Turismo, l’impatto del Covid pesa enormemente sul settore

E' quanto emerge dall'Osservatorio sul turismo, che tira le somme dei primi otto mesi dell'anno

Turismo, l’impatto del Covid pesa enormemente sul settore

Si conferma l’impatto negativo dell’emergenza sanitaria sugli arrivi e le presenze del periodo giugno – agosto, che registrano rispettivamente un -60,3% e – 53,5% rispetto all’estate 2019.
Il Covid ha inciso profondamente sul peso del turismo italiano e di quello straniero, a vantaggio del primo: il peso del turismo domestico rispetto a quello straniero risulta nettamente maggiore rispetto al rapporto registrato nel 2019 gli arrivi dei turisti italiani passano dal 53,2% nel 2019 al 77% del 2020 e le presenze dal 57,1% al 79,4%. Anche osservando il trend di crescita sia degli arrivi che delle presenze, da maggio a agosto, il turismo domestico ha una crescita maggiore rispetto a quello internazionale.
Complessivamente nel periodo estivo gli arrivi degli italiani calano del 42,6% e quelli degli stranieri dell’80,5% rispetto all’anno scorso; per quanto riguarda le presenze il calo è -35,4% per gli italiani e -77,6% per gli stranieri.
La durata media del soggiorno è però aumentata sia per gli italiani che per gli stranieri: la tendenza è quella di soggiornare più a lungo nella stessa struttura rispetto allo scorso anno: per
gli italiani la media passa da 2,4 giorni di pernottamento a 2,7, mentre per gli stranieri si passa da 2,1 a 2,4 giorni.
Nonostante l’emergenza da Covid anche nell’estate 2020 si conferma il settore alberghiero quello preferito dai turisti (arrivi 60,8%), nonostante il peso del settore extra alberghiero (arrivi
39,2%) risulti in aumento. Rispetto all’anno precedente tuttavia la perdita è maggiore nel settore alberghiero ( arrivi -62,3% presenze -59,2%), rispetto a quello extralberghiero
(arrivi -56,9%, presenze – 45,8%).
L’analisi della distribuzione presenze evidenzia un sostanziale pareggio tra i due settori (49,7% dell’extralberghiero contro il 50,3% dell’alberghiero), grazie ad un importante
avanzamento della permanenza nelle strutture extra alberghiere rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Per quanto riguarda il turismo nazionale, nelle strutture extra alberghiere i segnali di ripresa del mercato sono evidenti, registrando un dato ad agosto molto simile a quello dello
scorso anno (solo 2,2% in meno rispetto all’estate 2019). Si allungano, da giugno ad agosto, i tempi di soggiorno.
In riferimento al turismo internazionale, gli andamenti dei flussi tra alberghiero ed extralberghiero sono sostanzialmente analoghi. Anche ad agosto, in entrambi i casi si rilevano
perdite oltre il 60% rispetto allo scorso anno.
I territori
Scomponendo il dato del -60,3% di arrivi e -53,5% di presenze si evidenziano notevoli differenziazioni sui territori: le Valli Seriana e Brembana e l’area del Sebino hanno raggiunto
i risultati migliori registrando ribassi più contenuti con una sostanziale tenuta.
Per quanto riguarda gli arrivi la Valle Brembana registra -30,9%, la Valle Seriana -33,7%, discrete anche le performance del Sebino (-38,1% il Basso Sebino e -43,5% l’Alto Sebino).
Per quanto riguarda le presenze, buoni risultati per la Valle Seriana (-35,5%), il Basso Sebino (-35,2%), l’Alto Sebino (-37%) e la Valle Brembana (-38,5%).
Osservando le presenze del turismo nazionale, nell’Alto Sebino si osserva addirittura una crescita dell’11,5%.
Drastica invece la riduzione del turismo in Bergamo città (arrivi – 79,5% e presenze -75,4%) e nella Grande Bergamo (arrivi -67,0%, presenze -64,5%).
In tutti i territori la diminuzione dei flussi turistici colpisce più il turismo internazionale e il settore alberghiero rispetto a quello extralberghiero.
“Registriamo qualche segnale di ripresa dell’estate, grazie soprattutto ai buoni risultati delle nostre valli, tuttavia alla luce dell’attuale quadro pandemico non possiamo
ignorare che la situazione rimanga critica e, per certi aspetti, preoccupante- commenta il consigliere provinciale con delega al Turismo Claudio Bolandrini -La consapevolezza dello
stato di sofferenza che il turismo bergamasco sta attraversando deve pertanto spronare fin da ora le istituzioni e gli operatori a trovare le risorse e le sinergie necessarie per un rilancio del settore,
anche attraverso lo studio e la riorganizzazione di nuovi modelli turistici sostenibili, primo passo per una vera ripartenza”.
“I dati presentati oggi confermano lo scenario che ci eravamo prefigurati, ma ci raccontano anche che la voglia di viaggiare è – se mai – più forte di prima. Lo testimonia la ripresa immediata che
abbiamo registrato post lockdown, anche se relativa ad un mercato diverso a quello a cui siamo abituati – afferma Christophe Sanchez, amministratore delegato di VisitBergamo – . E’ per questo
che, seppure in uno scenario internazionale che si sta nuovamente complicando, credo fermamente nella necessità di continuare a promuovere e comunicare il brand Bergamo e di associarlo ad
immagini di bellezza e di rinascita. Dobbiamo essere pronti per quando ripartirà nuovamente il turismo, soprattutto quello internazionale; per questo stiamo lavorando ad una nuova campagna (Fly To Bergamo) in collaborazione con Ascom, Confesercenti e Sacbo dedicata ad incentivare anche questo tipo di mercato”. 

Riportiamo qui il report_estate_2020

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